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Guardia di Finanza – Anche per il 2014 prevista un’intensa attività sul territorio.

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Anche per l’anno 2014 la Guardia di Finanza si propone quale obiettivo prioritario di proseguire l’azione a tutela dell’economia legale e del corretto funzionamento delle regole di mercato, puntando a recuperare le risorse sottratte al bilancio dello Stato, dell’Unione Europea, delle Regioni e degli Enti Locali allo scopo di garantirne il corretto impiego, per il benessere della collettività ed il sostentamento delle politiche di rilancio e sviluppo economico e sociale.

L’obiettivo per il 2014 è quello di continuare nel percorso di costante miglioramento della qualità complessiva dell’azione del Corpo, nell’ottica di assicurare una sempre maggiore concretezza dei risultati conseguiti, anche attraverso una sistematica aggressione ai patrimoni illeciti accumulati. Per raggiungere questi risultati, si punta ad una maggiore flessibilità dell’azione ispettiva, al fine di calibrare al meglio l’attività investigativa in funzione delle diverse modalità con cui i fenomeni illeciti si manifestano nelle diverse aree del territorio. In questa prospettiva, assumono quindi centralità: – un’approfondita conoscenza del contesto esterno di riferimento, in modo da calibrare le attività verso fenomeni e realtà economiche peculiari di ogni area territoriale; – l’approccio trasversale alle investigazioni;
– la concentrazione degli sforzi operativi sui fenomeni di evasione, di frode e di illegalità economico-finanziaria più pericolosi e maggiormente lesivi per il bilancio pubblico. Il piano di azione da attuare, in sinergia con le altre Istituzioni del sistema tributario e finanziario, si baserà essenzialmente sui seguenti segmenti:
– Il consolidamento e rafforzamento della lotta all’evasione e all’elusione fiscale: l’evasione fiscale sottrae risorse alle casse erariali e genera gravi distorsioni di mercato ed iniquità sociale, costituendo un freno allo sviluppo del Paese ed all’adozione delle misure redistributive. L’obiettivo prioritario della Guardia di Finanza per il 2014 è, dunque, quello di proseguire nel percorso di miglioramento qualitativo della lotta all’evasione, intensificando gli sforzi operativi, nella prospettiva di assicurare maggiore concretezza all’azione ispettiva. Il percorso di miglioramento della qualità degli interventi passa anche attraverso un’analisi approfondita ed una scomposizione del fenomeno “evasione”, in modo da poter calibrare la pianificazione degli interventi ispettivi alla fenomenologia illecita da contrastare. L’esperienza operativa ha sinora fatto emergere che la maggiore lesività per gli interessi erariali è costituita dai cc.dd. “grandi fenomeni evasivi” come l’economia sommersa, le frodi I.V.A., l’evasione fiscale internazionale e quella collegata ad altri illeciti economico-finanziari. Proprio al contrasto di queste condotte criminali saranno dedicate le più qualificate risorse del Corpo, che avranno il compito di intensificare, a tal fine, l’attività di intelligence e di raccolta delle informazioni, in modo da migliorare i processi di selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo. In questo contesto, assume rilievo strategico la valorizzazione, in un’ottica di trasversalità, di ogni elemento indicativo di violazioni tributarie acquisito nel corso di indagini in altri comparti istituzionali (come, ad esempio, le investigazioni di polizia giudiziaria, gli approfondimenti antiriciclaggio, le segnalazioni provenienti da altri soggetti pubblici). Accanto all’azione di contrasto alle frodi o ai comportamenti illeciti più complessi, la Guardia di Finanza ottimizzerà le strategie operative volte ad arginare anche i fenomeni evasivi di massa (come l’omesso rilascio di scontrini e ricevute fiscali nel settore tributario), attraverso interventi ispettivi snelli, efficaci e funzionali. Scopo del controllo economico del territorio, infatti, non è soltanto quello di tutelare la pretesa erariale, ma anche l’economia “sana” da quanti ricorrono a pratiche di concorrenza sleale (abusivismo commerciale, utilizzo di lavoro irregolare, attività imprenditoriali occultate dietro false organizzazioni non-profit).
– intensificazione del contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica: La tutela della spesa pubblica è strettamente connessa e complementare alla lotta all’evasione fiscale. Non a caso, essa costituisce per la Guardia di Finanza, obiettivo strategico prioritario, che dovrà essere perseguito al pari di quello riservato al contrasto dell’illegalità nel settore tributario. I cittadini, infatti, devono essere certi che le imposte versate all’erario siano impiegate correttamente e con trasparenza, nonché destinate a coloro che ne hanno effettivamente diritto e bisogno. Si tratta di risorse della collettività, la cui gestione è affidata alla Pubblica Amministrazione per perseguire gli obiettivi di politica economica fissati dall’Autorità di Governo, assicurare l’erogazione dei servizi essenziali e garantire il funzionamento e la sopravvivenza stessa dello Stato. L’importanza della tutela della spesa pubblica è ancora più evidente se rapportata al contesto economico attuale in cui, pur in presenza di timidi segnali di ripresa, permane la necessità di reperire sempre maggiori risorse necessarie a soddisfare le esigenze di rilancio del tessuto imprenditoriale e di sostegno a sempre più larghi strati della società che versano in condizioni precarie. Da questo punto di vista, va osservato che, non essendo ragionevolmente ipotizzabile un ulteriore massiccio ricorso alla leva fiscale, soprattutto per gli effetti recessivi che lo stesso può determinare sull’economia generale del Paese, intervenire sul fronte della razionalizzazione delle uscite e l’unico percorso realmente praticabile per rispondere con tempestività e concretezza a tali condivisibili istanze. In questo quadro generale, l’azione operativa del Corpo nel settore dovrà essere improntata a criteri di massima efficacia e concretezza, per intercettare i fenomeni di illegalità più diffusi e/o maggiormente dannosi per le casse dello Stato, prevenendo e reprimendo gli illeciti penali, amministrativi o contabili che sono alla base di sprechi, diseconomie, inefficienze o, in casi più gravi, di veri e propri fenomeni predatori. Conseguentemente, i Reparti, in linea di continuità con il 2013, si muoveranno, anche per il corrente anno lungo la duplice direttrice che prevede:

