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Espulsione per 80 volontari della CRI di Ariano.

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Terremoto nella Croce Rossa Italiana di Ariano Irpino, infatti circa 80 volontari sono stati colpiti dal provvedimento di espulsione dall’associazione attraverso delle lettere raccomandate inviate al domicilio di ognuno di loro e firmate dall’attuale presidente dr.ssa Patrizia Savino. Sono stati colpiti dal provvedimento alcune delle figure storiche del comitato locale di via Pastini come Maria Spina Pratola, Leonardo Russolilo e Francesco Paolo De Gruttola. I volontari espulsi dal canto loro non ci stanno ed attaccano le modalità dell’espulsione e lasciano intendere che dietro questo provvedimento di proporzioni spropositate (forse nessuna associazione al mondo è stata colipta da un’espulsione così massiccia), si nasconde un progetto volto ad esludere chi nelle passate elezioni aveva votato Carlo Cataldo come presidente e quindi con l’avvicinarsi di nuove elezioni previste per gennaio si epurano i i voti potenzialmente contrari all’attuale presidente. Comunque i volontari espulsi non cistanno e fanno sapere che ricorreranno ai vertici provinciali,regionali e nazionali per vedere riconosciute le loro ragioni ed attaccano ancora il presidente, reo di non aver saputo costruire un gruppo affiatato all’interno dell’associazione. Questo lo sfogo dei volontari espulsi, però dai vertici dell’associazione di via Pastini fanno sapere che le cose non stanno proprio così, che loro hanno agito rispettando il regolamento e quest’azione è la naturale conseguenza delle azioni messe in atto dalla Croce Rossa Italiana in presenza di fatti gravi, che a dire dei vertici, alcuni degli espulsi conoscono benissimo. Ora si attendono le decisioni dei vertici dell’associazione che dovranno chiarire ogni aspetto di questa situazione.

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Attualità

ARIANO FOLKFESTIVAL 2022-domani con il gigante della controcultura inglese Don Letts, Joao Selva, Ladaniva, e tanti altri

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Dopo l’apertura con l’Orchestra Mendoza, e i Napalma e la seconda giornata con le sonorità orchestrali ed elettroniche di Will “Quantic” Holland, “il quartetto franco marocchino Bab L’Bluz e i suoni della tradizione portoghese mischiati all’elettronica moderna di Omiri, Ariano Folkfestival entra nel vivo presentando per il terzo giorno di programmazione un gigante della musica contemporanea: Don Letts. Dj, filmaker, musicista e conduttore di uno dei programmi più seguiti della BBC 6, Don Letts è una vera e propria leggenda della contro-cultura inglese della seconda metà degli anni ’70, noto per aver introdotto i ritmi jamaicani del reggae e della dub nella scena punk e new wave londinese. Questa sua scelta influenzò molti gruppi punk, tra i quali i Clash, che lo raffigureranno anche nella copertina di uno dei loro album. Alla carriera da dj, Don Letts ha affiancato quella da film maker, vincendo anche un Grammy nel 2003 per il documentario sui Clash “Westway to the World”. Don Letts chiuderà venerdì 19 agosto il Folkstage, che nella stessa sera accoglierà i Ladaniva, duo franco armeno a metà tra la chanson francese ed il folk armeno, unione della cantante armena Jacqueline Baghdasaryan e del polistrumentista francese Louis Thomas; e gli inglesi Mad Dog McCrea con la coinvolgente miscela di folk rock, pop, gypsy jazz, bluegrass, che racconta storie tradizionali di zingari, fate e pirati.

Protagonista del palcoscenico del Castel Stage sarà invece João Selva, con il suo tropicalismo, intriso di suoni funk, jazz e disco. Figlio di un pastore di Ipanema, João Selva è cresciuto a Rio de Janeiro in una comunità di ex prigionieri e artisti convertiti. Ha suonato le sue prime note su una chitarra sotto l’occhio vigile di Wanda Sá, una delle figure iconiche della Bossa Nova. Fin da subito ha cominciato ad approfondire la sua conoscenza della musica brasiliana, specializzandosi nella pratica della Capoeira Angola, Samba de Roda, Maracatu o Coco de Roda. All’età di 18 anni comincia la carriera di artista itinerante suonando spettacoli di music hall per bambini in Africa, Sud America e Caraibi, prima di stabilirsi nella città di Lione dove, inizia una vera carriera da solista.

Il venerdì sera dell’Ariano Folkfestival va avanti fino a notte fonda nella SonaZone con EL MAOUT. Artista francese a metà tra la musica e il teatro El Maout racchiude nella sua arte un linguaggio indecifrabile eppure comprensibile: una miscela musicale che rompe i codici consolidati attraverso una loop-station e altri strumenti, unendo l’hip hop alla musica elettronica e dando vita ad un groove basato sull’improvvisazione e sulla sovrapposizione di strati vocali.

