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Emergenza Covid-19 Romina Iannuzzi: “Siamo in prima linea, ma la Direzione Generale ASL, ignora le nostre istanze”

Federico Barbieri

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Segretario Provinciale NurSind, Romina Iannuzzi, lavora presso l’UTIC (Unità terapia intensiva coronarica) della Casa di Cura Montevergine (AV).

Cos’è il Nursind?

È il primo sindacato della nostra categoria, di rilevanza nazionale, nato per tutelare i diritti del personale infermieristico che non trova tutela nelle grandi sigle sindacali generaliste.

Il Nursind non ha sottoscritto l’ultimo contratto della Sanità: in altre parole ci siamo rifiutati di firmare un contratto penalizzante per la categoria infermieristica, ed oggi più che mai, si è rivelata la scelta giusta: grazie a quel contatto ora gli infermieri sono al fronte per 1.500 euro.

L’infermiere oggi è un professionista laureato e con importanti percorsi post laurea, obbligato agli ECM, obbligato (Legge n. 24 dell’8 marzo 2017, comma 3 art. 10) a stipulare un’assicurazione per la responsabilità professionale per la rivalsa per colpa grave e rappresentato istituzionalmente da Ordini professionali. Ciononostante, il suo inquadramento contrattuale non ne tiene conto: il contratto non è adeguato ai tempi. Riteniamo necessaria una seria innovazione perché sia riconosciuta la valenza della professione infermieristica (e in generale di tutte le professioni sanitarie).

Si presenta così la rappresentante degli infermieri, che stanno pagando un costo elevato alla lotta contro le degenerazioni causate dalle reazioni all’infezione da Sars-Cov2. Uno dei problemi evidenziati dalla pandemia, è la comunicazione tra i vari livelli delle istituzioni. Confermi?

Per quanto ci riguarda, anche prima era disagevole dialogare, soprattutto con la Direzione Generale della ASL; ancora oggi nessuna risposta alle nostre reiterate istanze. Diversamente dalla Direzione Generale del Moscati, che non si è mai sottratta al dialogo.

Un aspetto, un grido d’allarme, richieste di aiuto per la mancanza dei DPI (dispositivi di protezione individuale): solo operazioni mediatiche?

La Sanità in Italia è allo sbando, la regionalizzazione è stata utilizzata in un’ottica imprenditoriale: contenere i costi/incrementare i profitti. Il personale sanitario ha affrontato la tragedia del contagio senza armi. Nei reparti/trincea, i Covid, si è andati avanti grazie alle donazioni. Lo Stato ha mostrato i primi segnali di “stima” attraverso i vari DPCM emanati, che hanno imposto la deroga all’orario massimo giornaliero fino a portarlo a 12 ore per turno; ci è stato detto che bastava la mascherina chirurgica per proteggerci, fino a consentire l’utilizzo di mascherine senza marchio CE, i famosi panni Swiffer per intenderci. Stessa cosa per i tamponi: all’inizio venivano effettuati soltanto in presenza di sintomi. Una scelta infelice, che ha favorito il contagio tra il personale e i pazienti: il personale sanitario è così diventato il veicolo di trasmissione del virus. Un pensiero affettuoso doveroso va ai tanti, troppi infermieri, medici, personale del Servizio 118, che hanno pagato con la vita il loro impegno. Ai tanti, troppi, contagiati.

Anche nel Moscati di Avellino? Al Frangipane di Ariano Irpino?

Certo! La scelta si è protratta verso i nuovi ingaggiati (medici e infermieri): immessi al lavoro senza un preventivo screening per Covid-19 e senza alcuna formazione.

La situazione odierna, per quanto le risulta?

I ricoveri per patologie diverse sono calati, l’attenzione dei plessi è focalizzata sui pazienti Covid. Al Moscati è da qualche giorno operativo il padiglione Alpi, del tutto staccato dal plesso centrale, avviato però con troppa fretta, e i lavoratori già stanno segnalando numerose criticità. Speriamo che l’apertura del Covid Hospital aiuti la ripresa ottimale del quotidiano. Riscontriamo sin dall’inizio di questa epidemia la totale assenza dell’ASL sul territorio, ci risulta che alcuni medici di Medicina Generale lamentano la mancanza di DPI e pertanto ancora rifiutano di visitare pazienti che chiamano per comunicare sintomi. Durante le prime settimane dell’emergenza, gli infermieri della centrale operativa del 118 sono stati costretti a sopperire alle mancanze dell’ASL e a dover gestire anche telefonate di pazienti, spesso anziani soli a casa che necessitavano solo di informazioni rassicuranti. Il Frangipane vive ancora criticità e in verità non si comprende la ragione delle dichiarazioni di qualcuno (il Direttore del Servizio Farmacia n.d.r.) che sbandiera che “tutto va bene”.

Le restrizioni di cui alle Ordinanze governative e quelle più restrittive della Regione Campania?

Di sicuro hanno frenato la diffusione del contagio, ma sono ancora necessarie, almeno fino a che non vengano testati i cittadini che hanno disciplinatamente rispettato le restrizioni restando in casa.

Come vive l’infermiere la fine del turno e il ritorno a casa?

