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Fiera caccia e pesca ad Ariano Irpino: numerose le adesioni

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Sono già tantissime le associazioni di caccia, pesca e sportive che hanno scelto di partecipare alla “Fiera caccia, pesca, natura e spettacolo”, evento con cui il 31 marzo sarà riaperto il Centro Fieristico Fiere della Campania di Ariano Irpino.

Proseguono i preparativi per la “Fiera caccia, pesca, natura e spettacolo” attesissimo evento con si decreterà la riapertura del Centro Fieristico Fiere della Campania di Ariano Irpino (AV), sito in località Casone. La manifestazione inserita nel calendario italiano delle fiere Nazionali e Internazionali e si terrà dal 31 marzo al 2 aprile 2017. Già numerose le adesioni di enti e associazioni operanti nel settore dell’arte venatoria e della pesca, che parteciperanno con un proprio stand svolgendo attività aperte al pubblico. Le associazioni che fin ora hanno aderito sono: Federazione Italiana della Caccia, Associazione Nazionale Libera Caccia, Arci Caccia, Enalcaccia, Italcaccia, ANUU, Caccia Sviluppo Territorio, Beccacciai d’Italia, Tiro a Volo Piancardato, Federazione Italiana Discipline Armi Sportive da Caccia, Federazione Italiana Tiro con l’Arco, Federazione Italiana Giochi Tattici, A.S.D. Italia Talenti Sport, Angelo Pagano Falconery & Bird Control, Free Ariano. Tanti i partecipanti, dunque, che animeranno i 28.000 mq tra ambienti esterni e interni del Centro Fieristico Fiere della Campania, offrendo al pubblico di visitatori l’opportunità di scoprire i segreti e le curiosità di una delle arti praticate dall’uomo sin dall’antichità. Diverse, infatti, le attività di intrattenimento e animazione previste nei vari stand, rivolte sia agli alunni degli istituti scolastici e ai giovani, sia agli adulti. Sarà possibile assistere alle esibizioni di cani e cavalli, alle gare di barrel e team penning con veri cowboy, alle dimostrazioni tiro con l’arco, vivere l’esperienza del battesimo della sella, conoscere da vicino gli animali selvatici, visitare mostre ed esposizioni, provare il brivido delle prove con mezzi fuoristrada. Oltre agli stand delle associazioni di categoria,

la ricca area espositiva interna – per la quale sono ancora disponibili stand per espositori – ospiterà alcuni dei top brand provenienti da ogni parte della nazione e oltre, nel campo delle armi e delle munizioni, preso i quali sarà possibile provare le ultime novità di settore. Non mancheranno momenti tecnici e di approfondimento cui si avvicenderanno spettacoli e momenti dedicati all’eno-gastronomia locale. Col suo vasto programma e il

gran numero di espositori partecipanti la “Fiera caccia, pesca, natura e spettacolo” rappresenta il più importante evento di settore del Sud Italia, fautore dell’importante obiettivo di favorire la conoscenza della natura e delle buone pratiche per salvaguardarla anche grazie all’importante ruolo svolto dagli appassionati dell’arte venatoria o dei semplici amanti della vita all’aria aperta. Un evento da non perdere nella spettacolare cornice delle Terre d’Irpinia.

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Attualità

Blessing Okoedion,una storia di libertà e di emancipazione

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La sera di sabato 27 novembre, presso il Museo Civico della ceramica di Ariano, a conclusione del ciclo di incontri organizzato dal Consiglio delle Donne di Ariano Irpino 25 novembre, Giornata mondiale dell’eliminazione della violenza sulla donna, ha catturato la folta platea la testimonianza di Blessing Okoedionsfuggita alla tratta delle nigeriane nel 2013.

Grazia Vallone ha introdotto la vicenda di Blessing e il tema della tratta delle donne.  Ha prima ricostruito il percorso segnato dalle iniziative del Consiglio delle Donne di Ariano, istituito con delibera n.7 del Consiglio Comunale, votato all’unanimità, l’8 marzo scorso. L’istituzione del Consiglio delle donne è una delle iniziative dell’amministrazione di Ariano che già dai primi atti promuove azioni per favorire la parità di genere. Promotrice dell’iniziativa insieme al Consiglio delle donne è la consigliera Valentina Pietrolà.