• da una parte, l’esecuzione di attività mirate di approfondimento investigativo, tendenti ad accertare gravi forme di frode, corruttela e sperpero di denaro pubblico che attengono ai più rilevanti flussi di spesa (sanità, previdenza e assistenza, appalti, incentivi nazionali e comunitari) ed a limitare o ristorare i danni subiti dall’Erario, bloccando l’erogazione di provvidenze non dovute, ovvero ottenendo il loro recupero, mediante l’applicazione delle misure cautelari vigenti;
• dall’altra, la pianificazione di campagne di contrasto ad ampio spettro su tutto il territorio nazionale, volte a colpire forme di irregolarità che attengono alla disciplina dell’esenzione dal ticket sanitario e delle Prestazioni Sociali Agevolate, in modo da aumentare il livello di compliance della platea di soggetti potenzialmente interessati a tali tipologie di agevolazioni.
– Il rafforzamento dell’attività di prevenzione e repressione della criminalità economico–finanziaria e dei traffici illeciti. Atteso che la Guardia di Finanza è l’unico Organo di polizia economico-finanziaria a competenza generale, sarà fondamentale non abbassare la guardia e mantenere alto il livello di attenzione per garantire una capillare azione di:
• prevenzione e contrasto alla “ripulitura” dei capitali illeciti nei tessuti economici e finanziari, attraverso l’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette e l’esecuzione di ispezioni e controlli antiriciclaggio;
• aggressione ad ogni forma di ricchezza riconducibile, direttamente o indirettamente, a contesti delinquenziali, facendo tempestivo e sistematico ricorso all’esecuzione di accertamenti patrimoniali, avvalendosi:
– degli strumenti previsti dalla normativa antimafia la cui estensione, grazie ai provvedimenti legislativi susseguitisi nel tempo, comprende ormai anche reati comuni, inclusi quelli di natura tributaria;
– di sinergie operative con la componente aeronavale e speciale, in particolare lo S.C.I.C.O. (Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata), al quale è attribuita la funzione di raccordo informativo ed investigativo a beneficio delle unità operative, anche in settori ad elevato rischio di infiltrazione criminale (traffico e smaltimento di rifiuti, immigrazione clandestina, tratta di persone, agromafie, ecc.);
A fattore comune, fondamentale è il monitoraggio dei flussi finanziari, in quanto consente di seguire le tracce di tutti i reati (societari e finanziari, usura, estorsione, riciclaggio) che generano profitti, ricostruendone il percorso ed individuandone i reali beneficiari, tenendo costantemente presente che i fondi di origine illecita, vengono impiegati ovunque sussista una conveniente remunerazione del capitale, alterando spesso le ordinarie “regole del mercato”.

