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Cultura Eventi e Spettacolo

I suoni della tradizione protagonisti sabato 27 Luglio al Farm Festival Europeo “Regio tratturo & Friends”

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La “tradizione meticcia” di Carpino (Foggia), la Scuola di Tarantella Montemaranese e il dj set Metano’s, progetto di transumanza musicale. Spazio all’arte musicale per la serata finale dell’evento.

Suoni antichi che strizzano l’occhio alle sonorità del ventunesimo secolo al Regio Tratturo & Friends 2013. Sabato 27 luglio, presso l’agriturismo “Regio Tratturo” di Ariano Irpino, serata finale del Regio Tratturo & Friends con le musiche di “tradizione meticcia” di Progetto Suoni di Sotto da Carpino (Foggia), la Scuola di Tarantella Montemaranese e DJ set Metano’s, un progetto di transumanza musicale.

 

Il progetto Metano’s nasce nel 2011 dall’incontro di esperienze musicali ed artistiche differenti ma unite da tre comuni denominatori: il genio, la follia, il viaggio. La transumanza musicale del progetto Metano’s, guidata da Luciano Castelluccia, porterà il pubblico alla scoperta di suoni antichi rivisitati: tamburelli e tammorre, castagnole, flauti e chitarre battenti che come vacche al pascolo vanno a dissetarsi presso l’abbeveratoio di consolle e sampler, computer e mixer.

Impegnati nella salvaguardia e diffusione della memoria musicale legata alla tarantella montemaranese, la Scuola di tarantella fondata da Roberto D’Agnese nel 2009, a capo della quale ci sono le maestre del paese, Olimpia ’Ndonetta, Chilina, Menella, con esperienza e dedizione trasferiranno il ritmo della loro musica ai partecipanti.

La serata è aperta al pubblico e sarà arricchita da una cena all’aperto con menu tipico, un altro tassello che completa l’attenzione alla conoscenza territoriale.

Altro appuntamento da non perdere è quello di venerdì sera, ad ingresso libero, con “Racconti di briganti”. Uno spettacolo toccante e diretto, a cura di Magnifico Visbaal Teatro e con la regia di Peppe Fonzo, che ripercorre alcune vicende tra il reale e il romanzato nell’intricata questione del brigantaggio meridionale. Storie della nostra storia che saranno protagoniste venerdì 26 luglio, con cena e spettacolo teatrale a partire dalle ore 20.30.

Tantissime le altre attività che si svolgeranno nel corso del festival “Regio Tratturo & Friends”: camping, yoga, tree climbing, attività nell’orto, visite agli alveari con smielatura, costruzione delle frecce e tiro con l’arco. E ancora, corsi di macrofotografia per immortalare la natura e riscoprire i colori della campagna, l’intreccio del vimini, escursione lungo il Regio Tratturo, laboratori promossi da Slow Food, drum circle in aperta campagna nelle ore più buie della giornata, degustazioni di vini e olii dell’Irpinia. Per i più coraggiosi anche una gara di mungitura delle vacche, nonché una gara di cucina in cui i partecipanti saranno coinvolti nella produzione di un piatto tipico, procurandosi gli ingredienti direttamente all’origine, andando nell’orto, nel pollaio e nel frutteto.

 

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Ancora un successo per l’allevamento di Antonio Grasso,Cora di Arajani campionessa del mondo

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Nella splendida Madrid arriva l’ennesima conferma per Cora di Arajani , allevata da Antonio Grasso , che si aggiudica il titolo di Campionessa del mondo 2022.
In quella che era stata già annunciata come l’ultima gara internazionale , Cora completa il suo palmares con il titolo più importante .
Nel 2022, il soggetto Arajani ha vinto una sorta di Triplete cinofilo : Crufts , Europei e Mondiali .
Un ulteriore grande riconoscimento per l’allevamento arianese e per la Cinofila Irpina

