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Così non va

Anselmo La Manna: “L’Amministrazione Comunale chiarisca i criteri adottati nella distribuzione degli aiuti alle famiglie in difficoltà”

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Anselmo la Manna, non reputa per niente esaustiva la risposta dell’assessore Raffaele Li Pizzi in merito alla modalità e criteri adottati dall’amministrazione comunale nella distribuzione di aiuti alle famiglie e cittadini in difficoltà, fermo restando che si attende una risposta per iscritto. “A questa vicenda che ha visto molti cittadini interrogarsi sul come e perché l’amministrazione Arianese si sia adoperata con tanta premura – sostiene- sulla storia della signora Antonella Saggesse, essendo presenti sul Tricolle oltre 8350 famiglie interessate, come tutte le cittadine d’italia, da una crisi senza precedenti tale da produrre un innalzamento della fascia di povertà. Come mai in tale situazione è stato assegnato proprio alla signora Saggesse un aiuto? Le notizie di nostra conoscenza le vogliamo confrontare con quelle in possesso del consorzio e del Comune di Ariano. A a questa vicenda uniamo anche quella sull’Associazione “Valentina un Angelo per La Vita”che vede questo sodalizio già in possesso di una sede pubblica da qualche anno, e che giorni fa, ha organizzato una serata di beneficenza durante la quale si sono raccolti dei fondi per l’ampliamento di questa sede che è di proprietà del Comune di Ariano. Il tutto senza essere stato mai passato al vaglio del consiglio comunale. Questo modo di gestire il patrimonio comunale e le sue risorse economiche non lo condividiamo e attendiamo risposte chiare ede esausitive”

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Attualità

RICCIARDELLI: ASL ASSICURI VACCINAZIONE A DOMICILIO A FRAGILI E ALLETTATI

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Il Sindaco di Santa Paolina: “Decine di malati esposti gravemente al covid aspettano ancora la terza dose. Perché l’ASL non valuta di affidare la somministrazione ai medici di base?”

Avellino, 15 gen – “Chiedo alla Direzione generale dell’ASL la ragione per la quale, a campagna vaccinale ormai inoltrata, nelle nostre comunità ci sono ancora decine di persone allettate che non hanno ricevuto la terza dose di vaccino a domicilio. Contestualmente chiedo che l’Azienda sanitaria si adoperi affinché queste persone, tutte evidentemente fragili ed esposte, più di altre, al rischio di contrarre il covid in maniera grave, vengano vaccinate in tempi brevissimi.” Così in una nota il Sindaco di Santa Paolina, Rino Ricciardelli.

“Dopo essere state impropriamente convocate al drive in – spiega Ricciardelli – , a tante persone allettate è stato inviato un sms con il quale si preannunciava la somministrazione del vaccino a domicilio. Nonostante siano trascorse ormai diverse settimane, la dose non è ancora arrivata. E parliamo di persone fragili, con patologie tali da rendere la vaccinazione più che urgente.”

“L’ASL potrebbe valutare la possibilità – suggerisce il Sindaco – di affidare ai medici di base la vaccinazione di coloro che non possono lasciare le loro abitazioni. In ogni comunità ci sono medici che si sono già resi disponibili a somministrare il vaccino a chi si trova in difficoltà. Molti di questi medici sono già impegnati negli hub vaccinali per le somministrazioni ordinarie.”

“Alla luce dei tanti ritardi, mi auguro che l’ASL si decida finalmente ad accogliere la disponibilità offerta a più riprese dalle amministrazioni comunali. Anche perché – chiude Ricciardelli – nelle nostre comunità abbiamo strutture e personale sanitario che può dare un impulso concreto al completamento della campagna vaccinale.”

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Attualità

Campania, il solito caos organizzato nella sanità

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La chiamata alle armi è arrivata, la Campania mette l’elmetto e sospende dal 10 gennaio le prestazioni ambulatoriali ed i ricoveri non indifferibili. Saranno garantiti solo quelli programmati per i pazienti oncologici, oncoematologici, di pertinenza ostetrica, trapiantologica, incluse quelle che possono pregiudicare le condizioni di salute del paziente. Saranno garantite le prestazioni ambulatoriali di oncologia, di oncoematologia, di dialisi e di radioterapia nonché lo screening oncologico.