Particolare attenzione investigativa verrà riservata all’individuazione delle più strutturate ed insidiose condotte di riciclaggio, che spesso si avvalgono dell’ausilio di insospettabili “colletti bianchi” o di “schermature” giuridiche (trust, fiduciarie, società anonime) attraverso le quali ostacolare l’individuazione dei beni di provenienza delittuosa. In questa prospettiva verrà potenziata qualitativamente l’attività di contrasto ai traffici transfrontalieri di valuta e di metalli preziosi, nonché alle condotte illecite dalle quali emerga l’utilizzo di banconote di “taglio apicale”. A fattor comune per tutti i contesti sopra enucleati, saranno sviluppati approcci investigativi ispirati a concretezza ed efficacia, valorizzando il patrimonio informativo disponibile presso ogni Reparto, nella prospettiva di colpire i fenomeni illeciti in tutte le loro implicazioni economico- finanziarie.
– La tutela del mercato dei beni e dei servizi L’impegno nella lotta alla contraffazione, al falso made in Italy ed alla commercializzazione di prodotti non sicuri o dannosi per la salute costituirà un ulteriore impegno per la Guardia di Finanza per il 2014. Combattere la contraffazione vuol dire, al tempo stesso, proteggere i consumatori e le regole del mercato, arginare uno dei canali di alimentazione della criminalità economica, debellare cospicue sacche di evasione fiscale e di lavoro irregolare e tutelare il made in Italy. Si tratta, infatti, di un contesto dove si crea “nero su nero”, perché sommersi sono la produzione, la manodopera, le fonti finanziarie di approvvigionamento ed i canali di distribuzione della merce, ed occultati al fisco i conseguenti guadagni. In tale comparto, specifici servizi dovranno essere sviluppati, contrastando le diverse manifestazioni di illegalità connesse alla contraffazione, alla pirateria, al traffico di falsi made in Italy e di prodotto non conformi ed insicuri, attraverso il presidio degli spazi doganali, il controllo economico del territorio ed una complessa ed articolata attività investigativa. Di recente, a seguito dell’attivazione della piattaforma S.I.A.C. (Sistema Informativo Anti Contraffazione) potrà essere assicurata una maggiore interazione tra le Unità operative del Corpo impegnate sul territorio nelle attività repressive, i consumatori e gli operatori economici colpiti dalle condotte illecite, i quali, previo accreditamento nell’apposita sezione del sito internet (http://siac.gdf.it) su cui è attivo l’applicativo, potranno fornire informazioni sui propri prodotti. Si tratta di una progettualità co-finanziata dalla Commissione Europea ed affidata dal Ministero dell’Interno alla Guardia di Finanza, a conferma del ruolo di centralità del Corpo nello specifico comparto operativo, costituita da una banca dati multimediale, contenente le caratteristiche principali di prodotti/marchi contraffatti che vengono comparate con quelle degli originali. Tutte le informazioni di carattere tecnico relative al prodotto/marchio sono registrate in una scheda che la banca dati provvede a elaborare per ogni azienda. Il progetto è stato realizzato in veste di piattaforma telematica multifunzione, composta da diversi applicativi che assolvono funzioni di informazione per i consumatori, di cooperazione tra le Forze di Polizia e di collaborazione con le aziende. Lo stesso, infatti, consente:
– all’utenza privata di ottenere indicazioni e consigli pratici per evitare di acquistare prodotti contraffatti o pericolosi;
– ai titolari di diritti industriali ed intellettuali di collaborare attivamente all’azione di prevenzione e contrasto mediante l’invio di elementi informativi, di pronta consultazione, sui propri prodotti colpiti dalla contraffazione (immagini, schede tecniche, perizie, consulenze tecniche, etc.);
– alla Guardia di Finanza di effettuare riscontri in tempo reale e di avvalersi dei tecnici delle associazioni di categoria e degli enti di certificazione di qualità dei prodotti/ marchi posti sotto osservazione;
– a tutte le Forze di Polizia (comprese le Polizie Municipali) di farvi confluire tutte le risultanze delle operazioni condotte nello specifico settore di servizio, in modo da garantire l’efficace e tempestivo incrocio delle informazioni di rilevanza invesigativa. – L’attività della componente aeronavale. Le linee di indirizzo della componente aeronavale della Guardia di Finanza per il 2014 puntano sulla massima valorizzazione dell’integrazione e della sinergia operativa tra tutte le componenti del Corpo (territoriali e aeronavali) allo scopo di contrastare gli illeciti economico-finanziari realizzati via mare. Inoltre, la Guardia di Finanza continuerà a fornire il proprio contributo nel quadro delle iniziative rivolte al contrasto dell’immigrazione clandestina promosse dall’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea (FRONTEX). Sarà altresì intensificata la collaborazione nel settore della cooperazione aeronavale tra i Paesi dell’area mediterranea, al fine di consolidare gli accordi vigenti in materia di violazioni doganali ed avviare nuove intese nel settore della prevenzione, dell’accertamento e repressione degli illeciti perpetrati via mare, quali il traffico di stupefacenti, i rifiuti pericolosi e tossici, di beni culturali e di merci soggette a particolari vincoli normativi derivanti da norme comunitarie o nazionali .

