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Economia

L’inventore che ci avrebbe liberato dal petrolio.

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In un momento in cui si parla tanto di energie rinnovabili torna di grande attualità una vicenda importantissima, quella che probabilmente sarebbe stata un pietra miliare in campo scientifico con risvolti economici colossali. Parliamo dell’inventore statunitense Stanley Meyer. Era dal 1975 che Meyer “osservava” l’acqua con occhi diversi pensando alle sue potenzialità come combustibile, proprio ad un anno dalla fine dell’embargo petrolifero arabo che aveva innescato un forte amento dei prezzi del gas.Dopo 20 anni di ricerche condotte personalmente Meyer riuscì a modificare la sua Dune Buggy facendogli percorrere in media 40km con un litro di acqua. Stanley Meyer, che non era nè un chimico nè un fisico e non era neppure laureato, aveva infatti inventato una cella a combustibile ad acqua che divideva l’acqua nei suoi due componenti, idrogeno e ossigeno, utilizzando poi l’idrogeno come combustibile per generare l’energia cinetica necessaria per muovere la sua Dune Buggy. Meyer aveva trovato anche due investitori belgi ed era stato supportato negli anni impiegati nella ricerca dal fratello Stephen Meyer. Ma allora perché utilizziamo ancora la benzina, il gas, il gasolio?Semplice..questione, come potete facilmente immaginare, di interessi economici.Che fine ha fatto l’auto di Meyer e soprattutto dov’è Meyer?Le dichiarazioni di Stanley Meyer circa la sua invenzione lo portarono in tribunale davanti alla corte dell’Ohio nel 1996, dove vennero artificiosamente etichettate come fraudolente.

Fonte : IlBlazer.com
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Attualità

Confesercenti, Marinelli: l’Irpinia non sprechi opportunità Pnrr

redazione

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L’Irpinia e più in generale le aree interne del Paese ed il Mezzogiorno non debbono sprecare l’opportunità del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza”. Così Giuseppe Marinelli, presidente provinciale di Confesercenti. (altro…)

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Attualità

La Senatrice Sabrina Ricciardi(M5S) interroga il governo: solo il 16% del PNRR è destinato al Sud?

Antonio Bianco

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Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) non chiarisce l’entità delle risorse finanziarie destinate al Mezzogiorno, sia pur quantificate dalla Ministra per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna, in 80 miliardi equivalenti al 40% del Recovery Fund. Somma e percentuale ritenuta eccessiva da Gianfranco Viesti, Professore Ordinario di Economia Applicata nell’Università di Bari, il quale nell’articolo pubblicato il 6 luglio 2021 dal “Mattino”, ha desunto dall’esame del PNRRE degli allegati inviati a Bruxelles, che per il Sud è territorializzato solo un risicato 16%, non superiore a 35 miliardi. La notizia è stata oggetto dell’interrogazione parlamentare presentata dalla Senatrice Sabrina Ricciardi del M5S e discussa il 15 luglio c.a. L’interrogante ha chiesto alla Ministra Carfagna: se fosse vero che solo il 16% del PNRR sia destinato al Sud; se solo per alcune linee del PNRR sia individuata la localizzazione territoriale della spesa e quali saranno le modalità per la ripartizione territoriale dei fondi; mentre per le risorse non territorializzabili se sarà istituito il monitoraggio ed il controllo dei bandi emessi dalle amministrazioni. La Carfagna ha rassicurato che sarà data piena attuazione alla destinazione territoriale del 40% dei fondi del PNRR al Sud. Per quanto riguarda i bandi elaborati dalle amministrazioni, si inserirà nel DDL Governace una disposizione con il vincolo di destinazione territoriale accompagnata dal monitoraggio annuale dei fondi effettivamente impegnati per il Mezzogiorno. Laddove, a consuntivo, si evidenziassero degli scostamenti, sono previste ed applicate misure compensative e correttive. (altro…)

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Attualità

Il PNRR: risorsa o beffa per Il Mezzogiorno?

Antonio Bianco

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Soldi, soldi, tanti soldi in arrivo con il PNRR e le altre misure previste dall’UE e dallo Stato centrale per risollevare dalle sabbie mobili il sottosviluppato Mezzogiorno. Duecento miliardi sbandierati da Mara Carfagna, Ministra per il Sud e la coesione territoriale, con i quali potremmo costruire ponti d’oro e strade lastricate di diamanti. Soldi che, se fossero spesi entro il 2026, rimetterebbero in rete le inespresse potenzialità della colonia Sud adibita a magazzino di extra lusso dal quale il Nord bulimico estrae personale altamente qualificato e drena 64 miliardi annui. Chi spenderà i 200 e passa miliardi se nei Comuni Meridionali la pianta organica è ridotta all’osso? Chi coordinerà i vari interventi sui territori comunali integrandoli con la rinascita dell’intera macro-area? Domande, sin ora, senza risposta che pongono seri dubbi sulla concreta possibilità di spendere le immense risorse destinate al Meridione. (altro…)

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