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Attualità

Viaggio nella sanità – Caregivers, anonimi eroi

Antonio Bianco

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Silenziosi, tra le mura domestiche, ogni giorno migliaia di persone, donne o uomini, assistono il congiunto gravemente ammalato.              

Non sono eroi ma persone amorevoli che, a volte, lasciano il lavoro per dedicarsi completamente alla cura del familiare, la loro vita privata è un vago ricordo. Questo è il caregiver, abile e arruolato h 24, asseconda i voleri del familiare ammalato e cerca di offrirgli un servizio da albergo di extra lusso. Spesso le Istituzioni Sanitarie sono un miraggio, i Servizi Sociali del Comune inesistenti, si ingaggia una lotta senza quartiere per ricevere poche ore di assistenza domiciliare, braccia indispensabili per la curaquotidiana della persona ammalata. Il caregiver ha sempre un orecchio pronto durante il riposo notturno e gambe agili per scattare come un centometrista. Appena sveglio provvede a rendersi presentabile e poi somministra all’ammalato le medicine, controlla i parametri vitali, cura leabluzioni della persona cara, prepara il cibo, mantiene pulito l’ambiente domestico, approvvigiona la dispensaalimentare, dei farmaci e dei presidi sanitari, aiuta i figli e li guida durante gli studi, si reca presso l’ASL per la prescrizione di fisioterapia, di logopedia, di pannoloni ed altro. È sceneggiatore, produttore e attore con la sua famiglia della cura del congiunto e fronteggia a mani nude patologie che logorano fisicamente e psicologicamente. Raramente viene fornito il supporto psicologico,indispensabile per prevenire la sindrome di Burnout (stressderivante dall’assistenza di persone disabili) e la depressione, patologie gravi che potrebbero produrre danni irreparabili nella mente e nello spirito del nucleo familiare. In questi giorni, il personale sanitario è stato in prima linea per fronteggiare il contagio da Covid-19. Sono stati fotografati con le “stimmate” sul viso prodotte dalle mascherine oppure addormentati esausti su una tastiera di computer, tutto vero. Mi chiedo quando si metterà in risalto la figura del caregiver? Chi lo fotograferà e lo intervisterà mentre avverte la sofferenza interiore dell’assistere e curare un proprio caro? Domande senza risposta.
Lo Stato deve assicurare, nel suo agire, la centralità della persona umana. Deve praticare la politica dell’accoglienza e dell’ascolto al fine di garantire la presa in carico dell’intero nucleo familiare del disabile. Quest’ultima, ad oggi, è assistita quasi esclusivamente dalle associazioni di volontariato, laddove presenti. I caregiver non voglionofavori o privilegi, sono persone libere, non vassalli, rivendicano i loro diritti sacrosanti. Pretendono una vita dignitosa per i propri cari gravemente ammalati, i quali non devono desiderare la morte prematura per alleviare le proprie e le altrui sofferenze.

Attualità

La scuola è un organo costituzionale, disse Calamandrei: ma cos’è oggi la scuola?

Grazia Vallone

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Nella festa del 2 giugno, non possiamo non ricordare Piero Calamandrei, chiamato spesso in causa come Padre costituente della Repubblica italiana, che pronunciò parole indimenticabili nel discorso di Roma dell’11 febbraio del 1950: “La scuola è un organo costituzionale”. (altro…)

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Attualità

Quelle madri della Repubblica, che intendevano la politica come missione

Floriana Mastandrea

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Il 2 giugno 1946, uscita devastata dalla guerra, l’Italia con il referendum istituzionale e a suffragio universale, che consentì per la prima volta il voto alle donne, fu chiamata a scegliere tra Monarchia o Repubblica e per eleggere l’Assemblea costituente. (altro…)

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Attualità

Mastella lancia il suo progetto politico con Gazzella coordinatore

redazione

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Le nostre radici, il nostro Sud. Un progetto politico che parte dalla Campania, dall’esperienza e la guida dell’On.le

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