Il Covid, con la sua variante Omicron, manda in tilt il già fragile Sistema Sanitario Regionale (SSR). Il personale è impiegato per fronteggiare l’emergenza sottraendolo alle prestazioni ambulatoriali e ricoveri programmati e sono impiegati nei reparti Covid. Il 118 non riesce a rispondere a tutte le chiamate, decine di migliaia di persone non saranno curate e, come nei paesi sottosviluppati, sarà la natura o il caso a decidere chi proseguirà il cammino ovvero chi dovrà rivolgersi alle pompe funebri. Il SSR campano non punta sulla prevenzione e con posti letto insufficienti per i bisogni della comunità compromette l’esistenza in vita dei campani che hanno il triste primato di vivere, in media, 3-4 anni in meno rispetto al resto d’Italia. Fatto da addebitare alla classe politica di governo regionale che non ha preservato il territorio dalla devastazione delle ecomafie, che ha elargito ingenti risorse finanziarie ai privati accreditati dal SSR, che non ha provveduto, in egual misura, a dotare di adeguati mezzi la Sanità Pubblica accerchiata dall’armata Omicron. È negato il diritto alla salute di 6 milioni di campani, costretti a migrare per ottenere delle prestazioni sanitarie adeguate e tempestive. I dati Svimez sono allucinanti, circa 33 mila campani, ogni anno, arricchiscono il SSR della Lombardia e delle altre Regioni del Nord, con una spesa annua di circa 300 milioni di euro che gravano sul contribuente campano al quale è impedito di essere curato a casa propria. Il solito caos organizzato della politica di governo campana, non preserva dal contagio nemmeno il personale sanitario dei nosocomi non convertiti in Centri Covid. Vengono forniti con il contagocce i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), strumenti essenziali per ridurre al minimo le probabilità di contagio. In questi reparti sono approssimativi o inesistenti i percorsi separati tra infetti e non contagiati ed il personale, già sottodimensionato, viene ulteriormente ridotto dai contagi da Covid. Al restante personale vengono imposti turni stressanti con la possibilità di commettere errori che potrebbero ledere l’integrità fisica del paziente.

La realtà può essere cambiata, forse occorre essere attori e non solo spettatori del nostro destino.

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Attualità

Osservatorio Permanente sulla Sanità-Direzione ASL assente

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Quest’oggi l’Osservatorio della Sanità ha inviato al Direttore Generale della ASL Avellino, al Presidente della Commissione Sanità della Regione Campania ed al Comitato di rappresentanza dei Sindaci dell’ambito territoriale della ASL di Avellino il seguente documento.

Fin dal suo insediamento nello scorso mese di settembre l’Osservatorio permanente della Sanità istituito presso il Comune di Ariano Irpino ha tentato, dapprima informalmente e poi ufficialmente, di avere un confronto con la direzione della ASL di Avellino, necessaria interlocutrice nella problematica affrontata.

Soltanto lo scorso 30 novembre, a seguito dell’ennesima richiesta del Sindaco, detta direzione comunicò di essere disponibile ad un incontro, che veniva fissato – come da disponibilità data – per oggi 7 dicembre.

Nella tarda mattinata di ieri la disponibilità è stata ritirata per una convocazione presso la Regione, senza alcuna indicazione di nuove date possibili.

Questo atteggiamento che sembra di totale chiusura della Direzione della ASL non può considerarsi rivolto contro l’Osservatorio; esso colpirebbe l’intera Città di Ariano e le sue rappresentanze istituzionali, nonché il Presidente della Commissione Sanità della Regione Campania e Comitato di rappresentanza dei Sindaci, pure invitati all’incontro.

La Direzione ASL sa bene che la Città è preoccupata dello stato della gestione sanitaria sul territorio e, in particolare, della situazione dell’ospedale, sfiancato dalla gestione dell’emergenza Covid fatta pesare esclusivamente sul nosocomio arianese nell’ambito della ASL territoriale, nonché sul Moscati di Avellino che fa capo ad autonoma Azienda Ospedaliera.

Si vorrebbe sapere quali sono i programmi, visto che all’attribuzione della classificazione di DEA di primo livello, ormai risalente a più di tre anni fa, non ha mai fatto seguito il doveroso aggiornamento dell’atto aziendale, né è mai stata convocata la conferenza dei servizi, benché a cadenza annuale obbligatoria per legge.

Si vorrebbe sapere quale è il programma di assunzioni in relazione al Piano approvato che prevede 272 nuove unità entro il corrente anno, mentre invece alcune professionalità già da tempo utilizzate precariamente vedranno interrotto il loro rapporto a fine anno; quando si procederà all’aggiornamento delle strutture esistenti e si porrà mano all’istituzione dei nuovi reparti corrispondenti alla qualificazione dell’ospedale; quali tempi sono previsti per radioterapia, risonanza magnetica, seconda Tac, ecc.; stendiamo un velo di pietoso silenzio sulla questione delle vaccinazioni, tanto discussa in questi giorni, così come ci riserviamo di approfondire la situazione di sbando della medicina territoriale.

Sono solo esempi di argomenti di primario interesse per la tutela della salute della collettività, arianese e dell’intero comprensorio, che chi è preposto istituzionalmente a quella tutela – al servizio delle comunità e da esse congruamente remunerata – ha il dovere di affrontare, senza più sfuggire a qualsiasi confronto: se ne assume la responsabilità giuridica e politica.

Auspichiamo che al più presto si concretizzi effettivamente la volontà, finora soltanto manifestata, di attivare il confronto nell’esclusivo interesse della collettività stessa.

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