Ogni evento del fitto calendario costituisce una tappa per la sensibilizzazione e diffusione della consapevolezza del grave ed esteso problema della violenza di genere. La prima giornata svoltasi nella biblioteca comunale ha proposto letture e storie di donne e per bambine e bambini. Il secondo appuntamento è stato dedicato allo sport come momento di socializzazione e di emancipazione della donna; il terzo del 25 nov. è stato la costituzione di un tavolo tecnico – politico per la valutazione dello stato dell’arte nel territorio di Ariano e i 29 comuni dell’Azienda consortile 1 per raccontare i processi e le attività di rete per la tutela delle donne vittime di violenza soprattutto domestica e la rilevazione dei dati del Centro di ascolto Ananke attivo da dieci anni sul territorio. Il 26 nov è stato dedicato all’intervento del Procuratore capo Policastro del Tribunale di Benevento e del Sostituto procuratore Colucci, del capo dei Carabinieri, Annalisa Pomidoro. L’ultimo degli eventi di novembre è dedicato ad una delle atroci declinazioni della violenza di genere: la tratta delle donne per lo sfruttamento della prostituzione. La questione è complessa per i diversi piani su cui si articola: l’organizzazione malavitosa dello sfruttamento della prostituzione alla tratta delle donne africane condotte in Italia attraverso l’inganno, costrette alla prostituzione e private dell’identità attraverso la sottrazione dei documenti e confinate nella clandestinità. Emerge l’esistenza di un sistema che si basa sulla mancanza di controllo della legalità in molte terre “di nessuno” abbandonate alla malavita dove si perpetrano atroci violenze spesso su minorenni affidate alla strada e in totale abbandono. Come ha spiegato la dott.ssa Lucia Gesa, responsabile progetto SAI, dell’Azienda Consortile1, le istituzioni intervengono con una rete di protezione e tutela delle donne oggetto di tratta e il primo avamposto è costituito dall’incontro con specialiste, in genere psicologa o assistente sociale, che avviano la procedura su segnalazione talvolta delle forze dell’ordine. Le vittime presentano di solito una forte reticenza nel raccontare le violenze subite e le costrizioni a cui sono sottoposte per vergogna e per paura dello stigma sociale che in genere impedisce loro di rientrare nella loro comunità di provenienza. Il punto del non ritorno che è costituito dalla caduta nella rete degli sfruttatori che si stringe intorno alla vittima e alla sua famiglia già nel paese di origine.

La storia di Blessing è quella di una ragazza di provincia, cresciuta in una piccola comunità coesa e solidale; la famiglia di origine è guidata dal capofamiglia che inculca nei figli la parità di genere, avvia le figlie all’istruzione che ritiene fondamentale per la loro emancipazione. Dopo la caduta economica del padre, piccolo imprenditore, la famiglia tra tanti sacrifici investe sulla formazione universitaria della primogenita che vive in città e abbandona il sogno della laurea in medicina per laurearsi in informatica. Dopo enormi difficoltà, Blessing affronta il servizio civile e il nuovo ambiente della grande città, costruisce una rete di relazioni che le consentono di mettere in piedi una sua dignitosa attività economica e aiuta i fratelli. Si avvicina alla chiesa evangelista e una conoscente, divenuta amica, sollecita in lei il sogno di andare in Europa per una vita migliore; Blessing, inconsapevolmente fa il primo passo verso la schiavitù. Comincia a profilarsi un percorso difficile per l’ottenimento dei documenti necessari e si palesano i primi segnali del sistema illegale e   corrotto delle istituzioni dei paesi di origine che favorisce l’orditura dell’inganno che attraversa la storia di tutte le giovani donne africane vittime di violenza sessuale e non che inesorabilmente precipitano nel baratro. Blessing è convinta di andare a lavorare nel settore informatico e in Spagna, dove giunge alcuni mesi più tardi, fiduciosa e piena di aspettative. Pochi giorni e si renderà conto di essere entrata in un vortice incontrollabile di sfruttatori e madam che avviano le ragazze alla prostituzione. Tre giorni durerà l’esperienza di Blessing sulle strade odiose di Castel Volturno e della via Domizia. Il tempo di quei tre giorni del 2013 sarà scandito da attimi di inferno, impressi indelebilmente nella mente della giovane, dallo sconcerto, dal disorientamento provocato dallo shock e dalla consapevolezza di essere entrata nell’universo senza possibilità di fuga dalla schiavitù. Il richiamo della libertà che Blessing sente forte dentro di sé e alimentato dalla sua formazione umana ed emotiva, la portano a cercare la salvezza e a chiedere aiuto nonostante non sapesse esattamente dove si trovasse e a chi rivolgersi. Da quel momento inizia il lungo processo di liberazione, la Casa di Rut a Caserta, gli incontri che l’hanno costretta a ritrovare se stessa, la ritrovata energia per progettare la sua vita e i sogni che la alimentano. Blessing ha trovato la forza della denuncia per dare voce alla disperazione delle vittime gettate su molte strade italiane e di tutta Europa, di solito sono strade più degradate e pericolose, poco praticate dai più e frequentate dai clienti del sesso, vero motore di tutto il sistema che si basa sulla perversa logica della richiesta e dell’offerta. Persino in questo mondo parallelo alle strade dabbene che tutti frequentiamo, si palesa il principio della discriminazione raziale: le nigeriane costano molto meno anche solo 10,00 / 15,00 euro.

