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Emergenza Covid-19 Fase due,tre…

Federico Barbieri

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Da Il Messaggero e Ansa

‘’Il nostro organismo possiede anche meccanismi difensivi in grado di ridurre la capacità del virus di legare il suo recettore target’’.

Il primo anticorpo monoclonale (molecola mirata contro il Cov-2) era stato scoperto a metà marzo, ottenuto dall’Università olandese di Utrecht; oggi dopo due mesi, gli anticorpi monoclonali sono armi intelligenti e specifiche per bloccare il virus. La scoperta è italiana e l’obiettivo raggiungibile è la produzione di un farmaco monoclonale derivato dal sangue dei pazienti convalescenti. Il progetto vede lavorare coordinati lo Spallanzani e la Gsk vaccine, che lo sta sviluppando presso la fondazione Toscana Life Sciences. Potrebbe essere il primo farmaco ad arrivare per il Covid-19 e verrebbe dato subito sia ai malati, sia agli operatori sanitari tra fine anno e i primi del 2021.

Sempre in Italia il gruppo del genetista Prof. Giuseppe Novelli, dell’Università di Tor Vergata (Roma) sta collaborando con Pier Paolo Pandolfi, del Beth Israel Deaconess Medical Center dell’Università di Harvard, per chiedere l’autorizzazione alla sperimentazione clinica di tre anticorpi monoclonali sintetici capaci di bloccare la proteina Spike, principale arma con cui il nuovo coronavirus invade le cellule.

Gli anticorpi monoclonali ‘’non sono in competizione con il vaccino’’ ha osservato Novelli. Gli anticorpi sono farmaci destinati a chi ha la malattia, mentre il vaccino preventivo è destinato agli individui sani. ‘’ Sarebbe importante avere i farmaci in vista di ottobre, quando l’arrivo del freddo potrebbe far risalire il numero dei casi di Covid-19. Le tre molecole, che sembrano avere un altissimo potenziale applicativo e un alto potere neutralizzante, sono state selezionate grazie alla grande banca canadese di anticorpi ricombinanti, la Trac (Toronto Recombinanti Antibody Center)’’ ha aggiunto il Professore Novelli. E’ progettato uno studio clinico multicentrico fra Canada, india e Italia ed è in preparazione il dossier da presentare all’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). La molecola si chiama 47D11 e nei test in laboratorio si è dimostrata capace di neutralizzare il virus nelle cellule, attaccando la proteina Spike.

I ricercatori dell’Università Federico II di Napoli e dell’Università di Perugia hanno identificato molecole endogene in grado di impedire l’ingresso del virus nelle cellule umane. Le molecole sono di natura steroidea e alcune di esse sono degli acidi biliari, sostanze prodotte nel fegato e nell’intestino dal metabolismo del colesterolo. 

‘’È una sostanza già presente nell’organismo’’ – spiega la Professoressa Angela Zampella, direttore del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Napoli Federico II – ‘’che blocca l’entrata del virus nelle cellule’’. È presente anche in alimenti come la liquirizia e l’olio d’oliva e ‘’agiscono con lo stesso meccanismo’’. Una scoperta che spiana la strada a una diversa prevenzione anche perché, come fa sapere la Prof. Zampella, ‘’funziona quando la carica del virus non è elevatissima’’. Lo studio ha combinato approcci computazionali del gruppo di Bruno Catalanotti, di chimica sintetica, di Angela Zampella, e di biologia molecolare di Adriana Carino, guidato dal professore Stefano Fiorucci, e ha coinvolto anche i team della microbiologia e delle malattie infettive dell’Università di Perugia. Lo studio è stato condotto attraverso un primo screening di librerie di sostanze naturali e di farmaci approvati per uso clinico dalla Food and Drug Administation (FDA, USA) e ha consentito l’identificazione di «tasche» funzionali nella struttura del receptor binding domain (Rbd) della proteina Spike del virus Sars-Cov2. 

L’ulteriore caratterizzazione di tali strutture ha portato alla scoperta dell’esistenza di sostanze endogene in grado interferire nel legame del Rdb di spike con il recettore Ace2 (Angiotensin Converting Enzyme 2). Lo studio, fa sapere Zampella, è il primo passo per la stesura di un protocollo terapeutico che verrà proposto all’ attenzione di Aifa. Infine, farmaci e loro metaboliti a struttura steroidea (ad esempio il carnenoato di potassio) interferiscono con il legame tra Spike e Ace2. Di 

conseguenza, concludono i ricercatori, il nostro organismo possiede meccanismi difensivi in grado di ridurre la capacità del virus di legare il suo recettore target.

