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Addio a Lidia Menapace, partigiana, pacifista e femminista

Antonio Bianco

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Lidia Menapace ci ha lasciati, da vera combattente ha affrontato il nemico a viso aperto e questa volta non è riuscita a sconfiggerlo. Era nata a Novara il 3 aprile 1924, fu staffetta di collegamento fra i vari gruppi partigiani con il nome di battaglia “Bruna”. Convinta pacifista e femminista èstata una partigiana combattente che ha continuato la sua lotta contro il fascismo con dibattiti e testimonianze dirette nelle scuole, denunciando le atrocità della dittatura. Cresciuta a Bolzano, nel 1964 fu la prima donna eletta nel Consiglio Provinciale ed assunse la carica di assessore alla Sanità. Nel 1969 fece parte del gruppo che fondò il Manifesto. Da sempre femminista, seguì, come la sorella, gli insegnamenti della madre che sosteneva l’indipendenza economica dall’uomo al fine di essere libere di scegliere senza condizionamenti il proprio futuro.

Fu eletta senatrice nel 2006 con il Partito della Rifondazione Comunista e proposta alla presidenza della Commissione Difesa del Senato, ma una sua dichiarazione fatta ai quotidiani sulle Frecce Tricolori “sono uno spreco ed inquinano” indispettì alcuni Partiti della coalizione ed al suo posto fu eletto presidente il Senatore dell’Italia dei Valori Sergio De Gregorio. Sempre per il suo modo diretto di parlare fu troncata la sua carriera presso l’Università Cattolica in quanto si era dichiarata “marxista”.

Nel 2006 durante le elezioni del Presidente dellaRepubblica, pur non essendo candidata, ricevette alcuni voti. Nel 2009 si candidò alle Europee nella lista PRC-PDCI senza che lo schieramento superasse lo sbarramento.

Il Presidente della Repubblica Mattarella, il Presidenti delle due Camere, il segretario del PD Zingaretti, i ministri Speranza e Bellanova, ricordano la sua passione ed il suo battersi per gli ultimi.

Il Presidente dell’ANPI, Gianfranco Pagliarulo la ricorda commosso:È un lutto per l’ANPI, è un lutto per il Paese. Ciao Lidia, partigiana della democrazia, della pace, dell’uguaglianza, dei diritti delle donne, cioè dell’umanità. Resterai nella coscienza e nell’impegno di tutte e tutti noi”.Una vita dedicata agli altri, una vita spesa per l’umanità, ideali ed azioni, fatti, non parole che tutti devono far proprie puntando sulla pacifica collaborazione e convivenza fra idee diverse, uniti da un unico destino che è quello di offrire una vita dignitosa a tutte le persone.

Cara Lidia ti ho conosciuta negli incontri che si sono tenuti nella Federazione del Partito della Rifondazione Comunista di Napoli, che sia stato lieve il tuo passaggio, dolce l’arrivo, soave il profumo di chi ti ha accolto.

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