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Attualità

Progetti di utilità collettiva e Reddito di Cittadinanza, si parte

Federico Barbieri

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Decreto legge 4 /2019, che istituisce il Reddito di Cittadinanza, delinea la misura «fondamentale di politica attiva del lavoro a garanzia del diritto al lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, nonché diretta a favorire il diritto all’informazione, all’istruzione, alla formazione e alla cultura attraverso politiche volte al sostegno economico e all’inserimento sociale dei soggetti a rischio di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro».

Stampa e procedimenti giudiziari hanno portato alla luce indebite percezioni che hanno macchiato il senso vero della proposta sociale del provvedimento.

L’ISTAT il 16 giugno 2020, nel presentare il proprio Report sulla povertà in Italia 2019, ha dichiarato “dopo quattro anni di aumento, si riducono per la prima volta il numero e la quota di famiglie in povertà assoluta pur rimanendo su livelli molto superiori a quelli precedenti la crisi del 2008-2009”

L’ottica che ha partorito l’istituzione del RdC è ‘’guidare individui e famiglie verso l’affrancamento dalla condizione di povertà, assicurare l’accesso a servizi di qualità e a strumenti uniformi a livello nazionale, costruire progettualità innovative che accompagnino verso la piena inclusione sulla base delle esigenze e delle condizioni di ciascuno’’.

Allineata a questa visione la partecipazione ai PUC, i progetti utili alla collettività ai quali i beneficiari del Rdc sono chiamati a partecipare, attivati dal 17 luglio dello scorso 2020.

L’Osservatorio dell’Inps informa che nel mese di marzo 2021 sono state poco più di un milione le famiglie che hanno percepito il reddito, mentre i percettori della pensione di cittadinanza sono circa 1,1 milioni di famiglie, pari a 2,6 milioni di persone coinvolte di cui 662 mila minorenni. In relazione al primo trimestre del 2021, sono 1,5 milioni i nuclei che hanno percepito almeno una mensilità di reddito o pensione di cittadinanza, pari a 3,4 milioni di persone.

L’importo medio erogato è di 584 euro, il 60% delle famiglie percepisce un importo inferiore a 600 euro e l’1% un importo superiore a 1200 euro. L’86% delle prestazioni è erogato a cittadini italiani, il 9% a cittadini extra comunitari con permesso di soggiorno, il 4% a cittadini europei e l’1% a familiari di tutti i casi precedenti.

Questi i freddi numeri.

Ci sono realtà che indossano vesti aderenti al quotidiano ‘diverso’, realtà dove gli Enti Locali, i Consorzi Sociali, le figure professionali deputate (i Servizi Sociali) intercettano i percettori del sussidio.

Realtà che elaborando progetti di utilità collettiva, danno vita a condizioni nelle quali il percettore riacquista una dignità individuale e comunitaria, restituendo (con il proprio tempo e volontà di riscatto), in termini di impegno e acquisizione di competenze, quanto percepisce.

L’Ente Comune di Ariano Irpino, attraverso il coordinamento dell’Assessorato ai Servizi Sociali, in sinergia con l’Azienda Speciale Consortile (nell’ambito del Piano Sociale Ariano Irpino A1) che organizza e gestisce le Politiche Sociali dei Comuni aderenti, la disponibilità di Consiglieri Comunali e Dipendenti, ha prodotto 9 progetti approvati.

Stamane, nei locali del Museo della Ceramica, in Ariano Irpino, la conferenza stampa di presentazione dei progetti.

Gli onori di casa, come di competenza, al Sindaco Enrico Franza, visibilmente soddisfatto di partecipare l’avvio della ‘’collaborazione con i percettori del RdC che hanno mostrato entusiasmo a poter sentirsi utili alla Comunità’’.

L’Azienda Speciale Consortile, rappresentato dal delegato Dr. Augusto Morella, vede 29 Comuni aderenti. Dispone di un fondo dotato di circa 200 mila euro.

Alla nostra domanda ‘’I Progetti di Utilità Collettiva (acronimo PUC) sono stati elaborati e calati sulla platea di percettori oppure è stato propedeutico uno screening attitudinale degli stessi percettori?’’

L’Assessore Pasquale Molinario ha risposto ‘’Abbiamo chiesto ai Servizi Sociali di fornirci uno screening in termini di competenze, esperienze dei titolari di Reddito di Cittadinanza. Abbiamo, opportunamente, lavorato d’intesa sinergica’’.

Le Dottoresse Tiziana Di Maina e Rosanna Ruccio hanno, sinteticamente, informato sul delicato lavoro svolto affinché l’incontro tra competenze e impegno richiesto dalle progettualità sia il più produttivo possibile.

Abbiamo rilevato l’assenza di previsione su possibili interventi al ripristino, nel senso della fruizione visivi a visitatori, scolaresche, delle testimonianze storiche (e culturali) della località La Starza. Parliamo di ‘’AequumTuticum’’.

Il Sindaco, prendendo nota della nostra domanda/proposta, ha risposto che sarà oggetto di specifico progetto, riservandosi di parteciparlo agli organi di stampa nei tempi dovuti.

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