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Emergenza neve – La nota del PSI :”Gestione disastrosa”.

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Dal PSI, sez. Ireneo Vinciguerra di Ariano Irpino,riceviamo e pubblichiamo:

“Apriamo questo 2017 con la neve, e purtroppo lo apriamo con tristezza per via della cattiva gestione di quest’emergenza, eh si perché contrariamente a quanto l’amministrazione voglia far credere ai cittadini anche quest’anno, come già da qualche anno a questa parte, ci siamo abituati a vedere una città al collasso ogni volta che la neve vien giù.
A dirlo è una innumerevole mole di persone che fanno appelli affinché vengano liberate le strade e alla richieste che arrivano da più parti il delegato di protezione Civile Sara Pannese risponde così: 
Oggi nel pomeriggio sono previste ancora nevicate per questo motivo non abbiamo ancora attivato le ditte. Partiranno da domani in mattinata in quanto le nevicate tenderanno a diminuire ed inizieranno ad innalzarsi le temperature.”
Questo uno stralcio della sua risposta in una conversazione su Facebook che mostra tutta l’inadeguatezza e l’approssimazione nella gestione dell’emergenza, fatta finora solo di proclami e spot pubblicitari.
Vogliamo dar voce a quei tanti i cittadini che si sentono abbandonati e la rabbia sale quando sulla stampa si è costretti a leggere le autocelebrazioni di questa amministrazione o addirittura inviti a provvedere in proprio o a restare in casa
Quanto dovremo ancora aspettare affinchè si affronti seriamente questa questione, tenendo conto che i cittadini non chiedono che gli venga tolta la neve fin davanti l’uscio di casa ma che quanto meno le strade principali vengano pulite in maniera decente in modo da garantire la transitabilità con le opportune dotazioni antineve.

Tutto questo avremo modo inoltre di dirlo al Sindaco e all’amministrazione tramite il nostro Consigliere Guido Riccio, il giorno 13 gennaio dato che è stato convocato il Consiglio Comunale”.

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Coordinamento Provinciale di Forza Italia Avellino:”Quella di Gambacorta e’ una non notizia”

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Quella di Gambacorta e’ una non notizia. Gambacorta essendo stato consigliere politico della Carfagna, non ha fatto altro che seguire le orme della stessa. Non vi è alcuna strategia in termini politici di un ipotetico polo moderato in questa scelta. Anche perché l’unica area moderata nella scena politica nazionale, è rappresentata da Forza Italia.
Una scelta, quindi, non dettata da valori, ma semplicemente da tatticismi inutili privi di coerenza.

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Servizi micronido e integrativi al nido-L’Azienda Consortile per le Politiche Sociali pubblica i bandi

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L’Azienda Consortile per le Politiche Sociali ha pubblicato gli Avvisi Pubblici per accedere ai Servizi di “Micro Nido” e ai Servizi Integrativi al Nido “Spazio Bambini e Bambine”, per l’anno educativo 2022/2023.

Le singole domande vanno inoltrate tramite la compilazione dello specifico Modulo ON-LINE https://ava1.retedelsociale.it entro le ore 12:00 del 26 Agosto 2022.

Per informazioni e chiarimenti è possibile contattare:

rossella.schiavo@pianosociale-a1.it

0825872441 – 08251930654

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Nel sessantesimo anniversario un libro racconta il terremoto dell’Irpinia e del Sannio del 21 agosto 1962

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Raccontare la storia di un terremoto dimenticato a sessant’anni dagli eventi che lo caratterizzarono. È questo l’obiettivo di “21 agosto 1962. Storia e memoria di un terremoto dimenticato”, opera del giornalista Alessandro Mazzaro e dello scrittore Angelo Coscia che punta a ricostruire le vicende che interessarono il sisma che nel 1962 colpì Irpinia e Sannio provocando 20 vittime e oltre 16mila sfollati.

Il libro, edito da Albatros Edizioni, prova a ricostruire quella storia utilizzando un doppio registro: storico e narrativo. In parallelo al racconto cronachistico di quei giorni, curato da Alessandro Mazzaro, corre infatti la narrazione di un ragazzo di quelle zone, narrata da Angelo Coscia. A curare la prefazione, invece, è Costantino Vassallo, ingegnere e storico dell’arte.

Quello del 21 agosto 1962 è un terremoto che smitizza la retorica del “miracolo economico”, riportando coi piedi per terra coloro che credevano che il modello di sviluppo del boom si fosse diffuso a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale.

Il primo di una lunga serie di risvegli dagli inebrianti ed ottimistici sogni dell’epoca. C’è un filo sottile che collega, non solo dal punto di vista geologico, i terremoti del 1930 (oltre mille morti), quello del 1962 e quello del 1980: partendo da una tale consapevolezza il volume punta a ricostruire la complessità in cui operano i vari elementi di sviluppo e di arretratezza in Campania ed in parte del Sud Italia.

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