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Attualità

Il balletto delle percentuali del Recovery Fund da erogare al Sud

Antonio Bianco

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Continua senza sosta il balletto delle percentuali del Recovery Fund da erogare al Sud. Ai Ministri Provenzano, Boccia e De Micheli si è aggiunto il segretario del PD Zingaretti e tutti ritengono che al Sud va erogato il 34% delle risorse finanziarie che saranno incamerate dall’Italia. In realtà, la percentuale del 34% fa riferimento al fondo ordinario previsto dal decreto Mezzogiorno approvato dal Parlamento alla fine del 2016 che stabilisce l’obbligo per le amministrazioni centrali di riservare al Sud stanziamenti ordinari in conto capitale pari al 34% della popolazione residente.

Il Governo ben sa che i 209 miliardi sono risorse finanziarie straordinarie, devolute nel 2021, non un atto di benevolenza dell’UE ma una scelta politica ben precisa dettata dalla consapevolezza che il sistema economico italiano è in fase di stagnazione mentre il Sud è in recessione, già prima del Covid 19, con il PIL a meno 0,2%. Come conseguenza l’UE, proprio per la presenza del Sud e delle Isole, ha erogato ingenti risorse finanziarie delle quali non meno di 140 miliardi andranno destinati al Sud ed alle Isole per spesa in conto capitale che emanciperanno questi territori, oggi, maglia nera delle zone sottosviluppate dell’UE. Territori afflitti da una disoccupazione, soprattutto quella femminile, elevatissima, da un reddito pro capite che è la metà di quello del Nord e con popolazione pari al 34% di quella italiana. Grazie all’Europa il Sud, nei prossimi anni, potrebbe godere di servizi moderni che assicurino lavoro e prosperità e la riduzione dell’incessante flusso migratorio che spopola il Mezzogiorno. Senza il Sud l’Italia non riparte.

In poche parole i Ministri Provenzano, Boccia, De Micheli e tutto il Governo, incluso il segretario del PD Zingaretti, si devono rassegnare, al Sud oltre i 140 miliardi del Recovery Fund va aggiunto nella Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (NADEF), da approvare entro settembre, il 34% delle spese in conto capitale destinate all’ammodernamento del Mezzogiorno, percentuale, sin ad ora, mai rispettata, tant’è che l’unica grande opera, in lento stato di avanzamento, è la linea ferroviaria ad alta capacità, (non alta velocità) da Napoli a Bari. Ci sono le risorse economiche ma manca la volontà politica del Governo, votato a favorire le imprese del Nord. Se ciò accadesse le parole di Adriano Giannola Presidente dello Svimez sono eloquenti: “Perequazione Nord/Sud o pericolo di guerra civile”, l’intifada del Sud è dietro la porta, non siamo una colonia, ma cittadini italiani.

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Emergenza Covid in Irpinia-115 persone positive in provincia,6 casi ad Ariano

redazione

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L’Azienda Sanitaria Locale comunica su 1.554 tamponi effettuati sono risultate positive al COVID 115 persone:
– 3, residenti nel comune di Aiello del Sabato;
– 1, residente nel comune di Aquilonia;
– 6, residenti nel comune di Ariano Irpino;
– 2, residenti nel comune di Atripalda;
– 7, residenti nel comune di Avella;
– 12, residenti nel comune di Avellino;
– 4, residenti nel comune di Baiano;
– 1, residente nel comune di Candida;
– 1, residente nel comune di Capriglia Irpina;
– 1, residente nel comune di Cervinara;
– 1, residente nel comune di Cesinali;
– 1, residente nel comune di Forino;
– 2, residenti nel comune di Frigento;
– 8, residenti nel comune di Grottaminarda;
– 2, residenti nel comune di Lioni;
– 4, residenti nel comune di Manocalzati;
– 3, residenti nel comune di Mirabella Eclano;
– 6, residenti nel comune di Montecalvo Irpino;
– 3, residente nel comune di Monteforte Irpino;
– 1, residente nel comune di Montella;
– 1, residente nel comune di Montemarano;
– 3, residenti nel comune di Monteverde;
– 7, residenti nel comune di Montoro;
– 3, residenti nel comune di Moschiano;
– 3, residenti nel comune di Mugnano del Cardinale;
– 2, residenti nel comune di Pietradefusi;
– 3, residenti nel comune di Prata PU;
– 5, residenti nel comune di Quadrelle;
– 1, residente nel comune di Roccabascerana;
– 2, residenti nel comune di San Martino Valle Caudina;
– 1, residente nel comune di San Michele di Serino;
– 1, residente nel comune di San Sossio Baronia;
– 2, residenti nel comune di Santo Stefano del Sole;
– 1, residente nel comune di Savignano Irpino;
– 2, residenti nel comune di Senerchia;
– 1, residente nel comune di Serino;
– 1, residente nel comune di Sirignano;
– 8, residenti nel comune di Solofra;
– 1, residente nel comune di Taurano.
L’Azienda Sanitaria Locale ha avviato indagine epidemiologica sui contatti dei casi positivi.

