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Attualità

Rete territoriale sanitaria quasi inesistente: seri rischi nel controllo della pandemia

Antonio Bianco

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Conversazione con Marco D’Acunto, segretario della CGIL Funzione Pubblica Sanità e Mario Zazzaro, responsabile territoriale, sugli accordi tra ASL e centri privati accreditati, situazione dei lavoratori e Questione meridionale.

Che accordi ha sottoscritto la Regione Campania con i privati accreditati per prendere in carico pazienti Covid-19 e ridurre la pressione sulle strutture pubbliche?

D’Acunto: La Regione Campania, per porre un argine alla crisi sanitaria prodotta dal Coronavirus e alla scarsità dei posti letto in Terapia Intensiva, ha sottoscritto un accordo con l’AIOP e le ARIS, associazioni datoriali della categoria dei privati accreditati. Il contenuto economico era molto conveniente per queste strutture che avevano concordato una remunerazione pari al 95% del reddito prodotto nell’anno precedente, ridotto poi al 70%, oltre a 1.200 euro per ogni paziente Covid-19 preso in carico. Inoltre, la Regione doveva fornire sia i farmaci che i presidi indispensabili ad evitare la contaminazione ambientale e del personale. Se invece il paziente infetto non doveva essere ricoverato in Terapia Intensiva e proveniva da un’Ospedale pubblico, il privato accreditato avrebbe ricevuto la diaria giornaliera di 700 euro, mentre i presidi avrebbe potuto acquistarli, a prezzo di favore, tramite la So.Re.Sa., socio unico della Regione Campania e centrale d’acquisto dei prodotti destinati alle aziende sanitarie.

Quando è stata sospesa la riabilitazione nei Centri e quali precauzioni sono state adottate per prevenire i contagi del personale e dei pazienti?

Ogni attività è stata sospesa intorno a metà marzo, tranne quelle indifferibili, e i vari Centri hanno chiesto l’attivazione degli ammortizzatori sociali. Dal 9 aprile è iniziata una fase di controllo con il Decreto Dirigenziale n. 83, poco stringente sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, che riconosce la retribuzione dei lavoratori al 100% qualora non venissero utilizzati gli ammortizzatori sociali. Lo screening è iniziato in ritardo e il più delle volte gli operatori che si recavano presso il domicilio, erano informati verbalmente delle condizioni del paziente correlate al Covid-19, senza che fosse stato effettuato alcun test sierologico o tampone.

Lavorate in una situazione difficile per l’emergenza sanitaria: quali sono i rapporti con i datori di lavoro? Sono 14 anni che non viene rinnovato il contratto di lavoro da parte delle Associazioni dei centri accreditati AIOP e ARIS: quest’ultima fa capo agli istituti socio-sanitari religiosi, pur svolgendo mansioni del tutto equiparabili a quelli delle strutture pubbliche. I lavoratori percepiscono in media circa 150 euro in meno al mese. In Campania, sono state disattesele nostre ripetute richieste di un confronto tra i Sindacati, la Regione e gli imprenditori, allo scopo di definire nuove regole più stringenti sull’accreditamento e per contrastare il dumping contrattuale. Inoltre, si chiedeva l’applicazione dei Contratti Collettivi Nazionali sottoscritti dalle OO.SS. maggiormente rappresentative, al fine di impedire il dumping contrattuale, metodo con il quale i centri accreditati, applicano norme contrattuali meno favorevoli per il lavoratore. Per questo motivo, il 12 maggio abbiamo organizzato il flash mob in Piazza Plebiscito per denunciare tutte le mancanze dei datori di lavoro, incluso il contratto collettivo non rinnovato. Rivendichiamo pari dignità con il settore pubblico svolgendo un’attività essenziale ed insostituibile ed abbiamo proclamato lo sciopero nazionale per il 18 giugno.

Vi sono state ritorsioni nei confronti dei lavoratori che richiedevano maggior sicurezza sul posto di lavoro? Zazzaro:

La CGIL ha fatto precise richieste al datore di lavoro per l’adozione di misure di sicurezza e presidi, al fine di ridurre le possibilità di contagio: in tal modo abbiamo salvaguardato il lavoratore da probabili ritorsioni. Solo in un caso, una lavoratrice che aveva lamentato la scarsità di presidi e l’uso dello stesso presidio nell’arco della giornata (ricevono un kit di 6 guanti e mascherine settimanali con occhiali personali e senza visiera) è stata minacciata dal datore di lavoro e messa in ferie forzate per 2 mesi, pur non avendo maturato tale diritto.

Che peso hanno in Campania i Centri Privati Accreditati nel settore della riabilitazione?

Rilevante: in Campania a partire da Bassolino, il loro peso è diventato sempre più consistente, sino a raggiungere oggi la quota di circa il 90%. Un settore in netta espansione in cui le strutture pubbliche hanno perso fette consistenti di mercato, con una riduzione sia dei reparti che degli ambulatori. Ne ha risentito anche in modo rilevante l’assistenza territoriale affidata a cooperative con personale non sempre qualificato e che offrono al paziente quasi esclusivamente prestazioni in ADI, limitate a 30/35 minuti. Purtroppo la rete territoriale sanitaria è quasi inesistente e pone seri rischi anche nella fase di controllo della pandemia oggi in atto nel nostro Paese.

