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Cultura Eventi e Spettacolo

Ariano domenica 12 giugno parte il progetto culturale “Irpinia: Musica e Castelli”.

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Ad Ariano Irpino domenica  12 giugno    alle ore 21,00 presso il Museo Civico,   si inaugura  il cartellone delle iniziative del progetto culturale “Irpinia: Musica e Castelli”.

Il debutto è con la musica classica proposta da Giuseppe Nova al flauto  e Bruno Canino al pianoforte, con un  programma musicale d’eccezione:

Wolfgang Amadeus Mozart              Rondò in Re maggiore K 374, Andante in Do maggiore K 315

Gaetano Donizetti                               Sonata in do

Wilhelm Popp      –       Giuseppe Verdi          Fantasia sull’opera Rigoletto op. 335

Gabriel Faure                                                      Fantaisie op.79

Jules Massenet                                                   Méditation dall’opera Thäis

Franz Doppler                                     Fantasia pastorale ungherese op.26

Georges Bizet, dall’opera Carmen: Entr’acte, Tema e variazioni sull’Habanera

Il direttore artistico di “Irpinia: Musica e Castelli”, Marco Schiavo,  descrive così in breve  il progetto:  “Grandi personaggi del mondo della musica e dello spettacolo, orchestre sinfoniche internazionali, orchestre da camera si alterneranno da giugno a settembre nelle cornici suggestive dei castelli dell’Irpinia. Questo può essere  un ottimo veicolo culturale/turistico per valorizzare  storia e tradizioni dell’Irpinia  attraverso la grande musica”.

Il progetto “Irpinia: Musica e Castelli” della Provincia di Avellino è finanziato dalla Regione Campania a valere sui fondi PAC – Operazioni di valorizzazione dei beni culturali a favore di amministrazioni locali. L’idea forte del progetto è incentrata sulla valorizzazione di castelli, fortificazioni e beni culturali di elevato pregio, che caratterizzano il territorio provinciale attraverso la realizzazione di una serie di eventi al fine di aumentare il livello di attrattività turistica dell’Irpinia.

 

L’Amministrazione Comunale tutta,  invita la  cittadinanza a  partecipare

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Attualità

Codice Rosso 2.0:”perchè il Covid ha dato il colpo di grazia alla Sanità?” di Giovanni Savignano

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Recensione al libro di: Pietro Pavone, Università del Sannio e Paolo Ricci, Università di Napoli Federico II

Dopo oltre un decennio dalla pubblicazione di Codice Rosso. Discussioni su sanità, medicina e ricerca in Italia, Giovanni Savignano propone nuove riflessioni sul sistema sanitario italiano, declinando un ampio ventaglio di variabili interpretative che consentono di storicizzare le cause di problemi irrisolti e, al contempo, di intercettare le tendenze in atto, in un quadro di straordinari mutamenti nazionali e sovranazionali di ordine politico ed economico.

Codice Rosso 2.0: perchè il Covid ha dato il colpo di grazia alla Sanità? viene alla luce, così come era stato per il precedente libro del 2008, nel vivo di una crisi che, oggi, a differenza della recessione internazionale dei mutui subprime, è in primis una crisi sanitaria.

L’Autore attraversa, con la lente del medico, studioso attento, gli anni tra queste due crisi epocali, dopo un esaustivo excursus storico sulle origini e il significato del Servizio Sanitario Nazionale e sulla sua evoluzione. Il risultato è un contributo che – in ultima analisi – può essere definito come un grido di urgenza riformatrice, non più procrastinabile, per riuscire a sottrarre il sistema italiano della sanità dal pericolo di implosione, cui appare condannato. Stretto nella morsa di due opposte esigenze, cura del malato e attenzione ai conti pubblici, il welfare socio-sanitario emerge come scalpitante alla ricerca di una via di fuga, che l’Autore intravede in un “nuovo corso progettuale”, da inaugurare anche approfittando della rinnovata disponibilità dimostrata dalle istituzioni comunitarie nella gestione dell’attuale crisi pandemica. La contestualizzazione dell’argomentazione è la chiave metodologica utilizzata per accompagnare il lettore. L’immagine delle continue riforme del Servizio Sanitario Nazionale viene servita solo dopo aver inquadrato lo sfondo delle idee neoliberiste della diade Reagan-Thatcher, culla di quell’ethos manageriale esaltato dallo spirito del New Public Management, che ha attraversato ampi strati del settore pubblico a partire dagli anni Ottanta del XX secolo. All’interno di un preciso quadro di politiche generali, l’Italia ha assunto fondamentali decisioni, come l’introduzione del principio dell’equilibrio di bilancio, che hanno profondamente influenzato le politiche pubbliche in materia di organizzazione e funzionamento della sanità, spingendo il legislatore – con le parole dello stesso Autore –a riformare le sue stesse riforme, pur di assecondare il mantra della riduzione della spesa. Non prescinde dall’analisi del più ampio contesto sociale, economico e politico, la comprensione di altre innovazioni largamente dibattute nel libro: il riferimento è all’introduzione dei ticket, la differenziazione delle prestazioni per fasce reddituali e di età, l’aziendalizzazione delle strutture sanitarie.