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L’avvocato Giarnese nominato commissario politico di Forza Italia del Comune di Ariano

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Il coordinatore regionale di Forza Italia Fulvio Martusciello su proposta del coordinatore provinciale di Avellino Carmine De Angelis e del vicario Giovanni Puopolo , nomina quale commissario politico di Forza Italia del Comune di Ariano Irpino l’avvocato Giancarlo Giarnese. “Sono certo” afferma Martusciello “che otterremo importanti risultati costruendo un partito partecipato che si proporrà alla guida della città di Ariano”.

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Questione castello-Il sindaco Franza risponde al CESN

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Dal sindaco Enrico Franza, riceviamo e pubblichiamo:

“Egr. Prof. Giuseppe Muollo,

Il CESN, Centro Europeo Studi Normanni, come è noto, è un riferimento internazionale per studiosi e ricercatori e rappresenta un orgoglio per tutta la comunità arianese, costituendo una presenza attiva nella vita culturale della città.

L’Amministrazione comunale ha sempre manifestato la volontà non solo di valorizzare questo importante centro di cultura, ma anche di favorire un più adeguato, funzionale e consono utilizzo degli spazi destinati al CESN, attraverso un intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria, che ha reso di fatto agibile la struttura. Un intervento, quest’ultimo, teso a scongiurare ogni ipotesi di trasferimento in altre sedi che non fossero ubicate nel nostro comune, e che avrebbe determinato un lungo percorso di incertezze, piuttosto che la valorizzazione di una istituzione già affermata come luogo identitario e prestigioso.

Detto questo, non posso non ritenermi altrettanto rammaricato, financo amareggiato, per il tenore delle Sue parole, oltre che per il loro contenuto, perché non rendono giustizia, a mio avviso, non solo al percorso di condivisione, di scelte e decisioni, sin qui intrapreso tra il CESN e l’Amministrazione Comunale, ma anche alla disponibilità che quest’ultima ha mostrato nell’andare incontro a tutte le richieste del Centro Europeo, ivi compresa quella di trasferire il Museo della Civiltà Normanna presso il Palazzo Bevere – Gambacorta. Richiesta motivata, sì, da una parziale agibilità della sede, a cui, con un intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria di importo pari a €. 30.000,00, si è provveduto a porre rimedio, rendendo di fatto agibile la struttura, ma anche e soprattutto dall’esigenza di maggiori spazi progettati ad hoc per le più moderne esigenze di fruizione e idonei ad accogliere il vasto patrimonio museale, in prospettiva anche di un incremento della collezione, unica nel suo genere, di armi in asta. Questo era l’accordo, tanto da aver indotto l’Amministrazione comunale a recepire incondizionatamente la volontà del CESN in una delibera di Giunta comunale n. 217 del 16 settembre 2021che approvava, unitamente all’accordo di trasferimento, un nuovo schema di convenzione, condiviso in ogni sua parte. Un percorso interrotto inopinatamente da una nuova volontà, palesata per le vie brevi, di restare nella sede attuale della Castello, perché agibile e idonea, in seguito agli interventi di manutenzione menzionati. Inoltre, in merito alle presunte inadempienze del Comune, da Lei segnalate, Voglia condividere con il sottoscritto il dispiacere nel constatare la perdurante chiusura del Museo, da imputare esclusivamente al CESN, in quanto, a norma dell’art. 3 della convenzione in essere, “viene demandata direttamente al CESN l’organizzazione e la gestione del servizio di apertura al pubblico e chiusura dei locali (..)”.

Le Sue parole, tuttavia, suscitano in me ancor più amarezza, in quanto appaiono noncuranti di un elemento di verità che ritengo debba essere, questo sì, deferito al libero e democratico esercizio di pensiero della comunità arianese, e che riguarda il contenuto del nuovo schema di convenzione, che, contrariamente all’accordo in essere, prevede non solo una più equa distribuzione degli obblighi a carico delle parti, ma anche un più congruo compenso per l’incarico di Direttore da Lei svolto. Ciò non di meno, sono certo che il Suo rammarico pesa quanto la mia amarezza nella misura in cui Voglia unirsi al mio augurio di considerare le nostre parole figlie di un equivoco e preludio di una rinnovata e fiduciosa collaborazione istituzionale, per la quale, sin da ora Le confermo l’assoluta disponibilità dell’amministrazione comunale a garantire, come da accordi, il trasferimento del Museo della Civiltà Normanna, unitamente al CESN, presso il Palazzo Bevere – Gambacorta.”

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