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Attualità

Informazione e correttezza – Intervista al dottor Luigi Pasquale Direttore dell’Unità di Gastroenterologia – Endoscopia Digestiva

Federico Barbieri

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Arianonews24 si è distinto, in quanto organo di informazione on-line, per la filosofia, lo spirito e l’etica applicati al servizio che offre: dare notizie.

Il 28 giugno ha pubblicato, come altre testate, la notizia del decesso di un 32enne ( E.G.) avvenuto qualche giorno dopo le dimissioni dal plesso ospedaliero ‘’S. Ottone Frangipane‘’ di Ariano Irpino.

Abbiamo raggiunto il Direttore dell’Unità di Gastroenterologia – Endoscopia Digestiva, Dottor Luigi Pasquale il quale ha scelto di affidare a noi il dispiacere per un certo modo di fare informazione.

Prego Dottor Pasquale..

Avverto l’esigenza, nella qualità di Direttore dell’Unità, di correggere notizie pubblicate su alcuni organi di stampa, alcuni on line, a tutela dell’intero Reparto da me diretto. Notizie in relazione al decesso di cui alla premessa da lei opportunamente esplicata.

Vuole chiarire in cosa lei ritiene lesive le notizie pubblicate al riguardo?

Certo. I titoli e il corpo delle notizie apparse sui giornali mettono in correlazione la morte del giovane all’ accertamento esofagogastroduedenoscopico effettuato nel nosocomio Arianese e, specificamente, nel reparto che dirigo.

La Magistratura ha disposto un’indagine al fine di chiarire le cause del decesso. Corrisponde al vero?

Vero e nel rispetto del lavoro della Magistratura e del segreto dell’indagine avviata, avverto il dovere morale e professionale di fare delle precisazioni, al fine di ricondurre a una corretta informazione la notizia riportata da una parte della stampa locale.

Se intuisco, lei vuole specificare i termini fattuali della vicenda e i rapporti intercorsi tra il paziente e l’Ospedale ‘’Frangipane’’. Giusto?

Proprio così. Il paziente ha fatto accesso in ospedale in data 29 maggio 2020 ed è stato dimesso in giornata. Una seconda volta in data 15 giugno 2020, giorno in cui è stato sottoposto, su richiesta, ad accertamento diagnostico EGS nel reparto che dirigo e dimesso in giornata dai sanitari che lo avevano in valutazione. Ha fatto accesso una terza volta in data 19 giugno 2020, giorno in cui è avvenuto il decesso.

Tra l’esame diagnostico del 15 giugno e il decesso vi è mera successione temporale, con intervallo di alcuni giorni, che non consente in alcun modo di ipotizzare correlazione sul piano causale. Cosa che con spregiudicata superficialità è stata diffusa da certa stampa.

Prendiamo atto del suo chiarimento. Il sospetto instillato dalle pubblicazioni appanna un Reparto della struttura sanitaria di II livello DEA. C’è stata, da parte della Dirigenza Amministrativa e/o Sanitaria dell’ASL una presa di posizione al riguardo?

L’Autorità più titolata sarebbe stata la Direzione Sanitaria. Comunque alcuna dichiarazione è stata emessa.

Salutiamo il Dottor Luigi Pasquale-Direttore Unità di Gastroenterologia e Endoscopia Digestiva-Ospedale ‘’O. Frangipane’’-Ariano Irpino, Presidente della Società Italiana di Endoscopia Digestiva, confermando che torneremo sul caso quando sarà reso noto l’esito autoptico.

Attualità

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I Meridionali: delinquenti abituali

Antonio Bianco

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È incredibile, il giornalista professionista Daniele Martinelli ha espresso idee datate e prive di senso logico.

Questi i fatti.

I reati commessi dai carabinieri di Piacenza ed il sequestro della caserma hanno fatto scatenare il nostro prode eroe che in un commento su facebook scriveva: Va però ribadito che la predisposizione a delinquere e a fare del male è solitamente propria di chi nasce, cresce e si forma al Sud”. Parole inqualificabili e razziste che ripropongono le teorie di Cesare Lombroso, mandate al macero dalla storia, prive di contenuto scientifico, indegne di un giornalista, frutto dell’ignoranza. Meraviglia il silenzio dei media e di tutti i Partiti, incluso il M5S, che ha avuto ampi consensi elettorali ed ha eletto una moltitudine di Parlamentari meridionali, incluso Di Maio, reputati da Daniele Martinelli, “delinquenti abituali” essendo nati e cresciuti al Sud.

Silenzio eloquente che mostra, ancor di più, il pregiudizio atavico nei confronti dei Meridionali additati come la “razza maledetta”, Parole e pensieri già ampiamente espresse in altre occasioni da Feltri “[…] Perché mai dovremmo andare in Campania? A fare i parcheggiatori abusivi? I meridionali in molti casi sono inferiori […]”; e da Zaia “[…] mezza Italia è fatta di cialtroni e fannulloni […]”.

Gli apprendisti stregoni soffiano sul fuoco e dimenticano che le parole sono pietre che possono evocare il nemico con conseguenze inimmaginabili sull’amalgama della comunità italiana, caratterizzata da stridenti disparità socio-economiche che rendendo l’Italia una Nazione disunita e disuguale.

Disparità mai sanata, mai messa in discussione dalla miope classe politica Nazionale ed aggravata da quella locale, assoggettata supinamente agli interessi del Nord che, sin ad oggi, ha sacrificato i diritti di cittadinanza di 21 milioni di persone residenti nel Sud. Fatti messi in luce dallo Svimez che stigmatizza una realtà da esodo biblico. Negli ultimi 15 anni, infatti, circa 2 milioni di persone, la metà giovani ricompresi fra 15 e 34 anni, hanno abbandonato il Meridione e 800 mila non vi hanno più fatto ritorno.

Tutto ciò è inaccettabile, sia l’imminente campagna elettorale per le regionali e le comunali il palcoscenico per riaccendere i riflettori sullo scippo di risorse umane e finanziarie praticato nei confronti del Meridione. Chi tace è connivente ed accetta le pretese secessioniste delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Non basta dichiarare di voler il bene della comunità in cui si vive, occorrono fatti non parole: “[…] A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca […]” (Don Lorenzo Milani).

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