Gli otto capitoli in cui si articola il testo sono organizzati in maniera lineare dal punto di vista narrativo, sebbene sia concepibile, data l’autonoma forza argomentativa, una loro fruizione ipertestuale, anche aggravando il rischio di ripercorrere consolidati luoghi comuni.

Un ampio primo capitolo mette subito in guardia da una visione “capitalistica” del bene salute: Savignano descrive uno “stile accattivante di salute”, da cui spesso derivano pericolose “cure fai da te” e un altrettanto allarmante “consumismo sanitario”, alimentato da fake news che inquinano l’infosfera rendendola sempre meno etica. Alla crescente domanda di sanità, si contrappone un’offerta di servizi di cui si evidenziano storture e contraddizioni, alimentate da una costante conflittualità tra gli attori della governance dei Servizi Sanitari Regionali, con continui ripensamenti su oggetto e soggetti delle deleghe di responsabilità, autonomia e potere.

L’introduzione, negli anni duemila, dei Piani di Rientro per le regioni in disequilibrio, è un esempio di ridefinizione del potere tra livello centrale e livello regionale e, anche, tra quest’ultimo e le aziende sanitarie, oltre che della presa di coscienza di una inadeguata responsabilizzazione regionale. La conseguente enfasi sui tagli piuttosto che sul miglioramento nell’utilizzo delle risorse, ha avuto l’esito di riproporre, “sul piano della salute e del benessere, quelle differenze che già esistevano sul piano della ricchezza”, come argomentato citando Sales.

Nei capitoli finali, prende spazio la consapevolezza di modelli misti di intervento sociale che, per quanto nuovamente in transizione, hanno già rimodulato la posizione del Terzo settore nel reticolato istituzionale e delle politiche pubbliche. Per superare le inefficienze e le insufficienze sia del pubblico sia del privato, Savignano, a partire da assunti interpretativi che includono il valore di legame tipico del non profit, propone ed auspica una ridefinizione del Terzo settore, ben oltre la sola funzione di “soggetto – supplente – tra Stato e mercato”. Superando questo classico schema duale, un nuovo welfare è chiamato a far leva su imprese e cittadinanza responsabili, dentro “circuiti fiduciari e collaborativi”, secondo una rafforzata logica di sussidiarietà che, negli ultimi decenni, ha consentito al solidarismo organizzato in Italia (mutualismo, cooperazione, volontariato e impresa sociale) di arginare gli effetti di quel fenomeno noto come welfare rentrenchement. Nel complesso, il libro traccia un bilancio della situazione odierna del sistema sanitario italiano, in ginocchio a causa dell’emergenza Coronavirus ancora in corso, problematizzando la questione sanitaria in una riflessione che include considerazioni economiche, sociali e politiche. Il lavoro culmina in un elenco di proposte per affrontare i problemi che affliggono il sistema sanitario e le sfide del prossimo futuro.