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“La memoria rende liberi”Dott.ssa Fiammetta Perrone Presidente Nazionale Fidapa BPW Italy

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Il “Giorno della Memoria” – istituito in Italia con una legge nel 2000 e nel mondo con una Risoluzione ONU nel 2005– viene celebrato ogni anno il 27 gennaio per commemorare tutte le vittime del regime nazista.
Questa data, in ricordo di quel 27 gennaio 1945, quando, alla fine della seconda guerra mondiale, la 60esima armata dell’esercito sovietico abbatte i cancelli ed entra nel campo di concentramento di Auschwitz: i prigionieri lì rinchiusi vengono liberati, e l’orrore di un genocidio senza uguali si prepara a fare i conti con il mondo che lo ha ignorato.
Sei milioni di ebrei uccisi nei campi insieme ad altri milioni di persone: disabili, omosessuali, oppositori politici, Rom!
È una storia che conosciamo bene e che ancora non finisce di stupirci e di angosciarci.
È una memoria difficile, aspra, quella dell’Olocausto, (o della Shoah, come preferiamo) ma necessaria per comprendere, riflettere, prevenire. Il “MAI PIÙ” non deve essere solo un vuoto slogan, ma il segno dell’impegno a contrastare l’intolleranza religiosa ed etnica e il negazionismo.
Tra pochi anni non ci saranno più testimoni in vita della Shoah e, anche se sono stati conservati i luoghi storicamente significativi dei campi di concentramento, di lavoro e di sterminio, fa paura l’indifferenza crescente, perché proprio quando pensiamo che una cosa non ci riguardi, allora non c’è limite all’orrore!
Noi socie della Fidapa BPW Italy abbiamo il compito di sensibilizzare i giovani!
Per noi è stato vitale ascoltare i racconti dei sopravvissuti e non possiamo più chiudere gli occhi davanti agli orrori di ieri e di oggi, dobbiamo essere portavoce della loro storia, farci memoria.
Le donne. Quante deportate, vittime di persecuzioni singolarmente brutali! Interi campi furono loro destinati, come quello di Ravensbruck, e zone femminili ad Auschwitz-Birkenau e a Bergen-Belsen.
La “soluzione finale” non prevedeva differenze di genere, ma inesorabili spietatezze. Soggette a pestaggi e stupri e, se gravide, ritenute inabili al lavoro, mandate nei campi di sterminio, destinate a morire subito nelle camere a gas, o “usate” per disumani esperimenti di medici e ricercatori nazisti…
Sono poche coloro che si sono salvate: donne con particolari abilità o che seppero creare momenti di mutua assistenza e resilienza.

