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Maraia (M5S):” Si intervenga urgentemente per garantire il servizio idrico”

redazione

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Nonostante l’emergenza Covid-19 ancora in atto e la necessita di rispettare le prescrizioni igieniche per contrastare la diffusione del virus, ormai da due mesi in una vasta area della provincia di Avellino e in alcuni Comuni della provincia di Benevento si verificano disservizi e sospensioni del servizio idrico durante le ore notturne.

Tra i Comuni interessati dai disservizi c’è anche Ariano Irpino, città che ha particolarmente sofferto le fasi più dure dell’emergenza Covid tanto da essere dichiarata Zona Rossa dalla Regione Campania per 38 giorni. Una situazione tanto più inaccettabile se si considera che i cittadini continuano a pagare tariffe molto alte, decisamente sproporzionate se rapportate alla cattiva qualità del servizio erogato dalla società Alto Calore Servizi.

Allo stato attuale, inoltre, c’è il rischio di nuove interruzioni del servizio idrico con ripercussioni gravi sui cittadini a causa delle condizioni finanziarie e patrimoniali di alcuni gestori del servizio pubblico. Una situazione non più sostenibile, che va risolta al più presto.

Per questo motivo ho inviato a al Commissario straordinario del Comune di Ariano Irpino, al Prefetto di Avellino, al Presidente De Luca, al Sottosegretario Sibilia e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti una richiesta di intervento urgente per la persistente crisi idrica e garantiscano le condizioni igieniche necessarie soprattutto in questo momento di emergenza.

Mi auguro che si decida di intervenire velocemente in due direzioni: da un lato intervenendo direttamente sull’Alto Calore Servizi per mettere fine alle sospensioni della fornitura di acqua, dall’altro predisponendo un piano di intervento per la fornitura di acqua tramite autobotti alle zone interessate dalle interruzioni del servizio.

Non si possono trascurare le forti criticità connesse alla gestione dell’ordine pubblico ed al rispetto delle stesse prescrizioni igieniche, in quanto la mancanza di acqua nelle abitazioni potrebbero spingere la popolazione al compimento di azioni dettate dall’esasperazione sociale.

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Verso le Regionali – Maria Elena De Gruttola inaugura il Comitato Elettorale

redazione

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Venerdì 7 agosto 2020 alle ore 19 ad Ariano Irpino verrà inaugurato il comitato elettorale della candidata al (altro…)

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I vincitori dell’ottava edizione dell’Ariano International Film Festival

redazione

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LA MAGIA DEL CINEMA E LA FORZA DELLA CULTURA … I MOTORI PER LA RIPARTENZA” (altro…)

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I Meridionali: delinquenti abituali

Antonio Bianco

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È incredibile, il giornalista professionista Daniele Martinelli ha espresso idee datate e prive di senso logico.

Questi i fatti.

I reati commessi dai carabinieri di Piacenza ed il sequestro della caserma hanno fatto scatenare il nostro prode eroe che in un commento su facebook scriveva: Va però ribadito che la predisposizione a delinquere e a fare del male è solitamente propria di chi nasce, cresce e si forma al Sud”. Parole inqualificabili e razziste che ripropongono le teorie di Cesare Lombroso, mandate al macero dalla storia, prive di contenuto scientifico, indegne di un giornalista, frutto dell’ignoranza. Meraviglia il silenzio dei media e di tutti i Partiti, incluso il M5S, che ha avuto ampi consensi elettorali ed ha eletto una moltitudine di Parlamentari meridionali, incluso Di Maio, reputati da Daniele Martinelli, “delinquenti abituali” essendo nati e cresciuti al Sud.

Silenzio eloquente che mostra, ancor di più, il pregiudizio atavico nei confronti dei Meridionali additati come la “razza maledetta”, Parole e pensieri già ampiamente espresse in altre occasioni da Feltri “[…] Perché mai dovremmo andare in Campania? A fare i parcheggiatori abusivi? I meridionali in molti casi sono inferiori […]”; e da Zaia “[…] mezza Italia è fatta di cialtroni e fannulloni […]”.

Gli apprendisti stregoni soffiano sul fuoco e dimenticano che le parole sono pietre che possono evocare il nemico con conseguenze inimmaginabili sull’amalgama della comunità italiana, caratterizzata da stridenti disparità socio-economiche che rendendo l’Italia una Nazione disunita e disuguale.

Disparità mai sanata, mai messa in discussione dalla miope classe politica Nazionale ed aggravata da quella locale, assoggettata supinamente agli interessi del Nord che, sin ad oggi, ha sacrificato i diritti di cittadinanza di 21 milioni di persone residenti nel Sud. Fatti messi in luce dallo Svimez che stigmatizza una realtà da esodo biblico. Negli ultimi 15 anni, infatti, circa 2 milioni di persone, la metà giovani ricompresi fra 15 e 34 anni, hanno abbandonato il Meridione e 800 mila non vi hanno più fatto ritorno.

Tutto ciò è inaccettabile, sia l’imminente campagna elettorale per le regionali e le comunali il palcoscenico per riaccendere i riflettori sullo scippo di risorse umane e finanziarie praticato nei confronti del Meridione. Chi tace è connivente ed accetta le pretese secessioniste delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Non basta dichiarare di voler il bene della comunità in cui si vive, occorrono fatti non parole: “[…] A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca […]” (Don Lorenzo Milani).

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