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Politica

I Socialisti arianesi a sostegno dell’impegno dell’Osservatorio sulla Sanità.

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I socialisti arianesi esprimono il proprio convinto sostegno all’impegno dell’Osservatorio sulla Sanità che con un circostanziato volantino ha denunciato il “disegno criminale” con il quale si è impostato lo scientifico e graduale disarmo del presidio ospedaliero costituito dall’ospedale “S. Ottone Frangipane” e di come gli abitanti della Valle Ufita siano progressivamente e deliberatamente spogliati del diritto alla salute.

Nonostante questa ennesima denuncia con la quale l’Osservatorio si rivolge alla politica e alle Amministrazioni perché intervengano, poco o nulla si è mosso.

In particolare, spicca l’assenza delle Amministrazioni locali per le quali evidentemente sono state sufficienti le poche e generiche assicurazioni date da Florio nell’ultima assemblea tenutasi nella sala consiliare di Ariano. In questa occasione egli scaricò interamente le responsabilità di quanto accadeva nella sanità irpina sul livello politico regionale, senza, peraltro, assolvere quello locale il quale, a suo dire, dimostrava scarsa incisività ed attenzione.

Le scelte effettuate sulla dialisi e la gastroenterologia dimostrano, però, anche un particolare accanimento dello stesso ingegnere Florio nel penalizzare il presidio ospedaliero arianese ed, al contrario, una notevole attenzione nel potenziare quello di Solfora. Queste, per i socialisti, non sono scelte che ha fatto la politica, ma precisi indirizzi aziendali che il direttore della ASL mette in atto senza alcun contrasto.

Scelte che passano con la silenziosa acquiescenza delle Amministrazioni locali e nella indifferenza di chi, come il consigliere regionale Ettore Zecchino, tanto si era vantato delle assicurazioni avute da Calabrò in un famoso incontro napoletano, tanto sbandierato presso la stampa locale, che si è dimostrato essere una inutile perdita di tempo.

I socialisti, che già in passato sono intervenuti, grazie all’impegno del consigliere Mucciolo, a tutela della sanità ufitana, in particolare quando si trattò di salvare le due unità complesse dell’ospedale arianese, ribadiscono piena condivisione della valorosa attività dell’Osservatorio e la vicinanza del proprio gruppo regionale alle battaglie che esso si appresta a sostenere.

 

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Attualità

Nomine manager della sanità-Le congratulazioni del presidente Buonopane ai dottori Pizzuti, Ferrante e Morgante

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“Desidero esprimere le più vive congratulazioni al dottore Renato Pizzuti, confermato alla guida dell’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati, e al dottore Mario Ferrante, designato alla direzione generale dell’Asl di Avellino”. E’ quanto dichiara il presidente della Provincia, Rizieri Buonopane. “Si tratta di due manager di grande esperienza, che hanno dimostrato con i risultati ottenuti le loro capacità – aggiunge il presidente Buonopane – Da parte mia e dell’ente che mi onoro di rappresentare, rivolgo loro l’augurio di buon lavoro, confermando sin da subito la massima disponibilità alla collaborazione. Congratulazioni e buon lavoro anche alla dottoressa Maria Morgante che dopo l’esperienza in Irpinia andrà a dirigere l’azienda ospedaliera San Pio di Benevento, altro importante punto di riferimento insieme al Moscati della sanità delle aree interne”.

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Attualità

Cambio alla Direzione Asl di Avellino, Mario Ferrante subentra alla Morgante

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Il Presidente della Campania, Vincenzo De Luca, ha comunicato le nomine dei 13 Direttori generali di Asl Aziende Ospedaliere e Policlinici che entreranno in carica alla scadenza prevista dai contratti già in essere. All’Azienda Ospedaliera “Moscati” di Avellino, come da pronostico, è stato riconfermato l’attuale Manager Renato Pizzuti che proseguirà il suo lavoro alla guida di uno dei più importanti nosocomi regionali.Per il territorio di Avellino, l’unica novità consisterà nel cambio di guardia all’Azienda sanitaria locale. A via degli Imbimbo, infatti, è finita l’era di Maria Morgante e prenderà il via da luglio quella del dottor Mario Ferrante.

Queste le altre nomine in Campania:
Azienda Cardarelli: Antonio D’Amore
Azienda dei Colli: Anna Iervolino
Policlinico Federico II: Giuseppe Longo, d’intesa con il Rettore Matteo Lorito
Policlinico Vanvitelli: Ferdinando Russo, d’intesa con il Rettore Gianfranco Nicoletti
Asl Napoli 1: Ciro Verdoliva
Asl Napoli 2: Mario Iervolino
Asl Napoli 3: Giuseppe Russo
Azienda Moscati Avellino: Renato Pizzuti
Asl Avellino: Mario Ferrante
Azienda San Pio Benevento: Maria Morgante
Asl Benevento: Gennaro Volpe
Asl Caserta: Amedeo Blasotti
Asl Salerno: Gennaro Sosto.

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Attualità

Il Parlamento non sia solo il passacarte del Governo, si discuta in pubblico del regionalismo differenziato

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Il Governo dei migliori si accinge a varare la leggesull’autonomia regionale differenziata proposta dalla Gelmini, senza la determinazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP). Il provvedimento non potrà essere emendato dal Parlamento e metterà la pietra tombale sulla Questione Meridionale e sul principio di Unità e coesione territoriale del Paese. I Governi degli ultimi 20 anni, incluso l’attuale, hanno alimentato le sperequazioni tra le due aree del Paese e, con il regionalismo differenziato annulleranno il principio di uguaglianza e solidarietà presente nella Costituzione. Intanto il disegno di legge predisposto dalla ministra Gelmini è stato discusso nelle segrete stanze e condiviso dai presidenti delle regioni Veneto, Emilia Romagna e Lombardia nonché dai partiti presenti in Parlamento, incluso il partito di Fratelli D’Italia. Sono sembrate cacofoniche le dichiarazioni della ministra Carfagna che, nell’ultimo question time alla camera ha ribadito l’indispensabilità dei LEP, fatto escluso dalla Gelmini per l’entrata in vigore della legge sul regionalismo differenziato. Contraddizione evidente nel Governo dei migliori, che confonde le acque ed occulta al popolo la volontà politica di dividere il Paese, in chi gode dei diritti rispetto a chi ne è privato. I LEP, pur non risolvendo il problema dell’uguaglianza sostanziale, potrebbero essere ilprimo segnale di attenzione verso i territori privi di servizi pubblici efficienti, che verrebbero finanziati non più con il con il criterio della spesa storica, che avvantaggia il Nord,ma in base ai bisogni minimi essenziali indispensabili a garantire alcuni diritti per tutti i cittadini. Nessuna discussione si è aperta in Parlamento, nulla trapela dai media, inclusa la TV di Stato che ignora il tema pur essendo sovvenzionata con i soldi dei cittadini, inclusi i meridionali. Il mondo accademico, con ferma preoccupazione, ha compreso l’importanza del dibattito pubblico sul tema del regionalismo differenziato, che, si spera, sarà animato dopo la presentazione del progetto di legge di iniziativa popolare di riforma degli artt. 116 e 117 della Costituzione. Proposta di legge che vede impegnato nella sua stesura Massimo Villone, Prof. emerito di Diritto Costituzionale dell’Università Federico II di Napoli. Non si può lasciare sotto traccia la volontà politica del Governo di dividere il Paese, si assumano la responsabilità di questa iniquità nei confronti di tutti i cittadini.

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