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Attualità

L’indignazione di Giuliana Franciosa coordinatrice provinciale Azzurro Donna Avellino

redazione

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Riceviamo e pubblichiamo:

Ma che uomo sei?

“Festini alla coca, Famiglia assente, figli allo sbando: Lo stupro vien da sé” titola così l’articolo comparso su Libero, inerente il caso Genovese.

Dunque siamo alle solite: una ragazza stuprata e gente pronta ad interrogarsi sulle colpe della vittima.
Risulta davvero stucchevole il solito refrain sugli atteggiamenti delle donne, sulle responsabilità dei genitori, sull’assenza di controlli.
Nello stupro esiste un solo responsabile, esiste un solo carnefice, esiste un solo colpevole.
L’unica domanda da porsi riguarda la profonda sconfitta di una società che tende a giustificare il male, quasi a volersi assolvere rispetto al degrado che lo ha prodotto.
Le vicende di cronaca di questi giorni ci restituiscono l’immagine di maschi inconsistenti, privi di morale, ricchi per caso e convinti che il danaro possa essere lo strumento per comprare ogni cosa.
Esseri miserevoli, talvolta definiti uomini per errore, che trovano il riscatto alle proprie angosce e alle intime inquietudini attraverso la sopraffazione e la violenza.
Il danaro come strumento per garantirsi l’impunità, il potere per sfuggire alla gogna.
Si interroghi la nostra società sui mostri che la affollano, tacciano le donne che non sanno cogliere il dolore e non sanno offrire solidarietà.
Una ragazza che piange raccoglie sulle sue spalle le colpe di un maschio represso e i limiti di una società che non sa proteggerla.
Ognuno abbracci quella donna perché la sua dignità rappresenta la prova che c’è un futuro per l’umanità.

Attualità

Confesercenti: con Michele Pannese, nuovo responsabile del settore Turismo

redazione

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Michele Pannese, imprenditore del comparto della ristorazione e della ricezione, è il nuovo responsabile provinciale del settore Turismo della Confesercenti di Avellino. (altro…)

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Attualità

Per far correre Milano occorre rallentare Napoli I Proff. Boeri e Perotti rilanciano per l’università la teoria di Tabellini, già rettore della Bocconi

Antonio Bianco

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La discussione sull’allocazione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) alle università è animata dai valenti bocconiani Tito Boeri e Roberto Perotti. Sono convinti sostenitori della tesi che tali risorse finanziarie debbano essere, in misura cospicua, assegnate alle migliori università del Nord che incarnano l’eccellenza del mondo accademico italiano, riconoscimento tributato a livello internazionale per la qualificata ricerca attuata in questi atenei e l’elevato standard dei servizi offerti agli studenti. Immediata è stata la risposta di Sandro Staiano, Direttore dal Dipartimento di Giurisprudenza della Federico II di Napoli che ha inviato un documento-appello a Draghi al quale hanno aderito eminenti Costituzionalisti e docenti universitari di tutta Italia.

Tutti i professori e ricercatori che vogliano aderire, possono inviare un messaggio in tal senso, con nome, cognome, Ateneo di appartenenza, a
giuliano.laccetti@unina.it OPPURE a sandro.staiano@unina.it .

I dubbi di incostituzionalità della proposta dei due bocconiani sono molteplici e ben fondati, in quanto il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) vuole ridurre le evidenti disuguaglianze fra le due macro aree del Paese,causa ed effetto dei pochi denari erogati dallo Stato centrale alle università meridionali, penalizzate dall’adozione del criterio della spesa storica che ha mozzato le gambe alla ricerca e ridotto i servizi agli studenti. Inique disuguaglianze alle quali proprio il PNRR vorrebbe porre rimedio perricreare la coesione tra le due macro aree del Paese. Forse i valenti Professori della Bocconi dimenticano il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione,nonché l’articolo 34 che riconosce a tutti gli studenti di poter raggiungere i più alti gradi dell’istruzione. Diritti riconosciuti a tutti i cittadini, esercitabili in egual misura e ad ogni latitudine del territorio nazionale, dotando tutte gli atenei di fondi statali sufficienti, inclusi quelli straordinari del PNRR,necessari a ridurre nell’ambito accademico le distanze tra il Nord ed il Sud. Se la tesi dei due bocconiani fosse fatta propria dal Governo Draghi si condannerebbero le università del Meridione ad una vita grama, con la possibilità di svolgere solo l’attività didattica e la probabile prematura chiusura. Se questo Governo è di Unità nazionale non può fondare le sue scelte su tesi discriminatorie o di fantomatica primazia delle università del Nord rispetto a quelle meridionali. Solo a parità di fondi erogati a tutte le università italiane, incluse quelle meridionali, vi può essere una gara vera e leale. La tesi del duo bocconiano Boeri-Perotti deve essere gettata alle ortiche.

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Attualità

Emergenza Covid in Irpinia-99 persone positive in provincia, 7 casi a Grottaminarda

redazione

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L’Azienda Sanitaria Locale comunica su 1.490 tamponi effettuati sono risultate positive al COVID 99 persone: (altro…)

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