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COVID E SCUOLA- SOLITO CAOS

Federico Barbieri

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La didattica a distanza ha visto una ridotta partecipazione degli alunni con disabilità, in generale in tutta Italia, nel Mezzogiorno è risultata attestata 29%. La verifica viene dal report dell’Istat che ha preso in esame l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità: una scuola su quattro è carente di postazioni informatiche per questi alunni.

L’Italia, famosa per la poca attenzione e i pochissimi investimenti, in risorse umane e docenti, offre un ventaglio di scelte, disposizioni, ordinanza locali sulla scuola.

In Campania la ripresa della scuola in presenza slitta al 2021 in quasi tutta l’isola d’Ischia, dove cinque comuni su sei hanno deciso di tenere chiusi gli istituti scolastici fino al 22 dicembre, l’ultimo giorno di lezione originariamente previsto dal calendario scolastico prima delle festività. A macchia di leopardo Comuni i cui Sindaci hanno disposto chiusura o apertura.

Il Tar ha sospeso l’ordinanza del sindaco di Avellino Festa con la quale sospendeva le lezioni in presenza. Il Governatore De Luca conferma la chiusura sino al 6 gennaio.

In Molise non ci sono nuovi casi nelle scuole in provincia di Isernia. Pertanto le primarie, sono aperte fino a Natale. Nelle ordinanze i sindaci, consentendo il prosieguo delle attività didattiche in presenza,raccomandano il massimo rispetto delle misure per la prevenzione dei contagi. Scuole aperte anche a Venafro, Capracotta, Frosolone, Macchiagodena, Cantalupo nel Sannio, Castelpetroso, Carpinone e Rionero Sannitico.

In Abruzzo chiuse le seconde e terze medie a Teramo, in Abruzzo, i mille e piùstudenti delle classi interessate proseguiranno la didattica a distanza.

Il sindaco di Gravina in Puglia (Bari) ha firmato un’ordinanza con cui proroga fino al 14 dicembre la sospensione della didattica in presenza di tutte le scuole della città. Gravina è uno dei Comuni della Murgia barese, insieme ad Altamura, dove la Regione Puglia ha ripristinato le norme previste per le zone arancione. Il numero di casi e l’indice di contagiosità hanno spinto a tale decisione. Sebbene da domenica la Puglia è in zona gialla.

In Calabria, specie a Vibo Valentia, in Calabria, il Dipartimento di prevenzione sanitaria ha suggerito la sospensione in presenza di tutte le attività scolastiche di ogni ordine e grado. Alcuni sindaci avevano fatto istanza per avere un parere sulla ripresa delle attività di didattica in presenza.

La Regione Lazio ha predisposto l’acquisto di bus per potenziare i trasporti in considerazione della ridotta percentuale di riempimento dei bus. Inoltre ha previsto, per gennaio, di effettuare 150mila test con prelievo salivare.

In Veneto, per consentire il rientro a scuola del 75% degli studenti (160mila su 213mila), usando il 50% della capienza dei mezzi di trasporto c’è bisogno di almeno altri 802 bus, dei quali 771 messi a disposizione dai privati. La riapertura delle attività scolastiche è prevista per il prossimo 7 gennaio

In Piemonte, a Torino, ci sono state manifestazioni anti-Dad di fronte al Palazzo della Regione. La Regione, ricordiamo colorata di arancione, ha visto il ricorso al Tar di genitori e docenti. Il Tar non ha concesso la sospensiva dell’ordinanza.

Il caos nasce dal contenuto delle disposizioni governative ministeriali: ‘’..le istituzioni scolastiche adottano forme flessibili nell’organizzazione delle attività didattiche’’. Gli interessati alla riapertura omettono la lettura della restante parte del comma s) dell’allegato al DPCM 3 dicembre 2020. Il quale recita, per le scuole secondarie di secondo grado, che il 100 per cento delle attività siano svolte tramite la didattica digitale integrata e che, a decorrere dal 7 gennaio 2021, al 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l’attività didattica in presenza.

Si dirà ‘’ma vogliamo riapra la didattica in presenza per le materne e le elementari e la prima classe delle medie’’.

 

Ad Ariano Irpino i Consiglieri di opposizione hanno inviato al Sindaco Franza richiesta di ‘’revoca dell’ordinanza n. 6 del 7 dicembre 2020 e l’immediato e indifferibile ripristino della didattica in presenza per le materne e le prime due classi delle elementari’’.

Fatta salva la legittimità dell’azione in forza del ruolo affidato dall’elettorato, pare di cogliere una volontà che non tiene conto delle problematiche connesse alla riapertura della didattica in presenza.

Il servizio trasporti, a d’esempio; la mancanza di dati ufficiali sui contagi nelle scuole, studi adeguati e riscontri della storia epidemiologica delle famiglie dei bambini.

Competenza, riteniamo, dell’ASL non già dell’Amministrazione Comunale.

La nostra non è una difesa a oltranza del primo cittadino (non è nostra intenzione e non ne ha bisogno il Sindaco); va detto però che il C.O.C. ha funzioni che se ben espletate possono integrare le informazioni e le azioni disposte dall’ASL. Se presenti.

Riteniamo che riaprire per 6 giorni le attività didattiche in presenza comporti disagio maggiore ai bambini che, naturalmente digitali rispetto a chi bambino è stato negli anni passati, stando in casa e vivendo e confrontandosi con i genitori, possonosuperare o lenire lo stress che la Covid ha sbattuto in faccia a tutti.

Non so quanti genitori conoscono la consistenza dell’offerta didattica della scuola, la dotazione di strumenti di apprendimento, di conoscenza, il livello della mensa scolastica laddove predisposta.  

Decidere e imporre la decisione alla collettività non è facile, va tenuta prevalente la salute dei alunni, dei docenti, del personale scolastico; la legittima azione di contrasto e contestazione della decisionedeve tener in conto il bene primario della salute.

Non va sottaciuto lo stillicidio dei casi di positività che l’ASL dirama quotidianamente.

Siamo indotti alla faziosità anche e soprattutto dalle indicazioni del Ministero della Salute:

ZONA GIALLA: Didattica a distanza solo a partire dalle scuole superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori. Didattica in presenza invece per le scuole dell’infanzia, le scuole elementari e le scuole medie. Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e i laboratori. La mascherina a scuola, al di sopra dei 6 anni d’età e in assenza di patologie o disabilità, dovrà essere indossata sempre, anche seduti al banco.

ZONA ROSSA:

Didattica a distanza per scuole superiori e per scuole medie a partire dalla seconda. Chiuse le università. Restano aperte solo le scuole dell’infanzia, le scuole elementari e la prima media.  Le università sono chiuse tranne specifiche eccezioni. La mascherina a scuola al di sopra dei 6 anni d’età sempre, anche in assenza di patologie o disabilità, anche seduti al banco.

ZONA ARANCIONE:

Quindi la Campania. Nessuna differenza con la zona rossa..

Per quanto riguarda il Codacons, Coordinamento delle Associazioni per la difesa dell’Ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori, e la ‘diffida’ minacciata in un comunicato, viene da chiedersi: i genitori (hanno un’associazione?), che sono pure consumatori, affronteranno spese e deleghe per essere assistiti in giudizio? In alternativa si rivolgeranno individualmente ai Legali?

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