Blessing ha portato alla ribalta il problema, oggi opera per l’affrancamento delle donne vittima di tratta e ci ricorda che l’arma efficace è quella dell’emancipazione culturale delle vittime e dell’urgenza dei paesi europei di colpire l’esteso sistema di sfruttamento e schiavizzazione delle donne d’Africa.

Blessing, autrice del libro “Il coraggio della libertà” con prefazione di Dacia Maraini, ha raccontato con forza e con lucidità la vicenda di molte donne nigeriane che dopo l’inganno di un lavoro nella parte più felice del mondo, l’Europa, cadono nella rete che le avviluppa senza più possibilità di fuga, dello sfruttamento sessuale.

Blessing nella sua accorata testimonianza ricostruisce il glossario dei termini che esprimono il doloroso percorso che accompagna le donne africane, vittime di tratta: inganno di un lavoro in Europa, sponsor, benefattore che fornisce il supporto economico per affrontare il viaggio, clandestinità in cui vengono gettate le ragazze private dei documenti e quindi dall’identità cancellata, debito che aumenta inesorabilmente dal primo giorno, paura di rappresaglie verso la famiglia d’origine, stigma sociale che perseguita le ragazze anche se riuscissero a tornare in patria, schiavitù, le catene si stringono inesorabilmente intorno alle ragazze che non avendo strumenti culturali, la conoscenza di unalingua straniera e la forza di ribellarsi e chiedere aiuto.

Sono intervenuti il sindaco Enrico Franza, l’assessore alle politiche sociali Pasqualino Molinario, la presidente del Consiglio delle donne di Ariano Irpino Giusy Mirabile.

I prossimi incontri sono quello del 10 dicembre per la premiazione del concorso sulla toponomastica femminile e il 15 dicembre sulla “Manipolazione affettiva”, seminario tenuto dalla dott.ssa Roberta Bruzzone

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Convegno Panathlon:”La violenza non è uno sport”

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Il giorno 27 novembre 2021 alle ore 16.00 presso l’Auditorium comunale di Ariano Irpino il Panathlon di presieduto dalla Sig.ra Lucia Scrima, club fondato 20 anni dal Dott. Antonio Emilio Gambacorta (un uomo di sport e per lo sport) nel contesto della settimana dedicata alla lotta contra la violenza di genere promuove l’incontro “Punto di svolta: consapevolezza e re-azione. La violenza non è uno sport”. (altro…)

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Consiglio delle Donne Ariano Irpino-Eventi della settimana contro la violenza sulle donne

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Il neo costituito “CONSIGLIO DELLE DONNE”, che vede la partecipazione di più di quaranta donne di tutte le fasce di età, che vivono e lavorano nella città di Ariano, quale organo statutario del Comune di Ariano Irpino, promuove la settimana contro la violenza sulle donne per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento. Il Consiglio delle Donne, luogo di elaborazione e discussione della condizione (altro…)

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