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Attualità

Meridione: la Sanità è da urlo

Antonio Bianco

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La misura è stracolma, fra balbettii e personaggi da tapiro d’oro, forse la Calabria avrà il Commissario alla Sanità. I Calabresi, come tutti i Meridionali, sono migranti in cerca di lavoro e di cure sanitarie tempestive persino per patologie meno gravi, persone prive dei diritti di cittadinanza, abbandonati al loro ingrato destino. Mi domando: di chi è la colpa! Dei Presidenti delle Regioni Meridionali, incluse le Isole, incompetenti e vocati ad arricchire le loro clientele?

Forse la verità ha multiforme sfaccettature e tira in ballo la Questione Meridionale mai messa a tema nell’agenda politica italiana, la modifica del Titolo V della Costituzione messa in atto nel 2001, riforma mai portata a compimento. Non sono stati definiti, infatti, i fabbisogni standard ed i Livelli Essenziali di Prestazioni (LEP), indispensabili ad uniformare i servizi pubblici sull’intero territorio Nazionale, né è stato finanziato per intero il fondo di perequazione da destinare ai territori con minore fiscalità nei quali ricadono tutte le Regioni del Sud.

La Sanità è inoltre attribuita, nella programmazione e nella gestione, in via esclusiva alle Regioni e la definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) avrebbe dovuto garantire cure appropriate e tempestive, a parità di condizioni, a tutti i cittadini italiani. Così non è stato, il Sistema Sanitario Regionale (SSR) si finanzia secondo criteri complessi a cui partecipa anche, e non solo, lo Stato Centrale. I parametri sono calibrati sul numero degli anziani (nelle Regioni del Sud si muore 3 anni prima del resto d’Italia), su parte dell’IVA che si trae dai consumi che nel Meridione sono più bassi a causa del reddito che è la metà di quello del Nord, sulle addizionali regionali, sul fondo di perequazione mai adeguato ai bisogni delle Regioni con minore fiscalità. Le diseguali risorse finanziarie tra i diversi territori della Penisola hanno fatto fallire la Sanità del Sud e, per rientrare dal disavanzo, si è provveduto all’accorpamento degli Ospedali, alla riduzione dei posti letto e, gioco forza, vi è stata un’elevata migrazione sanitaria descritta nel rapporto Svimez del 2018

Fatto che ha arricchito la Sanità del Nord (Lombardia attivo di 808 milioni di euro) e spezzato le gambe a quella del Sud (Campania passivo di 302 milioni di euro).

Ancora più grave è il silenzio della classe politica meridionale, regionale e parlamentare, asservita alle logiche dei Partiti nazionali che, senza batter ciglio, ha accettato le scelte della Conferenza Stato-Regioni che imponeva la riduzione dei diritti di 21 milioni di cittadini italiani in ambito Sanitario. Ciò portava con se l’errato teoria, in premessa e nei fatti, che versando molti denari nelle casse della locomotiva del Nord tutti ne avrebbero tratto giovamento, incluso il Sud. Siamo rimasti miseramente impantanati, ancor prima della Pandemia, nelle sabbie mobili dell’insignificante crescita del PIL.

La riduzione del personale, dovuta alle cause su descritte, è plasticamente evidenziata dallo schema sottostante. Le Regioni con popolazione simile hanno personale medico e di infermieri nettamente inferiore, con la conseguente impossibilità di attivare i posti letto nelle terapie intensive e nelle rianimazioni nate per accogliere gli ammalati da Covid-19.

Questa è la drammatica situazione che vive la Sanità del Sud, inclusa quella della Calabria e della Campania. dove si muore in casa senza assistenza Sanitaria in cerca della raccomandazione per trovare un posto letto in rianimazione.

È ora di cambiare passo, è ora di decidere se unificare l’Italia o dividerci come ha fatto la Cecoslovacchia. L’attuale classe politica, di maggioranza e di opposizione, non potrà guidare il cambiamento, va sostituita dai costituzionalisti, economisti, giornalisti la società civile che hanno fatto venire a galla lo scippo di Stato. Occorre la nascita di un nuovo soggetto politico che rappresenti le istanze del Meridione, diversamente il popolo del Sud sarà trattato sempre da straniero in Patria.

Attualità

Emergenza Covid in Irpinia-55 nuovi casi in provincia, ecco dove

redazione

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L’Azienda Sanitaria Locale comunica su 730 tamponi effettuati sono risultate positive al COVID 55 persone:

– 2, residenti nel comune di Altavilla Irpina,

– 7, residenti nel comune di Ariano Irpino,

– 5, residenti nel comune di Atripalda,

–  1, residente nel comune di Avella;

–  9, residenti nel comune di Avellino;

–  1, residente nel comune di Casalbore;

–  2, residenti nel comune di Cervinara;

– 1, residente nel comune di Flumeri;

– 1, residente nel comune di Forino;

– 1, residente nel comune di Lacedonia;

– 1, residente nel comune di Marzano di Nola;

– 1, residente nel comune di Mercogliano;

– 3, residenti nel comune di Monteforte Irpino;

– 1, residente nel comune di Montella;

– 1, residente nel comune di Montemarano;

– 3, residenti nel comune di Montemiletto;

– 1, residente nel comune di Montoro;

– 1, residente nel comune di Quindici;

– 3, residenti nel comune di Rotondi;

– 1, residente nel comune di Santo Stefano del Sole;

– 1 , residenti nel comune di Serino;

– 1, residente nel comune di Sirignano;

– 4, residenti nel comune di Solofra;

– 1, residente nel comune di Sperone,

– 1, residente nel comune di Taurano,

– 1, residente nel comune di Vallesaccarda.

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Attualità

il 9 dicembre è convocato il Consiglio Comunale in diretta streaming

redazione

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Il Presidente del Consiglio Comunale di Ariano Irpino, Luca Orsogna, ha convocato il Civico Consesso per mercoledì   9  dicembre alle ore 18,00, con il seguente Ordine del Giorno:

Emergenza Covid e tutela del Presidio Ospedaliero di Ariano Irpino. Presa d’atto documento emendato.

Linee programmatiche di mandato 2020/2025.

La seduta consiliare sarà trasmessa  in diretta streaming sulla pagina Facebook ufficiale del Comune di Ariano Irpino e sul sito http://consigli.cloud/arianoirpino/Index.aspx

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Attualità

Irpinia, nasce E-rpinia l’e-commerce di vendita di prodotti enogastronomici

redazione

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Un sito che ha come obiettivo principale quello di valorizzare i prodotti delle piccole e medie imprese del territorio.      (altro…)

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