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Geografia giudiziaria, Sibilia: “Bene la retromarcia, ma il metodo è sbagliato”.

redazione

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In merito alla parziale retromarcia rispetto alla soppressione dei cosiddetti tribunali minori, che apre uno spiraglio al mantenimento del foro di Ariano Irpino, interviene il deputato cittadino Carlo Sibilia. “Manifesto il mio apprezzamento per l’esito raggiunto in Commissione Giustizia al Senato, che ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive tese ad assicurare la funzionalità degli uffici giudiziari italiani. Uffici giudiziari – ricorda Sibilia – maldestramente sottoposti ai tagli lineari, dunque, indiscriminati, contenuti nel decreto legge 155/2012. Quello dell’altro giorno è un risultato importante ottenuto grazie all’impegno del Movimento 5 Stelle, che da luglio si è battuto affinché la geografia giudiziaria disegnata dal Governo Monti e avvallata da Pd, Pdl ed Udc fosse rivista. In questi mesi abbiamo posto in essere tutti i passaggi istituzionali possibili, facendoci portavoce in Commissione delle istanze delle comunità di Sant’Angelo dei Lombardi e di Ariano Irpino. Finalmente quei partiti, autoreferenziali e disinteressati delle sorti dei cittadini, sono tornati sui propri passi per tentare di porre rimedio ad errori grossolani, più volte denunciati dal M5S, ma, in linea generale, il metodo utilizzato per affrontare e risolvere i problemi dei territori, della giustizia e dei tagli di spesa è politicamente discutibile e per nulla efficace”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il senatore del M5S, componente della Commissione, Enrico Cappelletti, secondo cui “lo schema di decreto legislativo, nel testo sottoposto al parere, ha contenuti assai scarni e induce a un giudizio piuttosto negativo sull’operato del Governo, che sembra voler insistere in una opera di definizione della geografia giudiziaria che non è certo ispirata a fornire un’offerta di giustizia improntata al principio di prossimità territoriale. Anche da parte della Commissione è mancata un’effettiva attività istruttoria che consentisse di ascoltare le categorie direttamente interessate dai riflessi della riorganizzazione degli uffici giudiziari sull’esercizio dei diritti dei cittadini. Rimane poi il segno di una riforma complessiva che determinerebbe comunque la soppressione di circa 1.000 uffici giudiziari, anche a scapito dei presidi di legalità che rendono possibile la percezione della presenza dello Stato nel territorio”. Nonostante questi rilievi, il Movimento 5 Stelle ha votato in senso favorevole alla proposta di parere proprio per consentire, come previsto, che “nelle sedi dei tribunali soppressi, siano istituite sezioni distaccate o, comunque, uffici giudiziari dei tribunali accorpanti per la trattazione dei procedimenti civili e penali, o quantomeno di tutti i procedimenti civili che appartenevano alla competenza del tribunale soppresso”.

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