Con ansia e timore di portare in casa questo nemico subdolo, di far del male ai propri cari. Io, sebbene abbia attuato le procedure di sicurezza, in casa mi isolo, distanzio la mia presenza, dovendo badare a persone care. Mi sento di rivolgere alle persone, ai vostri tanti lettori, l’invito a non sottovalutare il virus. Restare in casa, osservando le restrizioni, al momento è l’unica arma preventiva, almeno fino a che i test non raggiungano tutte le famiglie.

Per concludere, cosa si aspetta il NurSind, quindi l’eroe infermiere?

Rispetto, considerazione. Si usa definire medici, infermieri, eroi. Non vogliamo essere eroi, siamo gli stessi di prima della pandemia. Vogliamo non essere aggrediti nei Pronto Soccorso, vogliamo che la retribuzione sia dignitosamente adeguata. Vogliamo essere considerati lavoratori che vivono l’umanità dei reparti e restituiscono umanità, ai pazienti e ai loro familiari.

Romina, grazie per quello che fate e per la disponibilità

Grazie a te, a voi di Arianonews24.

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Antonio Bianco sul voto alle regionali “De Luca : ti piace vincere facile”

Antonio Bianco

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Una valanga di voti consente a De Luca di governare per altri 5 anni la Campania, quasi il 70% degli elettori ha gradito il suo operato mentre la partecipazione al voto è stata del 55% degli aventi diritto. La sua fama di giullare unita alle 15 liste collegate hanno reso la partita senza storia e, parafrasando una nota pubblicità, potremmo dire:De Luca ti piace vincere facile. Forse sorgeranno deiproblemi nella ripartizione degli incarichi, sicuramente troverà la giusta soluzione individuando la poltrona nel sottobosco degli enti regionali. È innegabile che il Covid 19 ha offerto a De Luca un assist alla Pirlo ed ha messo la sordina a chi, prima del lockdown, non voleva riconfermarlo come candidato alla presidenza della Regione. Molti hannostorto il naso sul fiume di denaro elargito ai cittadini Campani, in altri tempi sarebbe stato considerato un voto di scambio. Invece è stata una risposta tempestiva ai bisognireali innescati dalla Pandemia che ha azzerato il reddito dei lavoratori e delle imprese a causa del prolungato lockdown. I problemi non possono essere affrontati con pannicelli caldi. In Campania il 40% della popolazione è a rischio povertà, mentre più del 20% delle famiglie vivono di lavoro precario, sottopagato senza alcuna tutela. Nei cinque anni di governo di De Luca i diritti di cittadinanza non sono affatto migliorati. Siamo il territorio più povero dell’intera Europacon il reddito pro-capite che è la metà di quello del Nord. La disoccupazione, in particolar modo quella femminile, è a livelli inaccettabili e provoca la fuga dei giovani laureati,arruolati nella corte delle Regioni del Nord o dei Paesi esteri. I trasporti pubblici locali sono merce rara ed il cittadino si affida prevalentemente ai mezzi privati, ne risente la qualità dell’aria e la salute delle persone nonché il già disastrato bilancio del Sistema Sanitario Regionale. Oltre a ciò vanno sottolineate le vane promesse di risanamento ambientale tante volte sbandierate da De luca e mai mantenute. Il sito di stoccaggio di Taverna del Re contiene venti milioni di ecoballe, tra i Comuni di Giuliano e Villa Literno, una bomba ecologica mai bonificata esposta agli atti vandalici delle persone che potrebbero appiccare il fuoco alle balle e devastare, ancor di più, la terra dei fuochi.Senza dimenticare la cronica emigrazione sanitaria verso le Regioni del Nord per mancanza di strutture e posti letto. Non basta la comunicazione snella intrisa di battute ad effetto, la Campania è una zona sottosviluppata dell’UE. Conseguenza diretta delle insufficienti risorse finanziarie ripartite dallo Stato Centrale con il criterio della spesa storica e della politica, dei due pesi e due misure, praticata dai Governi da almeno un ventennio che avvantaggia le Regioni del Nord e penalizza i nostri territori, incluso il Sud.

Occorre rimettere in capo allo Stato Centrale alcune materie come, ad esempio, l’Istruzione, la Sanità ed i Trasporti e riformare il titolo V della Costituzione al fine di assicurare a tutti identici diritti. La presenza delle 20 piccole Patrie incarnate dalle Regioni ha mostrato tutti i suoi nefasti aspetti durante la Pandemia. Mai come ora è indispensabile l’Unità e la coesione Nazionale senza delle quali lo slogan “mai più ultimi”, di deluchiana memoria, sarà un vaticinio che non darà dignità ai Campani considerati stranieri in Patria (altro…)

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Emergenza Covid – I dati aggiornati

redazione

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Coronavirus in Irpinia. Positivi al COVID19 i tamponi naso-faringei effettuati su 9 persone: (altro…)

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La Regione Campania emana l’ Ordinanza n. 75 con successivo chiarimento ed integrazione

redazione

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Con Ordinanza della Regione Campania n. 75 del 29 settembre 2020 e successivo chiarimento n. 34 del 29 settembre 2020, vengono emanate ulteriori disposizioni in materia di prevenzione del rischio di contagio da COVID-19, rivolte all’esercizio delle attività connesse a cinema, teatri e spettacoli dal vivo, ristorazione e bar, wedding e cerimonie. (altro…)

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