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Attualità

Regioni e Governo, coniugi separati in casa

Antonio Bianco

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I litigi fra le Regioni ed il Governo sono giornalieri, sembrano coniugi separati in casa, esasperati dalla lunga 

convivenza ed incapaci di offrire delle soluzioni equilibriate per uscire dalla catastrofe socio-economica indotta dalla pandemia. La riforma del titolo V della Costituzionale del 2001 ci ha regalato un Paese diviso in 20 piccole patrie impersonate dalle Regioni con poteri legislativi ampi e spesso confliggenti con lo Stato Centrale, liti che richiedono l’intervento della Corte Costituzionale. Scena più volte andata in onda in questi mesi a causa dei divieti imposti dallo Stato Centrale per contenere i contagi da Covid-19 e mal sopportati dalle Regioni (vedi caso Lombardia sulla dichiarazione di zona rossa) che si ritenevano ingiustamente penalizzate. La pandemia ha catalizzato i processi di sgretolamento della fragile unità nazionale, già compromessa dalla citata riforma, nata monca e senza che fossero attuati i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) finalizzati a ridurre il divario fra le due macro aree del Paese. Né si è provveduto ad erogare un adeguato fondo perequativo alle Regioni a minore fiscalità e con elevata disoccupazione, tutte presenti nel Meridione. Inoltre è stato disatteso il decreto legge n. 243/2016 convertito con la legge n. 18/2017, che assegna al Sud non meno del 34% delle risorse destinate alla spesa per gli investimenti. Si aggiunga che l’adozione del criterio della spesa storica per finanziarie i servizi pubblici avvantaggia il Nord e penalizza il Sud. Questo mix di elementi ha fatto sì che il Sud si sia spopolato e, negli ultimi 15 anni, circa 2 milioni di persone sono migrate verso il Nord Italia oppure all’estero. Inoltre la Questione Meridionale è stata depennata dall’agenda politica dei governi degli ultimi 20 anni, ed insieme ad essa l’arretratezza del Sud, oggi il territorio più sottosviluppato dell’UE, dal quale gli investitori esteri delocalizzano le loro attività industriali (vedi Whirlpool Napoli, Jabil di Caserta) in mancanza di servizi efficienti e ad elevata tecnologia. È solo una vaga promessa l’alta velocità, la digitalizzazione, gli ospedali ed i posti letto adeguati alla densità della popolazione. In questo contesto non meravigliano le dichiarazioni di Letizia Moratti, assessore alla sanità della Regione Lombardia, che proponeva la distribuzione del vaccino Covid 19 prioritariamente alle Regioni con il Pil più alto. Ricorre il teorema della locomotiva del Nord rimarcato in ogni intervento non solo dei leghisti e dal centro-destra ma anche dal centro- sinistra che, a parole, propone di destinare il 50% del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) al Sud senza che, però, vi siano progetti cantierabili, salvo la tratta ferroviaria ad alta/capacità Napoli-Bari che sarà completata entro il 2026. Senza il Sud l’Italia non riparte, ormai le promesse non bastano, bisogna passare ai fatti, i meridionali non possono essere trattati come stranieri in Patria.

Attualità

Emergenza Covid in Campania-Scuole chiuse fino al 14 marzo

redazione

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Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da
COVID-19.
Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978,
n.833 in materia di igiene e sanità pubblica e dell’art. 3 del decreto-legge 25 marzo
2020, n. 19. Disposizioni urgenti relative alle attività didattiche.

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Attualità

Emergenza Covid in Irpinia-In provincia 111 nuovi positivi, 3 casi ad Ariano

redazione

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L’Azienda Sanitaria Locale comunica che, su 1.157tamponi analizzati, sono risultate positive al COVID  persone 111 : (altro…)

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Attualità

Consiglieri di minoranza:” Nessuna risposta alle interrogazioni, serve una seduta di Question Time”

redazione

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I Consiglieri Comunali di minoranza, con una mozione protocollata questa mattina, e dopo aver presentato analoga richiesta, purtroppo inutilmente, alla Conferenza dei Capigruppo, sollecitano una seduta di Question Time al fine di dare risposta a decine di interrogazioni, presentate fin dal novembre 2020 e rimaste a tutt’oggi inevase: ciò che si pone in violazione del Regolamento Consiliare, che impone al Sindaco di rispondere alle interrogazioni entro 30 giorni o, in caso di urgenza, entro 10 giorni.

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