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L’iPad diventa uno scanner 3D, raccolta fondi da record

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Ecco un oggetto che potrebbe davvero fare il botto quando arriverà sul mercato, e cioè a febbraio dell’anno prossimo, se i tempi ipotizzati saranno rispettati. È un piccolo scanner3D da usare con iPad. Dimensioni ridotte ma grandi prestazioni, a giudicare dalla scheda tecnica che illustra lo Structure Sensor.

Il progetto, proposto appena ieri sulla piattaforma di crowdfunding KickStarter, ha già raccolto 300mila dollari, cioè più del triplo del denaro necessario. E al termine della campagna mancano ancora quarantaquattro giorni! Cosa farà lo scanner 3D portatile? Sarà in grado di creare un’immagine tridimensionale dettagliata di qualsiasi oggetto inquadrato e ripreso. Il file sarà poi elaborato ed eventualmente riprodotto con unastampante 3D.

Molto più di un gadget, dunque. Oggetto da lavoro e anche per avere un nuovo approccio con la realtà aumentata. Non proprio alla portata di tutti: costa 329 dollari, più altri 35 per farselo spedire dagli Stati Uniti.

Structure Sensor va a sistemarsi davanti all’obiettivo della fotocamera dell’iPad 4, e il collegamento avviene tramite cavo Lightning. La batteria garantisce l’uso per quattro ore, più 1000 di standby, mentre lo scanner fa lavorare insieme i suoi due sensori LED a infrarossi e la videocamera del tablet (in bianco e nero, per esaltare la profondità di campo). Si possono creare così mappe tridimensionali del corpo umano, di ambienti e singoli oggetti. Il campo di azione va da 40 centimetri a 3,5 metri, e le applicazione dedicate permettono di esportare i modelli in formato CAD o per la stampa 3D.

iPad 4 e iOS sono soltanto l’inizio. La startup Occipital sta già pensando a far funzionare il suo scanner 3D anche con Android, Linux, Windows e OS X e dunque su una vasta gamma di dispositivi.

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Attualità

Coordinamento Provinciale di Forza Italia Avellino:”Quella di Gambacorta e’ una non notizia”

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Quella di Gambacorta e’ una non notizia. Gambacorta essendo stato consigliere politico della Carfagna, non ha fatto altro che seguire le orme della stessa. Non vi è alcuna strategia in termini politici di un ipotetico polo moderato in questa scelta. Anche perché l’unica area moderata nella scena politica nazionale, è rappresentata da Forza Italia.
Una scelta, quindi, non dettata da valori, ma semplicemente da tatticismi inutili privi di coerenza.

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Attualità

Servizi micronido e integrativi al nido-L’Azienda Consortile per le Politiche Sociali pubblica i bandi

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L’Azienda Consortile per le Politiche Sociali ha pubblicato gli Avvisi Pubblici per accedere ai Servizi di “Micro Nido” e ai Servizi Integrativi al Nido “Spazio Bambini e Bambine”, per l’anno educativo 2022/2023.

Le singole domande vanno inoltrate tramite la compilazione dello specifico Modulo ON-LINE https://ava1.retedelsociale.it entro le ore 12:00 del 26 Agosto 2022.

Per informazioni e chiarimenti è possibile contattare:

rossella.schiavo@pianosociale-a1.it

0825872441 – 08251930654

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Attualità

Nel sessantesimo anniversario un libro racconta il terremoto dell’Irpinia e del Sannio del 21 agosto 1962

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Raccontare la storia di un terremoto dimenticato a sessant’anni dagli eventi che lo caratterizzarono. È questo l’obiettivo di “21 agosto 1962. Storia e memoria di un terremoto dimenticato”, opera del giornalista Alessandro Mazzaro e dello scrittore Angelo Coscia che punta a ricostruire le vicende che interessarono il sisma che nel 1962 colpì Irpinia e Sannio provocando 20 vittime e oltre 16mila sfollati.

Il libro, edito da Albatros Edizioni, prova a ricostruire quella storia utilizzando un doppio registro: storico e narrativo. In parallelo al racconto cronachistico di quei giorni, curato da Alessandro Mazzaro, corre infatti la narrazione di un ragazzo di quelle zone, narrata da Angelo Coscia. A curare la prefazione, invece, è Costantino Vassallo, ingegnere e storico dell’arte.

Quello del 21 agosto 1962 è un terremoto che smitizza la retorica del “miracolo economico”, riportando coi piedi per terra coloro che credevano che il modello di sviluppo del boom si fosse diffuso a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale.

Il primo di una lunga serie di risvegli dagli inebrianti ed ottimistici sogni dell’epoca. C’è un filo sottile che collega, non solo dal punto di vista geologico, i terremoti del 1930 (oltre mille morti), quello del 1962 e quello del 1980: partendo da una tale consapevolezza il volume punta a ricostruire la complessità in cui operano i vari elementi di sviluppo e di arretratezza in Campania ed in parte del Sud Italia.

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