Emblematica la storia di Liliana Segre, oggi Senatrice. A otto anni il suo destino cambia per sempre. Espulsa da scuola perché alunna di razza ebraica, costretta a nascondersi e fuggire, arrestata sul confine svizzero e condotta ad Auschwitz insieme al padre, dal lager ritornerà sola e riuscirà a parlarne solo molti anni dopo, ma con una testimonianza limpida e definitiva. “La memoria rende liberi” è il significativo titolo di un suo libro. Ricordare è libertà, ma non può essere solo un semplice ricordo…
Il 27 gennaio del 2020, Liliana Segre è stata invitata da David Sassoli, ci piace ricordarlo, al Parlamento europeo, ed è rimasto memorabile il suo discorso che appunto ci interroga sulle responsabilità non solo di chi ha commesso tante atrocità, ma anche di chi è rimasto indifferente, di chi le ha nascoste, di chi le ha negate e di chi continua a negarle… Ricordare è libertà, ma non può essere solo un semplice ricordo…
La memoria è necessaria, come dice Primo Levi, dobbiamo ricordare perché ciò che si dimentica può ritornare e dobbiamo essere responsabili, impegnarci a partecipare, non possiamo essere indifferenti!
E a proposito di donne, credo che sia importante per noi tutte ricordare una donna straordinaria che ha creduto fortemente nel valore della formazione e della letteratura per promuovere la pace tra popoli e culture: Jella Lepman, una giornalista chiamata nel 1945 dal governo statunitense a coordinare un programma di assistenza alle donne e ai bambini tedeschi.
Jella era convinta che, dopo il buco nero della guerra e di tutto ciò che aveva comportato, fosse possibile ricostruire la Germania e il mondo partendo dalla rinascita culturale, prendendo le mosse proprio dai più piccoli: “Poco a poco facciamo in modo di mettere questo mondo sottosopra nuovamente nel verso giusto, cominciando dai bambini. Mostreranno agli adulti la via da percorrere”.
Il nazismo non aveva ucciso solo milioni di persone e devastato interi paesi, aveva bruciato anche libri, diffuso propaganda, negato l’accesso al pensiero libero e divergente… Bisognava ripartire proprio da lì. La “Conferenza internazionale per promuovere la pace nel mondo attraverso un ponte di libri per l’infanzia” ne è un esempio.
Noi come Fidapa BPW Italy sosteniamo l’idea che memoria, cultura, libertà di pensiero, condivisione di idee siano il presupposto per costruire il futuro imparando dal passato,affinché il “mai più” sia reale.

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Covid in Irpinia-Oggi 501 positivi in provincia

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L’Azienda Sanitaria Locale comunica su 4.434 tamponi somministrati in provincia di Avellino, sia antigenici che molecolari, sono risultate positive al COVID 501 persone:

– 1, residente nel comune di Aiello del Sabato;

–2, residenti nel comune di Altavilla Irpina;

– 31, residenti nel comune di Ariano Irpino;

– 11, residenti nel comune di Atripalda;

– 5, residenti nel comune di Avella;

– 59, residenti nel comune di Avellino;

– 1, residente nel comune di Bagnoli Irpino;

– 4, residenti nel comune di Baiano;

– 1, residente nel comune di Bisaccia;

– 2, residenti nel comune di Bonito;

– 5, residenti nel comune di Calabritto;

– 5, residenti nel comune di Calitri;

– 1, residente nel comune di Candida;

– 4, residenti nel comune di Caposele;

– 2, residenti nel comune di Capriglia Irpina;

– 1, residente nel comune di Carife;

– 4, residenti nel comune di Cassano Irpino;

– 16, residenti nel comune di Cervinara;

– 4, residenti nel comune di Cesinali;

– 1, residente nel comune di Chiusano di San Domenico;

– 3, residenti nel comune di Contrada;

– 1, residente nel comune di Conza Della Campania;

– 1, residente nel comune di Flumeri;

– 12, residenti nel comune di Forino;

– 3, residenti nel comune di Frigento;

– 7, residenti nel comune di Gesualdo;

– 12, residenti nel comune di Grottaminarda;

– 1, residente nel comune di Grottolella;

– 2, residenti nel comune di Guardia Lombardi;

– 6, residenti nel comune di Lauro;

– 15, residenti nel comune di Lioni;

– 5, residenti nel comune di Manocalzati;

– 5, residenti nel comune di Melito Irpino;

– 7, residenti nel comune di Mercogliano;

– 3, residente nel comune di Mirabella Eclano;

– 8, residenti nel comune di Montecalvo Irpino;

– 1, residente nel comune di Montefalcione;

– 15, residenti nel comune di Monteforte Irpino;

– 3, residenti nel comune di Montefredane;

– 1, residente nel comune di Montefusco;

– 11, residenti nel comune di Montella;

– 9, residenti nel comune di Montemarano;

– 1, residente nel comune di Montemiletto;

– 56, residenti nel comune di Montoro;

– 1, residente nel comune di Morra De Sanctis;

– 1, residente nel comune di Moschiano;