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Attualità

Montefredane: veglia in Enotria nella notte di San Giovanni

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È quasi tutto pronto a cominciare dal menu, per la veglia della notte di San Giovanni: lasagna alle erbe aromatiche, lasagna (lagana) e ceci (ceci Bellota Rosadi Pietrelcina messi in ammollo con acqua e cenere, in dialetto locale, lesciva), insalata di farro (il chicco è tra i simboli della notte di San Giovanni), parmigiana, frittate a base di erbe provenienti dall’orto di Sabato Cardamone, patate novelle di Montoro, zucchine di Montoro, sia in crudité che alla scapece, una mousse di ciliegie e qualche sorpresa. I criteri con cui vengono coltivati e distribuiti i prodotti agroalimentari che faranno parte anche di quelli proposti durante la cena, – ci informa Carmela Cerrone, giornalista enogastronomica, esperta di vini ed entusiastica promotrice della manifestazione che si svolgerà nella notte tra il 23 e il 24 giugno -, sono strettamente collegati alla Condotta Slow Food Avellino APS, che promuove i prodotti a Km zero, senza pesticidi e a un giusto prezzo. Principi che segue anche l’azienda Vadiaperti-Traerte, tra gli sponsor dell’evento, che accompagnerà il menu con i suoi vini.                                                                                                         L’evento, – prosegue Carmela -, nasce dal progetto Ritmi e Sapori Rurali e prende forma nel giro di alcuni mesi, a seguito di una chiacchierata con Raffaele Troisi, viticoltore (nonché padrone di casa), Sabato Cardamone, esperto di permacultura ed erbe spontanee e con l’Associazione Culturale Panta Rei, da anni impegnata nella promozione del territorio irpino a vasto raggio. È il terzo evento messo a punto da Ritmi e Sapori Rurali e l’auspicio è che la sinergia tra i vari attori, nel tempo possa trasformarlo in un trend irpino del turismo enogastronomico. L’obiettivo di Ritmi e Sapori Rurali – racconta Carmela – , è già chiaro nel nome che il gruppo si è attribuito: intende promuovere la conoscenza della cultura contadina in ogni sua angolazione, compresa quella delle credenze popolari, anch’ esse patrimonio della tradizione irpina. L’evento si svolgerà a Montefredane (AV), una location significativa nella storia dell’enologia e della viticoltura irpina, il cui lancio si deve al professor Antonio Troisi, già personaggio di spicco nelle fila del P.C.I. irpino, che fin dagli anni Ottanta in Irpinia, ha cominciato a parlare di vino in modo innovativo, facendo cultura. Oggi lo scettro è passato al figlio, Raffaele Troisi, docente, che non solo ha saputo raccoglierne l’eredità, ma l’ha amplificata. Sabato Cardamone, invece, è un ex stilista di moda che qualche anno fa ha deciso di abbandonare la vita mondana condotta tra Milano, Firenze, Roma e Palermo, per dedicarsi, con successo, al regno vegetale e all’agricoltura, più consoni alle sue corde. Grazie alla sua padronanza di ideatore e cultore della bellezza, disegna orti e giardini sinergici, creando ecosistemi ambientali in cui le piante possano vivere e non essere “semplicemente” trapiantate. In questo periodo sta lavorando alla creazione di giardini di erbe aromatiche a Ceglie Messapica (città d’arte), in Puglia.                                                                                                                                                                                                                                                       Questo il programma della Veglia della Notte di San Giovanni, prima edizione. Si inizia al tramonto, ore 18.30 del 23 giugno 2022 sull’AiApierti, con aperitivo e apericena e si procede allaraccolta delle noci con rito celebrato dal cerimoniere (in dialetto locale, “sciamano”), Sabato Cardamone. Il malloverde delle noci in seguito si trasformerà nel noto amaro, da considerarsi un prodotto autoctono, il “nocillo”. Seguirà l’accensione del “fuoco sacro”, che tutta la notte accompagnerà i partecipanti, con musica, balli e canti. Allo scoccare della mezzanotte, il cerimoniere procederà al “battesimo del vino”.                                                         Alle prime luci dell’alba ci si può recare con Sabato Cardamone a raccogliere le erbee, tra queste, l’iperico o “erba di San Giovanni”: un’esperienza significativa nel solco della tradizione e un momento di trasmissione di conoscenza. SabatoCardamone, – conclude Carmela -, per l’occasione, ha acconsentito a rivelare alcuni segreti della misteriosa e affascinante “magia popolare”.  

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Tante novità e sorprese alla decima edizione dell’Ariano Film Festival

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Si è svolta sabato 18 giugno, presso il Museo civico e della ceramica, la conferenza stampa dell’Ariano International Film Festival. Presenti per l’occasione, il direttore artistico Annarita Cocca, il sindaco della città Enrico Franza, il coordinatore della nuova sezione “videoclip” Francesco Musto, la giornalista Rai Carmen Di Stasio, il progettista Alessandro Nicotera, il graphic designer Ludovico Mascia e l’artista Marco Dell’Oriente.

Giunta alla sua decima edizione (1- 7 agosto 2022), la kermesse si preannuncia piena di novità e sorprese. A partire dal nuovo concorso videoclip, che ha visto l’adesione di numerose opere di altissima qualità. Alla giuria, composta da Mauro Russo, Mastafive, Antonio Rame, spetterà l’arduo compito di valutare le migliori opere per la serata finale di premiazione, in programma il 7 agosto, presso la Villa Comunale di Ariano Irpino.

Si passa quindi al progetto Erasmus Plus, gestito dall’agenzia nazionale dei giovani. Durante le giornate del festival, ben 20 ragazzi da Spagna, Portogallo, Grecia e Romania, saranno ospiti per un confronto e uno scambio interculturale sul cinema.

Il 3 agosto sarà invece dedicato al laboratorio di educazione ambientale, organizzato dal FAI di Avellino, “Rispetta e FAI rispettare l’ambiente: il laboratorio del fare e non fare”. Sviluppato in due fasi distinte, tra la sala del Castello e lo spazio verde circostante, vedrà la partecipazione del Capo Delegazione FAI Avellino Serena Giuditta, del Capo Gruppo FAI Giovani Avellino Maria Emanuela Miccichè, dei Professori Giovanni De Feo e Leonardo Festa.

Quest’anno, la giuria tecnica sarà formata da produttori e distributori nazionali e internazionali: Angelo Bassi, Alfio Bastiancich, Marzio Onorato, Prashant Shah, Lester Ayala. L’attesa si fa poi vibrante con gli artisti che avranno l’onore di calcare il red carpet e incontrare il pubblico di Ariano, i cui nomi verranno annunciati nel corso delle prossime settimane.

Infine, da sottolineare, l’ideazione di un nuovo premio, che verrà consegnato tra le mani dei vincitori della decima edizione dell’Ariano Film Festival. L’Hirpus d’oro, il lupo simbolo dell’Irpinia, animale sociale che sfrutta la sua forza in branco, appare con il muso verso l’alto, a simboleggiare uno sguardo verso il futuro. Perché se è sempre necessario guardare avanti, lontano, oltre un orizzonte visibile, è altrettanto fondamentale ricordare e onorare le proprie radici.

Ed è per questo che il festival ambisce a divenire un ponte, un collegamento, tra i giovani e coloro che hanno fatto, e ancora fanno, la storia del cinema, della musica, dell’arte, della cultura. Consapevoli dell’importanza di un gruppo di lavoro unito, compatto e appassionato, tra i capisaldi della manifestazione campana.

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