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Così non va

Centro Storico

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Approfittiamo di un pubblico spazio di comunicazione per fare alcune riflessioni che riteniamo non possano più essere sottaciute e che nascono dall’amore che da sempre nutriamo per Ariano.
Siamo residenti del centro storico ma non intendiamo sostenere questioni che possano essere riferite ad una specifica categoria cittadina, piuttosto intendiamo parlare da arianesi e, ci sia consentito, da italiani.
Uno dei tratti caratteristici del nostro Paese è quello che emerge dai suoi borghi storici, dalla loro bellezza e dalle straordinarie peculiarità che li rendono unici al mondo. Essi connotano non solo la struttura del tessuto urbano cittadino, ma definiscono soprattutto un tratto culturale della nostra italianità. Vivere i nostri centri storici significa confrontarsi quotidianamente con la storia, l’arte e la tradizione che nel corso dei secoli hanno costruito la fama dell’ Italia nel mondo. Significa cogliere un modo di vivere che ha attraversato il tempo e che fa parte in maniera indissolubile del dna di un popolo. Purtroppo questa ” romantica ” visione cozza sempre piu’ con una modernità figlia di innumerevoli contraddizioni e di problematiche che stanno uccidendo la possibilità di far vivere i centri storici.

 

 

 

 

 

 

 

Sentivamo il bisogno di portare a conoscenza la questione di una parte importante e vitale di un vicolo del centro storico di Ariano, abbandonato ormai da troppi anni. Come si puo’ evincere anche dalle foto in via A.Spada e vicolo A. Grassi ormai si può fare di tutto, i propri bisogni, abbandonare qualsiasi tipo di rifiuto, fino a rischiare la propria incolumità per la presenza di edifici fatiscenti e pericolanti. Ci chiedevamo come mai ad appena 10 mt dalla Cattedrale, simbolo storico e non solo della Città di Ariano Irpino, si possa verificare tutto questo? Le autorità non vigilano e non sono presenti in una zona così importante, ma anche la presenza dell’operatore ecologico si riduce ad una due volte in un anno.Chi ha viaggiato un po’ per l’Italia, si sarà reso conto di come altre amministrazioni tengano nella giusta considerazione la salvaguardia del centro storico per l’importanza che esso rappresenta per le generazioni passate ma anche e soprattutto di quelle future.

Noi speriamo che questo appello attraverso questo spazio pubblico di informazione non cada nel vuoto.

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Attualità

Lettera aperta dai pazienti del reparto dialisi dell’ ospedale Sant’Ottone Frangipane

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Spettabile presidente De luca, le scriviamo questa lettera, esasperati e stanchi, vista la delicata situazione che il nostro reparto si appresta a vivere, costantemente. Negli ultimi anni abbiamo visto medici andare via senza mai essere sostituiti, senza un reale ricambio e da un anno siamo rimasti con soli due medici in servizio, che con notevole spirito di abnegazione hanno consentito in un periodo sanitario non facile, di garantire un servizio che per noi è di vitale importanza.
Da qualche settimana abbiamo appreso la decisione di uno dei due medici del reparto di essere in aspettativa per un periodo di circa due mesi e questa notizia ha fatto scattare di nuovo un campanello di allarme. Solo qualche mese fa è stato predisposto un bando per un concorso da parte dell’asl per nuovi posizioni nel reparto Dialisi, ma che per problemi burocratici, è in fase stagnante, senza svolte significative. Confidando nella sua proverbiale risolutezza, la preghiamo di intervenire per risolvere un maniera celere e definitiva. Se non fosse presa in considerazione, costringerebbe più di venti pazienti, in molti casi in condizioni di salute precaria, a diver fare molti chilometri per ricevere un trattamento salvavita come la dialisi, indispensabile.
IN attesa di un suo interessamento, le porgiamo un saluto e le auguriamo buon lavoro

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Attualità

Lettera aperta al presidente De Luca: si vuol chiudere l’ospedale di Ariano?