– 7, residenti nel comune di Mugnano del Cardinale;

– 7, residenti nel comune di Nusco;

– 3, residenti nel comune di Ospedaletto d’Alpinolo;

– 1, residente nel comune di Pago del Vallo di Lauro;

– 2, residenti nel comune di Parolise;

– 2, residenti nel comune di Paternopoli;

– 1, residente nel comune di Preturo Irpino;

– 2, residenti nel comune di Pietrastornina;

– 1, residente nel comune di Prata PU;

– 3, residenti nel comune di Pratola Serra;

– 4, residenti nel comune di Quadrelle;

– 1, residente nel comune di Quindici;

– 1, residente nel comune di Roccabascerana;

– 6, residenti nel comune di Rotondi;

– 2, residenti nel comune di Salza Irpina;

– 5, residenti nel comune di San Mango sul Calore;

– 4, residenti nel comune di San Martino Valle Caudina;

– 1, residente nel comune di San Michele di Serino;

– 2, residenti nel comune di San Nicola Baronia;

– 1, residente nel comune di Sa Potito Ultra;

– 1, residente nel comune di San Sossio Baronia;

– 1, residente nel comune di Santa Lucia di Serino;

– 3, residenti nel comune di Sant’Andrea di Conza;

– 1, residente nel comune di Sant’Angelo dei Lombardi;

– 3, residenti nel comune di Santo Stefano del Sole;

– 2, residenti nel comune di Savignano Irpino;

– 6, residenti nel comune di Serino;

– 6, residenti nel comune di Sirignano;

– 32, residenti nel comune di Solofra;

– 2, residenti nel comune di Sperone;

– 7, residenti nel comune di Sturno;

– 1, residente nel comune di Summonte;

– 5, residenti nel comune di Taurano;

– 5, residenti nel comune di Taurasi;

– 1, residente nel comune di Teora;

– 2, residenti nel comune di Torre Le Nocelle;

– 1, residente nel comune di Trevico;

– 9, residenti nel comune di Vallata;

– 2, residenti nel comune di Vallesaccarda;

– 2, residenti nel comune di Venticano;

– 1, residente nel comune di Villanova del Battista;

– 2, residenti nel comune di Volturara Irpina.L’Azienda Sanitaria Locale ha avviato indagine epidemiologica sui contatti dei casi positivi.

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Biogem contribuisce a studio base per futura terapia contro il carcinoma prostatico

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Progressi nella comprensione dei meccanismi alla base della genesi e proliferazione molecolare del carcinoma prostatico giungono da una ricerca congiunta tra l’Università della Campania Luigi Vanvitelli, la Nottingham Trent University (UK) e la Birmingham City University (UK). Lo studio, appena pubblicato, ha visto la partecipazione diretta dei ricercatori del Laboratorio di Oncologia Molecolare e di Precisione di Biogem, diretto dal professore Michele Caraglia, e ha evidenziato, in particolare, come il miR-423-5p (un piccolo RNA non codificante) interagisca direttamente con MALAT1 (un lungo RNA non codificante) e sotto-regoli la sua espressione nelle cellule del cancro alla prostata. Lo stesso studio, condotto con tecnologia NanoString, in grado di valutare l’espressione di 770 geni coinvolti in ogni fase della progressione del carcinoma prostatico, ha poi messo in luce come la sovra-espressione del miR-423-5p inibisca la proliferazione mediata da MALAT1, nonché i fenomeni di migrazione e invasione delle cellule cancerose.
‘’Questi risultati – afferma il professore Caraglia – suggeriscono che l’interazione miR423-5p/MALAT-1 abbia una forte rilevanza nel cancro alla prostata, e come tale dovrebbe essere ulteriormente sfruttata per la progettazione di nuove strategie terapeutiche’’.
‘’Tale ricerca – aggiunge il professore Caraglia – conferma che i miRNA e i loro inibitori stanno emergendo come strumenti utili per controllare le neoplasie. Le interazioni tra miRNA e LncRNA sono infatti sempre più oggetto di ricerche, dal momento che i LncRNA agiscono come esche o spugne dei miRNA o competono con essi per il legame con gli mRNA target condivisi’’.
‘’Nello specifico – nota infine il professore Caraglia – i risultati mostrano che mir-423-5p e MALAT1 interagiscono in modo diretto, portando alla soppressione dell’azione svolta da MALAT1 nel carcinoma prostatico’’.

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