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Attualità

Italia – 160 anni di un Paese diviso e sperequato

Antonio Bianco

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L’Italia ha spento il 17 marzo le candeline per i 160 anni di Unità Nazionale. Il Presidente della Repubblica Mattarelladurante la celebrazione dell’evento elogia lo spirito di coesione mostrato durante l’emergenza sanitaria e pone l’accento sulla condivisione delle scelte democratiche fatte dal popolo italiano. Belle parole, pura retorica con il richiamo a valori sepolti nella polvere di una ex Nazione, divisa in 20 piccole patrie, che sono in competizione fra loro ma anche con lo Stato Centrale. L’esempio plastico è fornito dalla gara sulla quantità di vaccini iniettati, ogni presidente di Regione si vanta della propria capacità organizzativa, da lodare ed incentivare, senza, però, avere una visione di insieme, ognuno guarda nel proprio orticello e gli altri possono andare a farsi benedire. In questo contesto di federalismo competitivo e non cooperativo si inseriscono le scelte del Veneto presieduto da Zaia, con il voto favorevole del PD, che hanno invitato Draghi a rivedere i criteri di assegnazione delle risorse del Recovery Fund programmati dal precedente governo. Fondi assegnati al Meridione nella misura del 65% reputata eccessiva in quanto danneggia le Regioni virtuose del Veneto, della Lombardia e dell’Emilia Romagna, che trainano il mal ridotto vagoncino del Sud. Tale tesi sarebbe suffragata dal fatto che il Meridione ha scarsa capacità di spesa dei fondi messi a disposizione dall’UE. Identico concetto è stato espresso dal ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti nell’audizione alla commissione attività produttive del 17 marzo. Nemmeno velatamente ha fatto intendere che i progetti non possono rimanere sulla carta ma devono tendere al recupero della produttività. Inoltre non sono ammessi errori o ritardi nella presentazione dei progetti per i fondi di coesione relativi al recupero del divario regionale. In poche parole, il Sud non sa spendere i soldi erogati dall’Europa, allora diamoli al Nord virtuoso. Nessun cenno sul mancato turnover del personale negli Enti Locali di questa area del Paese. Parole inaccettabili espresse da un ministro della repubblica che dovrebbero essere attentamente vagliate da Draghi. Si dovrebbe rimettere al centro del dibattito politico la perequazione delle due macro aree al fine di garantire la transizione ecologica e digitale nonché la coesione territoriale. Draghi presiede il governo di unità Nazionale nel quale alberga la volontà di dividere il Paese espressa, a più riprese, dai leghisti e mai smentita, con i fatti, dal PD. L’UE ha destinato al Meridione il 65% delle risorse del Recovery Fund in quanto è un’area sottosviluppata essenziale per il rilancio economico dell’Italia e piattaforma strategica per gli scambi commerciali nel Mediterraneo con l’Africa e l’Asia. Se Draghi ed il suo governo tradiranno questo mandato hanno spergiurato sulla Costituzione.

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L’Alto Calore sospende l’erogazione idrica per rottura condotta adduttrice

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L’Alto Calore Servizi ha comunicato che, a causa di rottura della condotta adduttrice in agro di Castelfranci in data odierna martedì 26 ottobre 2021, è sospesa l’erogazione idrica. (altro…)

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Covid in Irpinia-5 persone positive in provincia

redazione

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L’Azienda Sanitaria Locale comunica su 138 tamponi effettuati sono risultate positive al COVID 5 persone:

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Ad Ariano Irpino 27 ottobre, intervento di derattizzazione

redazione

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Il Comune di Ariano Irpino informa la cittadinanza che mercoledì 27 ottobre 2021,  è previsto un intervento di derattizzazione  su tutto il territorio  comunale.

Le operazioni di derattizzazione  avranno inizio dalle ore 7  in poi.

L’intervento di bonifica ambientale sarà realizzato, come di consuetudine, da un’impresa incaricata dall’Asl, con la collaborazione ed il controllo del personale comunale.

E’ importante  che  la popolazione osservi le seguenti precauzioni:

tenere, in quelle ore, le finestre chiuse;

non lasciare alimenti sui balconi;

evitare di stendere i panni all’esterno;

non circolare e fermarsi nelle aree trattate per tutto il periodo delle operazioni;

non rimuovere le esche ratticide dai luoghi ove sono state disposte.

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