La normalità precedente la ‘’pandemia’’ pare tornata: spaccio di droga in villa, estorsioni dai racket, campagna elettorale (a dire il vero attiva persino in lockdown), ribellione di due extracomunitari nel carcere di S. Maria Capua Vetere con ferimento di 6 poliziotti penitenziari, un primario (dirigente reparto Terapia intensiva Grandi ustionati) dell’ospedale “Cardarelli” di Napoli che rilascia la propria testimonianza sulla gestione dell’infezione da Coronavirus fuori al New York Times. Una madre alla quale viene consentito di rivedere il proprio bambino sottrattole dal Tribunale (non aveva i mezzi di sostentamento), abbraccia e bacia piangendo il figlioletto. Direste ‘’ebbene?’’. Ebbene la solerzia dell’educatrice che chiama i carabinieri consegue la multa di 400 euro alla madre del piccolo. Tipica notizia di ordinaria ingiustizia o, peggio, di buon senso smarrito. Sono riprese le gare di calcio, senza spettatori e in chiaro.

La politica sforna a getto continuo l’infantilismo degli eletti che ‘’giocano’’ a rimpiattino: considerato che i miliardi europei non arriveranno a breve bensì previa elaborazione di progetti veri e plasmati sulla realtà italiana, snobbano, come d’abitudine, incontri e confronti seri. Riprende vigore il terrorismo psicologico sui contagi, sulla presunta ondata di ritorno della ‘’pandemia’’, la gara a chi metterà sul mercato il vaccino anti-Covid19 più efficace (in pole position quello elaborato in Italia in accordo con l’Istituto Jenner dell’Università di Oxford) ma per noi tutti pare preistoria il martellamento numerico dei decessi. Ancora utopica la verità sull’opportunità, efficacia e congruità dei reparti di terapia intensiva, dell’iperventilazione, dell’intubazione. Le altre (e gravi) patologie messe in attesa. Attendiamo le conclusioni della Magistratura.

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Confesercenti: con Michele Pannese, nuovo responsabile del settore Turismo

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Per far correre Milano occorre rallentare Napoli I Proff. Boeri e Perotti rilanciano per l’università la teoria di Tabellini, già rettore della Bocconi

Antonio Bianco

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La discussione sull’allocazione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) alle università è animata dai valenti bocconiani Tito Boeri e Roberto Perotti. Sono convinti sostenitori della tesi che tali risorse finanziarie debbano essere, in misura cospicua, assegnate alle migliori università del Nord che incarnano l’eccellenza del mondo accademico italiano, riconoscimento tributato a livello internazionale per la qualificata ricerca attuata in questi atenei e l’elevato standard dei servizi offerti agli studenti. Immediata è stata la risposta di Sandro Staiano, Direttore dal Dipartimento di Giurisprudenza della Federico II di Napoli che ha inviato un documento-appello a Draghi al quale hanno aderito eminenti Costituzionalisti e docenti universitari di tutta Italia.

Tutti i professori e ricercatori che vogliano aderire, possono inviare un messaggio in tal senso, con nome, cognome, Ateneo di appartenenza, a
giuliano.laccetti@unina.it OPPURE a sandro.staiano@unina.it .

I dubbi di incostituzionalità della proposta dei due bocconiani sono molteplici e ben fondati, in quanto il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) vuole ridurre le evidenti disuguaglianze fra le due macro aree del Paese,causa ed effetto dei pochi denari erogati dallo Stato centrale alle università meridionali, penalizzate dall’adozione del criterio della spesa storica che ha mozzato le gambe alla ricerca e ridotto i servizi agli studenti. Inique disuguaglianze alle quali proprio il PNRR vorrebbe porre rimedio perricreare la coesione tra le due macro aree del Paese. Forse i valenti Professori della Bocconi dimenticano il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione,nonché l’articolo 34 che riconosce a tutti gli studenti di poter raggiungere i più alti gradi dell’istruzione. Diritti riconosciuti a tutti i cittadini, esercitabili in egual misura e ad ogni latitudine del territorio nazionale, dotando tutte gli atenei di fondi statali sufficienti, inclusi quelli straordinari del PNRR,necessari a ridurre nell’ambito accademico le distanze tra il Nord ed il Sud. Se la tesi dei due bocconiani fosse fatta propria dal Governo Draghi si condannerebbero le università del Meridione ad una vita grama, con la possibilità di svolgere solo l’attività didattica e la probabile prematura chiusura. Se questo Governo è di Unità nazionale non può fondare le sue scelte su tesi discriminatorie o di fantomatica primazia delle università del Nord rispetto a quelle meridionali. Solo a parità di fondi erogati a tutte le università italiane, incluse quelle meridionali, vi può essere una gara vera e leale. La tesi del duo bocconiano Boeri-Perotti deve essere gettata alle ortiche.

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Emergenza Covid in Irpinia-99 persone positive in provincia, 7 casi a Grottaminarda

redazione

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L’Azienda Sanitaria Locale comunica su 1.490 tamponi effettuati sono risultate positive al COVID 99 persone: (altro…)

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