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Basket A2F – La coperta è corta: Le Farine lottano, ma devono arrendersi alla distanza

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Gara dai due volti per Le Farine Magiche a Bologna. Le ragazze di coach Ferazzoli dominano in avvio, gettano il cuore oltre l’ostacolo, ma alla fine devono cedere alla distanza alla Matteiplast Bologna. Sulla quinta sconfitta nelle ultime sei gare c’è il peso delle assenze: quella di Marta Vargiu (fuori per circa un mese a causa della microfrattura alla caviglia rimediata in settimana) e Valentina Maggi, presente solo per onor di firma per un problema al ginocchio. Venticinque punti nei primi quattordici minuti, ventinove nei restanti ventisei: sta tutta in queste cifre la sintesi del match dai due volti de Le Farine Magiche. La coperta si è mostrata troppo corta in un secondo tempo senza fiato. Bologna ha imperversato con Tassinari ed Occhipinti. Finale in crescendo per Valerio che con 18 punti ha fatto segnare la migliore prestazione stagione. Bene Cupido fino al terzo fallo che ha finito per condizionarne la condotta di gara. Celmina che ha tenuto discretamente a rimbalzo ma in attacco ha chiuso con 2/13 da due.

LA GARA – L’avvio è tutto per le ragazze di coach Ferazzoli. Santabarbara si cala alla perfezione nel ruolo di supplente di capitan Maggi con cinque punti consecutivi. Le rossoblù tengono in difesa e provano addirittura la fuga prima con Valerio e Zanetti, poi con Cupido. I liberi di Celmina in chiusura di primo quarto valgono la doppia cifra di vantaggio (9-19 al 10’) con la sola Mini a tenere in vita le bolognesi offensivamente. Il primo canestro dal campo di Celmina frutta il massimo vantaggio esterno (11-23 al 13’). Cupido regala di nuovo il +12, ma commette la sua terza penalità. E’ l’episodio che cambia volto alla gara. Ferazzoli richiama in panca il suo unico play di ruolo e le conseguenze sono catastrofiche: 12-1 di parziale per le padrone di casa. La Matteiplast sfiora l’aggancio (25-26 al 18’). Il rientro in campo di Cupido è provvidenziale: Valerio e Celmina mettono a segno i canestri che rianimano Le Farine all’intervallo lungo (27-30 al 20’). Mini e Tassinari costringono Zanetti a commettere due penalità in un amen (quattro falli) che propiziano un 4/4 dalla lunetta (33-34 al 25’). La gara si fa intensa. Il sorpasso si materializza di lì a breve ad opera di Tassinari che, dopo cinque errori, infila il primo canestro dal campo (35-34 al 27’). Mini e Cupido si rispondono a suon di triple: per Bologna è il primo canestro da tre dell’incontro. Tassinari è on fire. La play-guardia centese confeziona due canestri a cavallo dell’ultimo mini intervallo che rompono definitivamente l’equilibrio insieme alla tripla di Dell’Aglio (49-40 al 33’). Tassinari ed Occhipinti indirizzano definitivamente il match (57-45 al 36’). I nove punti finali di Valerio servono solo a tagliare il traguardo dei 700 punti in carriera in serie A2.

MATTEPLAST BOLOGNA – LE FARINE MAGICHE ARIANO IRP.: 66-54

Matteiplast Bologna: Santucci, Cordisco 2, Occhipinti 12, Tassinari 14, Dell’Aglio 14, Morsiani 4, Mini 16, Cadoni 4, Schwienbacher, Nannucci. Coach: Totta.

Le Farine Magiche Ariano Irpino: De Luca, Valerio 18, Falanga M., Santabarbara 7, Falanga A., Albanese 1, Maggi, Cupido 13, Celmina 8, Cifaldi n.e., Zanetti 7, De Michele. Coach: Ferazzoli.

Parziali: (9-19); (27-30); (42-39)

Arbitri: Bianchi di Rimini e Bonetti di Ferrara

RISULTATI 12^ GIORNATA: Stabia – La Spezia: 56-80; Viterbo – Civitanova M.: 65-50; Ferrara – Ancona: 74-43; Empoli – Brindisi: 82-52; Palermo – Viareggio: 64-56; Bologna – Ariano Irpino: 66-54; Castel S.Pietro – Salerno: 57-45.

CLASSIFICA: La Spezia, Ferrara 24; Castel S.Pietro 20; Bologna 14; Palermo, Empoli, Stabia, Viterbo 12; Ariano Irpino, Civitanova M. 10; Viareggio 6; Ancona, Brindisi, Salerno 4.

PROSSIMO TURNO (13^ GIORNATA): Prossimo Turno (13^ giornata): Ariano Irpino – Palermo (06/01 ore 18); Ancona – Stabia (06/01 ore 18); Salerno – Bologna (06/01 ore 18); Viareggio – Castel S.Pietro (06/01 ore 18); Civitanova M. – Empoli (06/01 ore 18); La Spezia – Ferrara (06/01 ore 18); Brindisi – Viterbo (06/01 ore 18).

