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Cronaca

Maxi-sequestro ad Ariano di fuochi pirotecnici.

redazione

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Con l’approssimarsi delle feste di fine anno si verifica il maggior numero di incidenti, talvolta mortali, provocati dall’abitudine di accendere petardi e fuochi d’artificio anche illegali.

Nell’ambito dei controlli disposti dal Comando Provinciale di Avellino nel settore della produzione e vendita di fuochi pirotecnici, i militari della Compagnia di Ariano Irpino hanno individuato un’attività commerciale dell’arianese ove rinvenivano ben 200 kg. di materiale pirotecnico destinato alla vendita in occasione delle imminenti festività. I fuochi pirotecnici, per un valore di circa 15mila euro, rientranti nella categoria su cui vi è assoluto divieto di vendita, sono stati sottoposti a sequestro.

Per il 58enne titolare dell’attività commerciale è dunque scattata la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Benevento. I controlli da parte dei Carabinieri continueranno con grande impegno al fine di garantire serene festività alla comunità e contrastare gli illeciti in questo specifico settore.

Per contenere il numero di vittime di questo tipo di incidenti, ogni anno l’Arma dei Carabinieri promuove una campagna di sensibilizzazione e informazione rivolta soprattutto ai più giovani, ma non solo. L’uso incauto dei fuochi d’artificio del genere legale può produrre lesioni gravi, come ustioni al viso e alle mani, e danni alla vista, l’uso invece di artifizi  pirotecnici del genere illegale, in considerazione della loro elevata potenza (al loro interno si trova una miscela esplosiva realizzata con clorato e/o perclorato di potassio, con l’aggiunta di alluminio) può provocare danni anche peggiori. L’attivazione di fuochi illegali determina infatti esplosioni di notevole intensità e di elevata dannosità e talvolta può dar luogo anche alla perdita totale di arti, dell’udito e della vista. In varie operazioni di sequestro l’involucro di questi fuochi illegali è risultato essere di plastica e ciò ne fa aumentare ancor più il pericolo, per la frammentazione di schegge non rilevabili ai raggi x, che ne equiparano gli effetti ad una bomba da guerra. Inoltre un rischio maggiore deriva dall’uso di “botti”, prodotti prevalentemente in oriente, venduti a basso costo e senza etichette, che spesso manifestano un’esplosione anticipata o addirittura lo scoppio della batteria senza far partire un solo colpo.

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