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Attualità

IL CALCIO SANNITA TORNA IN SERIE A

Federico Barbieri

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Il Benevento, squadra campana allenata da Pippo Inzaghi, è promosso in Serie A con sette giornate di anticipo sulla fine del campionato di Serie B.

La certezza matematica l’ha data il successo per 1-0 nel derby regionale contro la Juve Stabia. Il gol passaggio di categoria è opera di Sau al 26′ st.

La città Sannita si è risvegliata promossa nella massima serie e ha indossato i colori giallorosso dopo aver smaltito una lunga notte di festeggiamenti: migliaia i tifosi scesi in piazza, fuochi d’artificio, fumogeni, clacson e caroselli di auto. Quattro minibus con a bordo i calciatori hanno attraversato le strade della città.

Molti tifosi hanno festeggiato con compostezza, (il sindaco di Benevento Clemente Mastella e il presidente della società calcistica Oreste Vigorito hanno invitato alla prudenza). Altri hanno scelto (emulando i tifosi napoletani per la conquista della Coppa Italia e a Liverpool per la vittoria del campionato inglese) di scendere in strada. Pippo Inzaghi, tecnico della squadra, comincerà a pensare al doppio confronto con il fratello Simone (guida tecnica della Lazio).. Benevento e il Sannio hanno festeggiato la notte della Strega con gioia e passione. A Telese, Montesarchio e in numerosi altri comuni, i caroselli d’auto si sono svolti fino alle prime luci del mattino. Nella città capoluogo locali aperti fino alle prime luci dell’alba. Alla società di Vigorito sono giunti gli auguri e i complimenti dai tanti sanniti, entusiasti, che vivono e lavorano in Italia e nel mondo. Negli Stati Uniti, in particolare: la comunità italiana e sannita di New York ha festeggiato il ritorno in serie A della Strega, il montesarchiese “Pisillo”, celebre per i suoi panini apprezzati a Manhattan e il sindaco Bill De Blasio, ha proposto il panino “StregA”. Per una notte Benevento e il Sannio uniti nell’urlo “Grazie Benevento”. 

Un esempio di serietà e sapienza che rende lustro al Sud: 76 punti conquistati in 31 gare, share di 23 vittorie, 7 pareggi e 1 sconfitta. 56 le reti fatte, 15 subite (difesa meno perforata..). Il distacco dalla seconda in classifica è di 24 punti a meno 7 gare dalla fine del campionato.

Da sportivi campani ci uniamo alla gioia dei giallorossi complimentandoci per la raggiunta serie A, dando merito alla programmazione, alla gestione di tempi e organizzazione tecnica.

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Attualità

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Venerdì 7 agosto 2020 alle ore 19 ad Ariano Irpino verrà inaugurato il comitato elettorale della candidata al (altro…)

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I vincitori dell’ottava edizione dell’Ariano International Film Festival

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LA MAGIA DEL CINEMA E LA FORZA DELLA CULTURA … I MOTORI PER LA RIPARTENZA” (altro…)

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I Meridionali: delinquenti abituali

Antonio Bianco

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È incredibile, il giornalista professionista Daniele Martinelli ha espresso idee datate e prive di senso logico.

Questi i fatti.

I reati commessi dai carabinieri di Piacenza ed il sequestro della caserma hanno fatto scatenare il nostro prode eroe che in un commento su facebook scriveva: Va però ribadito che la predisposizione a delinquere e a fare del male è solitamente propria di chi nasce, cresce e si forma al Sud”. Parole inqualificabili e razziste che ripropongono le teorie di Cesare Lombroso, mandate al macero dalla storia, prive di contenuto scientifico, indegne di un giornalista, frutto dell’ignoranza. Meraviglia il silenzio dei media e di tutti i Partiti, incluso il M5S, che ha avuto ampi consensi elettorali ed ha eletto una moltitudine di Parlamentari meridionali, incluso Di Maio, reputati da Daniele Martinelli, “delinquenti abituali” essendo nati e cresciuti al Sud.

Silenzio eloquente che mostra, ancor di più, il pregiudizio atavico nei confronti dei Meridionali additati come la “razza maledetta”, Parole e pensieri già ampiamente espresse in altre occasioni da Feltri “[…] Perché mai dovremmo andare in Campania? A fare i parcheggiatori abusivi? I meridionali in molti casi sono inferiori […]”; e da Zaia “[…] mezza Italia è fatta di cialtroni e fannulloni […]”.

Gli apprendisti stregoni soffiano sul fuoco e dimenticano che le parole sono pietre che possono evocare il nemico con conseguenze inimmaginabili sull’amalgama della comunità italiana, caratterizzata da stridenti disparità socio-economiche che rendendo l’Italia una Nazione disunita e disuguale.

Disparità mai sanata, mai messa in discussione dalla miope classe politica Nazionale ed aggravata da quella locale, assoggettata supinamente agli interessi del Nord che, sin ad oggi, ha sacrificato i diritti di cittadinanza di 21 milioni di persone residenti nel Sud. Fatti messi in luce dallo Svimez che stigmatizza una realtà da esodo biblico. Negli ultimi 15 anni, infatti, circa 2 milioni di persone, la metà giovani ricompresi fra 15 e 34 anni, hanno abbandonato il Meridione e 800 mila non vi hanno più fatto ritorno.

Tutto ciò è inaccettabile, sia l’imminente campagna elettorale per le regionali e le comunali il palcoscenico per riaccendere i riflettori sullo scippo di risorse umane e finanziarie praticato nei confronti del Meridione. Chi tace è connivente ed accetta le pretese secessioniste delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Non basta dichiarare di voler il bene della comunità in cui si vive, occorrono fatti non parole: “[…] A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca […]” (Don Lorenzo Milani).

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