Il libro è reperibile su Amazon

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Lo sguardo dell’allievo sul mondo: il Liceo Artistico Ruggero II espone al Castello di Ariano Irpino

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Sarà inaugurata domani, sabato 21 maggio, alle 10.00, la mostra di pittura, scultura e ceramica del Liceo artistico dell’Istituto scolastico Ruggero II di Ariano Irpino. Patrocinata dal Comune di Ariano Irpino, la manifestazione è inserita tra gli eventi della rassegna Buongiorno ceramica organizzata dall’ Associazione Italiana Città della Ceramica. L’inaugurazione si svolgerà nella sala che ospita la mostra, all’interno del Castello Normanno di Ariano, alla presenza del Dirigente scolastico, ing. Massimiliano Bosco, del Sindaco di Ariano Irpino, Enrico Franza e dell’Assessora alle politiche giovanili, Veronica Tarantino.                                                                Per la prima volta, l’Istituto ha deciso di allestire una mostra con le creazioni dei giovani allievi-artisti e lo ha fatto con un taglio innovativo, sperimentale, orientato a creare un ponte tra le istituzioni, nel nome dell’arte e della creatività. Obiettivo della mostra, è presentare la creatività e la formazione artistica come elemento essenziale dell’identità del territorio e come risorsa intellettuale e sociale all’interno dei suoi processi di sviluppo. Il percorso espositivo ha un protagonista costante: lo sguardo dell’allievo sul mondo. Il presente con le sue forme e i suoi linguaggi, è la lente sulla quale si riflettono le riflessioni teoriche, le applicazioni tecniche, le costruzioni estetiche che si svolgono nelle aule. L’Istituto Ruggero II, organizzando la mostra ha voluto mostrare i frutti di un dialogo educativo che ha i suoi poli nel confronto tra una sintassi tecnica ed una riflessione linguistica ed estetica. I giovani allievi hanno dimostrato di essere non solo i destinatari di un messaggio formativo, ma i protagonisti attivi di un dialogo a più voci, un dialogo che si svolge in un contesto aperto ad accogliere e leggere le sollecitazioni del presente. Fortemente voluta dal Dirigente dell’ Istituto, ing. Massimiliano Bosco, la mostra si pone come un’ occasione nuova anche per indicare un modello di proficue e future forme di collaborazioni territoriali.                                                                                                 La cornice che accoglie l’evento è la più adatta a celebrare un’alleanza  siglata in nome della crescita del territorio. Le sale del Castello medievale di Ariano Irpino forniscono anche visivamente quella solida base di ancoraggio ad una storia antica e nobile, in grado di fornire ancora energia per il domani, solo se rinvigorita dall’energia del nuovo, della ricerca, dello slancio dello spirito e dalla forza della competenza.                                                                                La mostra sarà visitabile dal 21 al 29 maggio 2022, con il seguente orario: 10.00 – 13.00 e 16.00 – 18.00

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“Mennea Day”-Il Panathlon Club di Ariano Irpino ricorda il campione Pietro Mennea

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Il Panathlon Club di Ariano Irpino nella ricorrenza del settantesimo anno dalla nascita di Pietro Mennea propone l’incontro dal titolo “Mennea Day” che si terrà il giorno 21 maggio 2022 alle ore 10.00 presso l’auditorium dell’Istituto P.S. Mancini con il patrocinio del Comune di Ariano Irpino e con la collaborazione degli Istituti Mancini-Don Milani-Lusi-Croce oltre che della casa editrice Delta 3, al quale presenzierà il Governatore dell’Area 11 Campania, il Prof. Francesco Schilliró.
L’evento avrà inizio con i saluti della Presidente Lucia Scrima, del Governatore dell’Area 11 Campania Francesco Schilliró, dell’ On. Generoso Maraia e dell’Assessore Lucia Monaco. Interverranno Tiziana Aragiusto, Dirigente scolastico dell’Istituto Mancini, Marco De Prospo Dirigente scolastico dell’Istituto Don Milani e Silvio Sallicandro editore di Delta 3 Edizioni. Le conclusioni saranno affidate a Domenico Gambacorta, Consigliere Nazionale per le Aree interne.
Parteciperà altresì all’evento, Manuela Olivieri, moglie del compianto atleta.
Al termine dell’incontro gli alunni degli Istituti omaggeranno il grande atleta.
Il Panathlon intende così ricordare e presentare ai più giovani Pietro Mennea, il quale ha rappresentato e rappresenta per la storia sportiva italiana e mondiale un grande esempio di talento e tenacia. Un uomo che ha raggiunto livelli altissimi restando pur sempre legato alla propria terra di origine e ai valori che ne hanno poi fatto il campione che tutti ricordano.
Un atleta sempre vivo nella memoria insieme al suo immancabile dito verso il cielo, segno di riscatto, fede e immensa gratitudine per quei doni che la vita gli ha dato e che con grande umiltà ha saputo restituire al suo pubblico e a tutti coloro che lo hanno amato.

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