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Eg. Presidente della Regione Campania, on. Vincenzo De Luca, Lei si è tenuto la delega alla Sanità e pertanto è anche assessore della materia: Lei ha doppia responsabilità. Come si sa, chi ha la delega alla sanità gestisce circa il 70% del bilancio regionale, Lei cerca di scaricare sul governo, anzi sui vari governi che si sono succeduti negli anni, le sue responsabilità sulla malasanità campana e in particolare, irpina. Va cianciando, tramite la sua tv di riferimento e vari giornali, che la Campania è stata defraudata di 300 milioni di euro per effetto della cosiddetta autonomia differenziata, e cioè, che essendo la Campania la regione con la popolazione più giovane, viene penalizzata in quanto si applica un correttivo che tiene conto dell’età media dei residenti. Quello che Lei ritiene ingiusto per crearsi alibi, è invece un principio sacrosanto: i giovani ventenni hanno poche malattie, vanno poco dal medico e in ospedale, ma alla mia e alla sua età, sopraggiungono gli acciacchi. Lei dovrebbe invece applicare l’autonomia differenziata tra le cinque province della Campania, mentre in realtà, ci scommetto, Lei fa esattamente il contrario: i maggiori investimenti e le maggiori spese per la sanità sonodestinati a Napoli e zone costiere, mentre per le province più povere e per la popolazione più anziana delle zone interne, si investe meno e così, le province di Avellino e Benevento sono le cenerentole della sanità. Sembra che Lei si sia specializzato nella politica sanitaria degli annunci, ha decretato che l’Ospedale Frangipane di Ariano era un Dea di primo livello, fermandosi a questo: ci si aspettava che ci fosse almeno il reparto di Otorino e di Oculistica e di tutto ciò che è previsto per un ospedale che ospita un Dea di primo livello. Non solo non è stato così, ma addirittura si stanno chiudendo i reparti per mancanza di personale. Il direttore che Lei ha nominato alla ASL di Avellino, sembra più una “tagliatrice di teste”, che non una manager, la quale avrebbe dovuto espletare il mandato di migliorarel’assistenza sanitaria, con l’obiettivo che gli Irpini non dovessero più fare i viaggi della speranza verso il nord e il centro Italia (dove peraltro, lavorano illustri medici, proprio campani e irpini) o in altri ospedali della Campania. Non lo sapeva forse la dr.ssa Morgante che a settant’anni i medici vanno in pensione e che pertanto avrebbe dovuto attivare per tempo i concorsi? Perché si continua ad assumere il personale sanitario a tempo determinato, quindi con aspettative di carriera precarie, assumendo persino attraverso alcune cooperative o con l’obbligo della Partita Iva per i dipendenti precari? I concorsi si possono fare mirati, non per favorire qualcuno, ma per gratificare i vincitori, però con l’obbligo di restare al loro posto di lavoro senza trasferimento per un determinato numero di anni. La Asl potrebbe altresì dare incentivi per chi lavora in zone disagiate. Chi dirige la sanità ha l’obbligo di confrontarsi con i sindacati e con l’assemblea dei sindaci, che a sua volta ha l’obbligo di dare gli indirizzi. È inutile acquistare apparecchiature biomedicali se non c’è il personale per farle funzionare: la nuova risonanza magnetica inaugurata in pompa magna, si usa solo due giorni alla settimana per mancanza di personale. Sappiamo che dal 14 giugno potrebbe chiudere anche il reparto di Pediatria e Nido per mancanza di personale e conseguentemente, potrebbe chiudere anche Ostetricia: non potrà nascere più nessuno ad Ariano! A quanto sembra, dal primo luglio potrebbe chiudere anche il reparto di Nefrologia e Dialisi poiché da quella data resterà un solo medico, pertanto i dializzati saranno costretti a vagare tra i vari ospedali. Anche quasi tutti gli altri reparti hanno problemi di personale: approfittando del Covid-19, non c’è più neanche l’ambulatorio di Cardiologia e i posti letto di Chirurgia e Ortopedia sono passati da 18 a 6, come se il Covidfosse solo al Frangipane e non anche negli atri ospedali campani.Tutti i reparti hanno carenza di personale: Ortopedia e Traumatologia, Radiologia, Cardiologia e Utic, Neurologia, Medicina, Centro trasfusionale, etc.. Bisogna dire basta alla politica del carciofo: foglia per foglia, si sta smantellando l’Ospedale Frangipane e probabilmente chi ha diretto la Asl diAvellino per due mandati, avrà come premio un altro prestigioso incarico con laute prebende. È vero che alla Morgante è stato dato un premio per aver “raggiunto gli obiettivi”?                                                    

Intorno al Frangipane svolazzano tante strutture private, tanti laboratori di analisi, tanti istituti polivalenti e persino una clinica che, guarda caso, ha specialità quali Otorinolaringoiatria e Oculistica che, per legge, dovrebbe avere anche il Frangipane: perché non le ha? Perché ci sono liste di attesa lunghissime, a volte di mesi? Perché al Frangipane non esiste la continuità assistenziale per chi è stato ricoverato, che deve rivolgersi al Cup, che oltre a dilazionare talvolta le visite a distanza di mesi, lo fa vagare da una struttura all’altra? Perché non esiste più il Day hospital? Non è che si tratta di una precisa strategia per privatizzare la sanità, che dagli anni Settanta del secolo scorso era un fiore all’occhiello nel mondo, in quantouniversale e solidale? Eg. Presidente, perché non pubblica quale sarebbe la pianta organica del Frangipane e quale è di fatto?                                                                                                                                                                                                                                        È ora che gli Arianesi e gli abitanti dei Comuni che fanno capo al Frangipane, si mobilitino per una sacrosanta e urgenteprotesta civile.                                                                                                                                                                                  Aleandro Longhi                                                                                                                                                                                                     Coordinatore Comitato SAT (Sanità, Ambiente e Territorio)

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Attualità

I tre parcheggi di Ariano visitati dal Comitato SAT: il punto della situazione

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Dal Comitato Salute, Ambiente e Territorio (SAT), riceviamo e pubblichiamo

