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Emergenza Covid-19 Tutto non può tornare come prima

Antonio Bianco

Pubblicato

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Tutto tornerà come prima …è la frase ricorrente, un loop incessante, un mantra per esorcizzante il nemico invisibile che ha soffocato la vitalità dell’umanità intera. Siamo rinchiusi nei rifugi domestici, impauriti, angosciati e privati di ogni certezza continuiamo la quarantena e ripetiamo “tutto tornerà come prima”.

Vogliamo per davvero che tutto ritorni come prima? Ne siamo sicuri?

Negli ultimi 10 anni circa 200 mila giovani hanno lasciato il Sud, persone altamente qualificate che sono andate al Nord oppure all’estero. Un danno irreversibile che non potrà essere colmato da chi rimare in quanto privo delle competenze indispensabili per far ripartire l’economia.

Ogni anno il 20-25% dei diplomati si iscrive nelle Università del Nord sottraendo al Sud capitale umano e finanziario legato alla minore offerta formativa presente nel Meridione, con susseguente riduzione del PIL pari al 2-3% a favore dei territori del Nord.

Non basta.

I soldi per la spesa pubblica allargata non vengono ripartiti secondo la consistenza della popolazione (al Sud il 34% al Nord il 65%) ma secondo il criterio della spesa storica. Ciò che attribuisce al Nord, dotato di migliori servizi (asili nido, assistenza disabili ed anziani, trasporti, alta velocità) risorse aggiuntive di 63 miliardi annui come se avesse una popolazione del 72% con un conseguente trasferimento di maggiori risorse finanziarie. Il dato degli ultimi 4 anni è di 250 miliardi di euro.

Ancora, se tutto tornasse come prima, secondo la ricerca del Prof. Marco Ascione, pubblicata dall’Eurispes dal 2000, (riforma del Titolo V della Costituzione sul federalismo) sino al 2017 sono stati scippati al Sud, applicando il criterio della spesa storica, 840 miliardi.

Tranquilli, l’elenco continua.

Ogni anno, per curare le varie patologie, circa 200 mila persone si spostano verso il Nord che vede il suo PIL incrementato, del 2-3% con equivalente riduzione per il SUD.

I posti letto al Sud sono il 2,3 per ogni mille abitanti. Al Nord, invece, sono intorno al 6 per mille abitanti.

I dati indicati, sono citati in altri miei articoli, sono consultabili dal sito dello Svimez, dell’Eurispes, dell’ISTAT, nonché dal libro best seller “Zero al Sud” di Marco Esposito, giornalista del Mattino. Mi fermo.

È il Paese dei due pesi e due misure, iniquo e sperequato, che dirotta ingenti risorse finanziarie al Centro-Nord sottraendole a 40 milioni di persone, privati dei diritti di cittadinanza.

Se tutto tornasse come prima, nulla cambierebbe. Permarrebbero le identiche incolmabili differenze socio-economiche che hanno spopolato il Meridione e bloccato l’economia italiana, quasi stagnate prima dell’epidemia, oggi con il PIL ridotto a – 8%.

Non perdiamo questa occasione. È tempo di far risorgere la Questione Meridionale. Senza investimenti in opere pubbliche nel Meridione l’Italia non riparte.

Tutto non può tornare come prima.

Buona Pasqua

#iorestoacasa

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