Fonte: www.basketariano.it

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Ariano Basket

Iris Ferazzoli si racconta:”Ad Ariano ho trovato la famiglia e la casa a cui tornare dopo le mie impegnative sfide”

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Ha sangue italiano nelle vene Iris Ferazzoli, sebbene sia nata in Argentina a Santa Fe, nel 1972. Dopo una brillante carriera come giocatrice, coronata con la vittoria di uno scudetto a Priolo e un’Eurocoppa a Napoli, attualmente fa la head coach di basket. Ha iniziato l’attività di allenatrice in serie A nel 2014 ad Ariano Irpino, per proseguirla a Cagliari per 5 anni e, nella scorsa stagione, a Roseto degli Abruzzi. Iris è rientrata il 12 agosto dall’Argentina, dove non si recava da tre anni, sia perché il suo periodo lavorativo inizia in agosto, sia perché temeva di rimanere bloccata in aeroporto a causa di eventuali lock down. Ha potuto finalmente riabbracciare sua madre e il resto della famiglia, con la quale è rimasta circa un mese. Nel periodo della pandemia, ci ha rivelato – “ho riflettuto molto sul senso del lavoro, delle amicizie, della famiglia. Quando si abbraccia la mamma, si abbraccia la casa, la propria infanzia, la storia della famiglia, i posti in cui si è stati felici, i ricordi”. Ci ha confidato come, a causa di un problema di salute della madre, sia stata in ansia e non abbia girato come avrebbe desiderato, per la sua terra, di cui la preoccupano le critiche condizioni socio-economiche. Iris ormai è italiana quasi dalla stessa quantità di anni trascorsi in Argentina: “Sono partita dall’Argentina a 26 anni e sono 24 anni che vivo in Italia, anche il mio compagno è italiano. Il privilegio di essere qui lo devo allo sport di cui sono appassionata, la pallacanestro: entrai nella nazionale argentina a 19 anni, rimanendoci dal 1990 al 2005. Nel 1997, per la prima volta ci qualificammo al mondiale, un obiettivo al quale avevamo lavorato duramente negli anni precedenti, ma il mio principale intento fin da piccola era venire a giocare nella terra di mio nonno, originario di Monte San Giovanni Campano (FR). Quando andai in Germania per il mondiale, notarono il mio cognome italiano e mi chiamarono. Risposi immediatamente e cominciai a giocare nelle migliori squadre italiane, finché non approdai anche ad Ariano Irpino, dove rimasi dal 2010 fino al 2016. Qui ho avuto modo di fare grandi amicizie e ho persino comprato casa, una tana alla quale tornare a ogni fine incarico e dove mi sento bene. Ho messo radici con persone che definisco la mia famiglia: nella vita una è la famiglia biologica o che ti ha cresciuta, un’altra è quella che ti scegli incontrando, parlando, lavorando, confrontandoti, creando le tue amicizie. Sono amicizie forti che si contano sulle dita di una mano, ma su cui se ho bisogno, se sono triste, posso contare, persone dalle quali non devo nascondermi, ma a cui posso mostrarmi anche con le mie fragilità, perché non mi giudicano”. Iris inizia a giocare in Italia dal 1998 al 2013, dai 18 fino ai 41 anni: “Ho giocato ad alti livelli, fino ai mondiali, mi sono mancate soltanto le Olimpiadi. Essere professionista è uno stile di vita che richiede impegno, sacrificio, responsabilità verso se stessi e le proprie compagne. Ma ho capito che pur continuando a divertirmi come giocatrice, sentivo ardere il fuoco dell’insegnamento. È importante che le capacità motorie si sviluppino da piccoli, l’approccio a certi movimenti è facilitato e permette che una volta appresi, da adulti si facciano in maniera automatica, senza richiedere particolari sforzi mentali. Da ragazzina adoravo sottopormi allo stress da competizione, necessario per essere pronti ad affrontare squadre forti e io in questo sono sempre stata incisiva. Ho cominciato ad allenare il settore giovanile fin dal 2007, mentre continuavo a giocare: dal 2014 ho smesso di giocare e fino al 2021 ho allenato la serie A, che però non è più quella di un tempo. Le nuove generazioni sono cambiate e così anche il modo di insegnare ciò che serve, va modulato, individuando altresì il modo migliore di parlare con loro, che purtroppo, fanno poca introspezione. I giovanissimi vorrebbero arrivare ad ottenere subito il successo, guardando ai giocatori della NBA, senza tener conto del percorso di sacrifici che questo richiede. Ora sei alle prese con una nuova sfida:.. Sono stata incaricata dalla società ASD Feba di Civitanova Marche, di cui apprezzo il progetto e il metodo di lavoro, volto a migliorare il territorio valorizzando l’appartenenza. Spazierò dalla prima squadra alle scuole. Ci sono 4-5 ragazzine che militano in nazionale che faranno parte della massima serie, che quest’anno sarà la B, ma l’intenzione è farle crescere, e soprattutto, risalire in A2“.

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