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Giusta la protesta dei commercianti: la casta batta un colpo, mancano i ristori

Antonio Bianco

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Le scene di protesta dei ristoratori, commercianti e ambulanti attuate in Italia mostrano, ancor di più, l’inadeguatezza degli interventi economici dello Stato. I manifestanti hanno tenuto sotto assedio Montecitorio, protetta da un imponente cordone di polizia in tenuta antisommossa. Non si può rimanere indifferenti di fronte a scene che mostrano famiglie, anziani, giovani stanchi delle promesse non mantenute, dei ristori annunciati dall’attuale e dal precedente governo pervenuti con estrema lentezza. Non basta deliberare con il DPCM oppure con decreti legge per rendere operativi i ristori, occorre che siano varati i decreti attuativi tutt’ora mancanti e di là da venire. Senza i denari scatta la rivolta sociale, più volte i servizi segreti hanno dato l’allarme, la sofferenza sociale si è acuita per la mancanza di lavoro ed è resa ancora più cruda dalla pandemia. I commercianti non vivono d’aria, non si spengono come l’interruttore dell’illuminazione domestica, hanno la necessità di liquidità, spesso negata dalle banche e complicata dallo Stato con provvedimenti tardivi messi in campo dalla burocrazia lenta e macchinosa. Queste condizioni favoriscono la criminalità organizzata che offre prestiti immediati a tassi usurari finalizzati a sottrarre le imprese ai legittimi proprietari, spesso usate per il riciclaggio dei proventi illeciti. Il governo di unità nazionale, se vuole garantire la pace sociale, deve mettere in campo tutti gli strumenti giuridici e finanziari che assicurino la continuità del vivere civile di chi ha perso il lavoro per la chiusura delle imprese commerciali. Il Recovery Fund è una ghiotta occasione e non va sprecata, il Centro-Nord ne ha bisogno mentre è vitale per il Sud al fine di creare i 3 milioni di posti di lavoro necessari per mettere in moto il motore economico di questa area, oggi, la più povera dell’intera Eurozona. I tempi sono brevi, entro aprile vanno presentati i progetti ed il cronoprogramma di esecuzione dei lavori all’Europa per ricevere la prima tranche di finanziamenti. Ora o mai più vi sono le condizioni per far rinascere la coesione nazionale e dare la speranza a 20 milioni di Meridionali di essere cittadini italiani.

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GIORNATA NAZIONALE DONAZIONE ORGANI, AD AVELLINO ILLUMINATI PALAZZO DELLA PROVINCIA, LA PREFETTURA E LA FONTANA BELLEROFONTE

redazione

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11 aprile, Giornata Nazionale della Donazione di organi, tessuti e cellule: una preziosa occasione per portare l’attenzione della cittadinanza tutta su di un tema di tale rilievo umanitario e, quindi, per rammentare a ciascun cittadino la centralità della donazione degli organi, dei tessuti e delle cellule nella cura di patologia severe.

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