Il Comitato Salute, Ambiente e Territorio, ha fatto un sopralluogo ai tre parcheggi in struttura di Ariano Irpino. È stato visitato per primo il parcheggio del Calvario, che è l’unico in funzione. In Piazza Enea Franza, antenato dell’attuale sindaco Enrico Franza, abbiamo notato con desolazione che la manutenzione è inesistente: lastre di pietra divelte e non sostituite, ascensori non funzionanti contornati da cassonetti per la spazzatura. La pavimentazione, rifatta soltanto qualche anno fa, per eliminare le infiltrazioni d’acqua nel parcheggio, è sconquassata. Al primo piano interrato, difatti salta immediatamente agli occhi che le infiltrazioni d’acqua la fanno da padrona, anche quando non piove. Parecchi posti auto sono stati transennati ed eliminati. Al primo, al secondo e al terzo piano, da tempo crescono indisturbate numerose stalattiti. Il quarto piano è l’unico esente dalle infiltrazioni d’acqua, ma ha il privilegio di una maggior sporcizia: tra i cumuli di spazzatura, si notano persino escrementi umani e preservativi. Intanto, i bambini scorrazzano in bicicletta da una rampa all’altra del parcheggio. In tutti e quattro piani i cessi sono chiusi così come non sono funzionanti gli ascensori. Il sistema antincendio non si sa se sia funzionante, alcune porte antipanico non funzionano. Un cartello avverte che il parcheggio è soggetto a videosorveglianza, ma le telecamere non si sa se siano collegate e se sì, chi esegue i controlli; un altro cartello informa che il parcheggio è chiuso dalle 24 alle 6, ma non è dato sapere chi abbia l’incombenza di chiudere i cancelli. Nel parcheggio la sporcizia regna sovrana: perché i Vigili del Fuoco e gli ispettori del Servizio igiene della Asl di Avellino non svolgono il loro dovere ispettivo, garantendo che questo parcheggio sia in condizione di rimanere aperto al pubblico? È mai possibile che un parcheggio pubblico possa versare in una simile, grave situazione di degrado? Vigili del fuoco e Asl a cosa servono? Possibile che non sia presidiato da personale del Comune? Qualsiasi donna rischia di subire molestie in assenza di un’adeguata sorveglianza. Perché non si affida la gestione del parcheggio all’AMU? Dal Calvario, il Comitato SAT si è spostato al parcheggio di San Giovanni. Il piano terra è chiuso con cancelli e all’interno, oltre alla spazzatura, si notano le sbarre posizionate per l’entrata e l’uscita delle auto, ma attualmente si intravede che è soltanto un deposito di materiale del Comune. Al piano superiore, oltre alla spazzatura e a una porta infranta, c’è un grande piazzale che dovrebbe essere un parcheggio, a cui si accede attraverso una rampa, ma vi era posteggiata una sola auto, mentre molte erano parcheggiate sul marciapiede di Via Nazionale. Un cartello segnala che il mercoledì lo spazio è adibito a mercato. Alcune domande sorgono spontanee: chi ha fatto quel progetto? Chi l’ha approvato? Chi lo ha realizzato? Perché il parcheggio non è mai entrato in funzione? Ancor oggi spicca il cartello “Progetto cofinanziato dall’Unione europea POR Campania 2003-2006”, da cui scaturisce la domanda: perché si è sperperato denaro pubblico? La Regione Campania ha chiesto la restituzione del finanziamento europeo, visto che è stato sprecato per un’opera inutilizzabile? L’attuale giunta, che non ha responsabilità per la costruzione del parcheggio, ha pensato di riconvertire l’opera perché sia utilizzata per altri servizi? Il terzo parcheggio in struttura, quello di Via Anzani, è un altro mistero. Anche questo avrà avuto un progettista, ci sarà stato chi ha approvato quel progetto, anche questo è stato finanziato con fondi europei e con fondi per la ricostruzione post bellica. Anche in questo caso, ci chiediamo perché la Regione Campania non sia intervenuta per verificare lo spreco di denaro pubblico, visto che il parcheggio non è mai entrato in funzione. Da una strada si accede al piano terra, dal quale con una rampa si giunge al primo piano: per arrivare al secondo piano, se nei primi due non vi fosse posto, sarebbe necessario uscire e prendere una strada esterna. Insomma, il piano terra e il primo piano, non sono collegati al secondo. A copertura del parcheggio c’è un piazzale collegato al piano strada in cui sono stati tracciati 5 posti auto a raso: perché solo quelli e non le decine che potrebbero essere tracciati? C’è mai stato un collaudo? Si teme forse un pericolo di crollo? Anche in questo parcheggio, la spazzatura regna sovrana con l’aggiunta che al piano terra c’è uno strato di fango che si infiltra da una intercapedine. Al secondo piano, come al parcheggio del Calvario, si stanno formando le stalattiti. Sono oltre 10 anni che è iniziata la costruzione del parcheggio con denaro pubblico: il Comune dovrà restituire anche quei finanziamenti? Il parcheggio è transennato e non dovrebbe essere utilizzato, ciò non impedisce che al piano terra vi siano comunque diverse auto parcheggiate. La Procura della Corte dei Conti si è mai interessata della questione?

Aleandro Longhi Coordinatore Comitato Salute, Ambiente e Territorio (SAT)

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