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Antonio Bianco:”Per Meloni la sanità è una priorità, ma riduce i fondi per la prevenzione e la cura”

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La Meloni difende le scelte sulla sanità ma, nel contempo, con il NADEF (Nota di Aggiornamento Documento Economico Finanziario), riduce i fondi destinati alla prevenzione, alla cura ed all’assistenza delle persone. Il populismo della destra narra una realtà fantasiosa che i cittadini subiscono sulla propria pelle. La prevenzione è la chimera, si riducono i controlli del tumore alla mammella, al collo della cervice uterina e del colon-retto, tre patologie per le quali le regioni, da anni, hanno avviato screening mirati. I dati dividono l’Italia in due: i controlli effettuati al Nord, per la prevenzione, sono quasi il doppio rispetto a quelli del Sud e delle Isole. Le lunghe liste di attesa, la mancanza di personale, medico e paramedico, sottoposto a doppi turni consecutivi, inclusi quelli notturni, riduce la capacità di cura delle patologie croniche con ulteriori costi per le disastrate casse della sanità. È foraggiata la sanità privata e quella intramoenia offerta dagli ospedali pubblici, con prenotazioni a breve termine ed elevate tariffe simili a quelle dei privati, mentre si allungano le liste di attesa composte da persone fragili e con reddito basso. Un’indagine dei NAS ha portato alla luce favoritismi e manomissioni delle liste di attesa. La notizia è riportata dal Sole 24 Ore del 7 settembre 2023, sono state controllate 3884 liste di attesa e denunciati 26 medici che hanno favorito propri pazienti privati e conoscenti. Liste di attesa in Campania si allungano anche per le comuni analisi a fronte del limitato budget messo a disposizione dei centri accreditati che, sin dai primi giorni del mese, non possono erogare le prestazioni in regime di convenzione a fronte dell’esaurirsi delle somme messe a disposizione dalla regione Campania. il risultato è semplice: il privato si arricchisce, mentre alla sanità pubblica mancano lenzuola, coperte e strumentazioni funzionanti a tutto svantaggio dei cittadini campani che, in media, vivono 3-4 anni in meno rispetto alla media italiana (fonte ISTAT).

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Suicidio nel carcere di Ariano – Detenuto di 34 anni si toglie la vita

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Un detenuto italiano di 34 anni si è tolto la vita all’interno del carcere di Ariano Irpino, in provincia di Avellino. Lo riferisce Aldo Di Giacomo, segretario nazionale del Sindacato di polizia penitenziaria. L’uomo era stato trasferito per motivi di ordine e sicurezza da Carinola, in provincia di Caserta, dove nei giorni scorsi – secondo quanto si apprende – aveva aggredito quattro agenti penitenziari.
Secondo quanto sostiene Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato di polizia penitenziaria Spp, si tratterebbe del “sesto suicidio in 8 giorni in Campania. Forse qualcuno pensa che non intervenendo si svuoteranno le carceri. Il governo e l’amministrazione penitenziaria non sono in grado di contrastare questo stillicidio di vite umane, nessun provvedimento concreto è stato messo in campo per evitare l’amplificarsi del fenomeno che oramai ha assunto livelli record con 42 suicidi dall’inizio dell’anno. Il cambio di rotta tanto auspicato non vi è stato con questo governo. E’ aumentata l’indifferenza ai problemi delle carceri”.

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Venerdì 14 giugno spettacolo teatrale “Noi siamo qui per uccidere la guerra” con la compagnia teatrale “La Fermata”

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Venerdì 14 giugno, ore 19:30, presso LA FERMATA TEATRO (via Intonti, Largo Sant’Angelo, Ariano Irpino) va in scena NOI SIAMO QUI PER UCCIDERE LA GUERRA (ingresso gratuito). Una performance totale, che cerca di combattere la brutalità dei conflitti con le uniche armi a disposizione per chi si occupa di cultura: la letteratura, il teatro, la musica, l’arte… la bellezza. La Compagnia Teatrale “La Fermata” incontra Annibale Cogliano, professore di Storia e Filosofia, e ragiona con lui su quale possa essere il modo migliore per parlare di guerra, in un periodo in cui la guerra non è solo un rischio (ma tangibilmente un fatto di cronaca reale); lo spettacolo parte da alcuni scritti dello studioso gesualdino, per poi dipanarsi in dinamiche simboliche e drammaturgiche – prendendo a piene mani da Brecht e Pinter – volte alla rappresentazione di un concetto che non può più essere ignorato o solo analizzato: viviamo giorni in cui la guerra va contrastata, ognuno come può, ognuno a modo suo. 

Con: Gilda Ciccarelli, Francesco Teselli, Vincenzo Ciardullo, Maddalena Piccolo, Carlo Uva, Luigi Petrillo e Francesco Piscitelli. E con la straordinaria partecipazione di Nicola Euplio Vitale.

Drammaturgia e regia di Francesco Teselli e Gilda Ciccarelli.

Testi storiografici di Annibale Cogliano. Adattamenti teatrali da Bertold Brecht e Harold Pinter.

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Cisl Fp Irpinia Sannio – Il nuovo Segretario è Natalino Giorgione

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Il Direttivo Aziendale Cisl Fp Irpinia Sannio si è riunito per nominare il nuovo assetto della segreteria aziendale. I componenti della neo segreteria sono stati eletti all’unanimità indicando in Natalino Giorgione il nuovo Segretario Aziendale insieme ai componenti della segreteria Filippo Grasso detto Stefano e Diego Balestrieri. Queste le prime dichiarazioni del neo segretario Giorgione:” “Voglio ringraziare la segreteria provinciale della Cisl fp e il direttivo – ha dichiarato Natalino Giorgione – per questo incarico così prestigioso. Lo spirito, la forma mentis con cui mi accingo a portare avanti questo nuovo impegno, in primis é quello di sapere ascoltare e cercherò di essere il più possibile diretto, pratico e operativo nella ricerca, nello studio e nella proposta di soluzioni da condividere con la segreteria.
L’unico obiettivo comune deve essere quello di fare bene sindacato. Credo che con il
direttore Mario Ferrante non avremo problemi a raggiungere obiettivi e richieste sindacali
a tutela dei lavoratori.”

Un ringraziamento viene rivolto alla segretaria generale Irpinia sannio Sonia Petrucciani
e al capo dipartimento sanità pubblica Walter Perillo

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