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Biogem – Al via la cinque giorni de “Le Due Culture” Bassolino e Caldoro inaugurano le nuove strutture.

redazione

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Nuovi laboratori, un edificio polifunzionale per i servizi didattici e culturali, nuove tecnologie antisismiche: Biogem si presenta al pubblico del meeting Le Due Culture, oggi più che mai, con la veste di una grande scommessa vinta, una sfida coraggiosa che ha saputo affrontare le insidie che possono presentarsi sul cammino di chi decide di fare ricerca scientifica al Sud e ha vinto. Taglio del nastro per i nuovi laboratori, per l’incubatore di impresa destinato ad ospitare realtà innovative, il complesso in acciaio e cristallo, con sala ottagonale per le conferenze, Museo Biogem, biblioteca in costante aggiornamento, sala multimediale in 7D, la spettacolare Quadrisfera che narra le origini della vita sulla terra. Tutto usufruendo di una innovativa tecnologia: quella degli isolatori sismici, ovvero ammortizzatori fondamentali per la sicurezza in caso di terremoti.

Tale tecnologia utilizzata nel centro di ricerca di Ariano Irpino è attentamente monitorata dall’Istituto di Geofisica e Vulcanologia: quella di Biogem è una delle due strutture italiane a far uso di tale innovazione. Per l’inaugurazione delle nuove strutture, il presidente di Biogem Ortensio Zecchino è stato affiancato dagli ex governatori della regione Campania, Antonio Bassolino e Stefano Caldoro; sotto le rispettive giunte, infatti, è stato dato l’imput per la realizzazione di tali opere. ma le novità di Biogem non terminano qui: Biogem sta lavorando ad un nuovo progetto relativo alla formazione universitaria. Sarà presto sviluppato un nuovo corso di laurea in biologia quantistica in collaborazione con l’università di Berna.

“Biogem è una grande realtà della ricerca biomedica in Campania, grazie a chi la amministra e ai ricercatori che lavorano su vari progetti. La Regione ha il compito di sostenere questa realtà. E’ la testimonianza di come siano stati spesi bene i fondi europei”, la dichiarazione dell’ex governatore Stefano Caldoro.

Per Bassolino “non c’è cosa più bella per chi ha avuto ruoli istituzionali che vedere opere che vanno avanti. Biogem è stata una scelta innovativa e coraggiosa ma grazie alla continuità istituzionale e amministrativa è stato possibile dimostrare che è possibile fare ricerca al Sud e aggiungo nelle zone interne del Sud”.

Le Due Culture nel segno della bellezza, declinata secondo il punto di vista scientifico, umanistico, filosofico. A dare il via al dibattito del meeting 2015, che andrà avanti fino al 6 settembre, il noto filosofo Stefano Zecchi. “Bellezza e scienza si compenetrano. La scienza spiega i fenomeni e la bellezza dà il senso profondo, il valore supremo dei fenomeni, delle cose, della vita. La scienza deve poi umanizzarsi soprattutto nel dibattito su temi delicati quali la genetica, il fine vita, la nascita e conservare l’impronta della propria tradizione culturale”

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Una nuova opportunità per i giovani con il progetto Erasmus+

redazione

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Attualità

La Carfagna gioca con i numeri trecento sindaci Meridionali scenderanno in piazza il 25aprile a Napoli per rivendicare il 68% del Recovery Fund

Antonio Bianco

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Il governo Draghi senza sosta snocciola le percentuali del Recovery Fund da assegnare al Sud. La memoria è corta, dimenticano che l’Europa ha attribuito al Meridione, quale area sottosviluppata, almeno il 68% dei 209 miliardi destinati all’Italia. In questa amnesia generalizzata è caduta per sino la ministra per il Sud e la coesione sociale Mara Carfagna, di origine salernitana, la quale durante l’intervento nel question time al senato, con tono trionfante annunciava che il Meridione avrà in dote non il 34% ma il 40% dei fondi del Recovery Fund. La Carfagna snocciola solo numeri senza che vi siano nuovi progetti da mettere in campo per il Sud e, si ripete, dimentica che l’UE ha assegnato al Meridione il 68% del Recovery Fund. Fra le infrastrutture da finanziare, con il 40% dei fondi del Recovery Fund, include opere già in parte iniziate e pure finanziate come la tratta ferroviaria ad alta capacità tra Napoli e Bari. Mentre l’alta velocità da Salerno a Reggio Calabria e sino a Palermo è solo un sogno, in egual misura è la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, il quale consentirebbe il completamento del corridoio dell’alta velocità da Palermo sino a Berlino. Indubbi sarebbero i vantaggi che si arrecherebbero all’occupazione ed all’aumento del PIL dell’area meridionale che vedrebbe intensificare il traffico dei containers dei porti di Augusta e di Gioia Tauro provenienti dall’Asia, facendo concorrenza al porto di Tangeri in Marocco, oggi un hub in continua espansione nella movimentazione dei containers. Inoltre il significativo aumento del traffico passeggeri migliorerebbe la mobilità, ridurrebbe l’inquinamento prodotto dalle automobili ed i tempi di percorrenza sino a 3 ore tra Reggio Calabria e Roma. Non possiamo stare zitti, il Meridione è parte integrante del Paese, se il governo e la Carfagna continuano a dare i numeri al lotto si rischia la balcanizzazione del Paese.

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