Sulla questione dell’autonomia regionale differenziata, la CGIL come pensa di difendere il Sud? Rispondono entrambi:

La CGIL è un grande Sindacato che ha posto come priorità, la difesa dei diritti, inclusi quelli di 21 milioni di cittadini residenti al Sud. Marco Esposito, giornalista de Il Mattino con il suo libro, “Zero al Sud”, ha denunciato le disparità oggi esistenti, senza dimenticare i vari studiosi e costituzionalisti, che ne hanno parlato. La CGIL ha trattato questo tema nel luglio dell’anno scorso e concorderà con le altre sigle sindacali, le iniziative finalizzate a porre ben in evidenza la Questione Meridionale, tema mai affrontato e risolto.

Attualità

Emergenza Covid in Irpinia-115 persone positive in provincia,6 casi ad Ariano

redazione

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L’Azienda Sanitaria Locale comunica su 1.554 tamponi effettuati sono risultate positive al COVID 115 persone:
– 3, residenti nel comune di Aiello del Sabato;
– 1, residente nel comune di Aquilonia;
– 6, residenti nel comune di Ariano Irpino;
– 2, residenti nel comune di Atripalda;
– 7, residenti nel comune di Avella;
– 12, residenti nel comune di Avellino;
– 4, residenti nel comune di Baiano;
– 1, residente nel comune di Candida;
– 1, residente nel comune di Capriglia Irpina;
– 1, residente nel comune di Cervinara;
– 1, residente nel comune di Cesinali;
– 1, residente nel comune di Forino;
– 2, residenti nel comune di Frigento;
– 8, residenti nel comune di Grottaminarda;
– 2, residenti nel comune di Lioni;
– 4, residenti nel comune di Manocalzati;
– 3, residenti nel comune di Mirabella Eclano;
– 6, residenti nel comune di Montecalvo Irpino;
– 3, residente nel comune di Monteforte Irpino;
– 1, residente nel comune di Montella;
– 1, residente nel comune di Montemarano;
– 3, residenti nel comune di Monteverde;
– 7, residenti nel comune di Montoro;
– 3, residenti nel comune di Moschiano;
– 3, residenti nel comune di Mugnano del Cardinale;
– 2, residenti nel comune di Pietradefusi;
– 3, residenti nel comune di Prata PU;
– 5, residenti nel comune di Quadrelle;
– 1, residente nel comune di Roccabascerana;
– 2, residenti nel comune di San Martino Valle Caudina;
– 1, residente nel comune di San Michele di Serino;
– 1, residente nel comune di San Sossio Baronia;
– 2, residenti nel comune di Santo Stefano del Sole;
– 1, residente nel comune di Savignano Irpino;
– 2, residenti nel comune di Senerchia;
– 1, residente nel comune di Serino;
– 1, residente nel comune di Sirignano;
– 8, residenti nel comune di Solofra;
– 1, residente nel comune di Taurano.
L’Azienda Sanitaria Locale ha avviato indagine epidemiologica sui contatti dei casi positivi.

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Giusta la protesta dei commercianti: la casta batta un colpo, mancano i ristori

Antonio Bianco

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Le scene di protesta dei ristoratori, commercianti e ambulanti attuate in Italia mostrano, ancor di più, l’inadeguatezza degli interventi economici dello Stato. I manifestanti hanno tenuto sotto assedio Montecitorio, protetta da un imponente cordone di polizia in tenuta antisommossa. Non si può rimanere indifferenti di fronte a scene che mostrano famiglie, anziani, giovani stanchi delle promesse non mantenute, dei ristori annunciati dall’attuale e dal precedente governo pervenuti con estrema lentezza. Non basta deliberare con il DPCM oppure con decreti legge per rendere operativi i ristori, occorre che siano varati i decreti attuativi tutt’ora mancanti e di là da venire. Senza i denari scatta la rivolta sociale, più volte i servizi segreti hanno dato l’allarme, la sofferenza sociale si è acuita per la mancanza di lavoro ed è resa ancora più cruda dalla pandemia. I commercianti non vivono d’aria, non si spengono come l’interruttore dell’illuminazione domestica, hanno la necessità di liquidità, spesso negata dalle banche e complicata dallo Stato con provvedimenti tardivi messi in campo dalla burocrazia lenta e macchinosa. Queste condizioni favoriscono la criminalità organizzata che offre prestiti immediati a tassi usurari finalizzati a sottrarre le imprese ai legittimi proprietari, spesso usate per il riciclaggio dei proventi illeciti. Il governo di unità nazionale, se vuole garantire la pace sociale, deve mettere in campo tutti gli strumenti giuridici e finanziari che assicurino la continuità del vivere civile di chi ha perso il lavoro per la chiusura delle imprese commerciali. Il Recovery Fund è una ghiotta occasione e non va sprecata, il Centro-Nord ne ha bisogno mentre è vitale per il Sud al fine di creare i 3 milioni di posti di lavoro necessari per mettere in moto il motore economico di questa area, oggi, la più povera dell’intera Eurozona. I tempi sono brevi, entro aprile vanno presentati i progetti ed il cronoprogramma di esecuzione dei lavori all’Europa per ricevere la prima tranche di finanziamenti. Ora o mai più vi sono le condizioni per far rinascere la coesione nazionale e dare la speranza a 20 milioni di Meridionali di essere cittadini italiani.

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GIORNATA NAZIONALE DONAZIONE ORGANI, AD AVELLINO ILLUMINATI PALAZZO DELLA PROVINCIA, LA PREFETTURA E LA FONTANA BELLEROFONTE

redazione

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11 aprile, Giornata Nazionale della Donazione di organi, tessuti e cellule: una preziosa occasione per portare l’attenzione della cittadinanza tutta su di un tema di tale rilievo umanitario e, quindi, per rammentare a ciascun cittadino la centralità della donazione degli organi, dei tessuti e delle cellule nella cura di patologia severe.

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