Attualità
Elezioni europee ed amministrative 2019 – Codice di autoregolamentazione per la pubblicità elettorale sul quotidiano online ArianoNews24.it

Codice di autoregolamentazione per la pubblicità elettorale
(Elezioni Europee e Amministrative 2019)
sul quotidiano on line “ArianoNews24.it”
L’editore di questo giornale online, ai sensi del disposto normativo di cui alla legge numero 28 del 22 febbraio 2000, comunica che intende pubblicare sulla propria testata giornalistica messaggi politici elettorali a pagamento per le elezioni europee ed amministrative che si terranno il 26 maggio 2019 e che tali messaggi potranno essere pubblicati secondo le regole ed i criteri appresso esposti.
Tutti i messaggi elettorali dovranno indicare il soggetto politico committente e dovranno recare la dicitura: “Messaggio politico elettorale” in conformità con la legge che regolamenta la vendita degli spazi pubblicitari per propaganda elettorale e nel rispetto delle delibere adottate dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni della Repubblica Italiana, e in particolare la Delibera n. 02/2018.
Nel dettaglio:
1) Gli spazi di propaganda elettorale saranno offerti a tutti i partiti, a tutte le liste e a tutti i singoli candidati che ne facciano richiesta;
2) In caso di alleanze, ogni partito viene considerato in modo autonomo ed indipendente dall’alleanza;
3) Le prenotazioni e la consegna del materiale saranno possibili in qualunque giorno fino a una settimana prima della data delle elezioni;
4) In ottemperanza alle norme di legge che vietano di effettuare pubblicità nel giorno antecedente alle elezioni, i messaggi politici elettorali verranno rimossi entro la mezzanotte del giorno 24 maggio 2019;
5) Per richieste o preventivi inviare una e-mail ad info@arianonews24.it oppure arianonews@libero.it o telefonare al nr.3341221166;
6) I listini elettorali sono a disposizione di tutti i potenziali utenti interessati presso la sede legale del quotidiano on line;
7) È possibile prenotare spazi elettorali secondo modalità tabellare, ai costi riportati nel rispettivo listino, o a CPM fisso per ogni mille impression erogate;
8) I messaggi politici elettorali saranno pubblicati nella home page del giornale on line ed in tutte le pagine interne;
9) La disponibilità di ciascuna posizione disponibile sul giornale online per i i messaggi politici elettorali segue esclusivamente il criterio temporale della prenotazione;
10) Sono possibili, a richiesta, anche posizionamenti e tipologie diverse, compresa la pubblicazione di messaggi politici elettorali in video o la socializzazione di tali contenuti video sul dispositivo social della testata. Il costo di tali servizi è inerente a quello dell’advertorial così come riportato nel listino depositato in sede;
11) Ogni banner potrà comprendere foto, messaggio elettorale e dati del candidato (simbolo del partito di appartenenza). Il committente potrà scegliere se indirizzare il banner verso un sito esterno o una pagina Facebook.
12) È cura del committente fornire il materiale informativo attraverso e mail in tempo utile per la realizzazione dello spazio acquistato;
13) I banner saranno visibili secondo accordi e il candidato, in caso di necessità, potrà acquistare in qualsiasi momento altri spazi disponibili sul sito. Il pagamento è sempre anticipato e va effettuato tramite bonifico bancario. Dopo il pagamento è richiesto un documento da inviarci nelle modalità di cui sopra, attestante l’avvenuto pagamento. Non saranno accettate inserzioni dal contenuto testuale o grafico difformi da quanto stabilito da tutte le norme di legge e dalle disposizioni dell’Autorità Garante per le Comunicazioni vigenti in materia. L’Editore si riserva di verificare i contenuti e i corredi grafici dei messaggi e, ove ritenuti gli stessi difformi dalle previsioni normative citate, potrà rifiutarne la pubblicazione. In caso di spazio pubblicitario prenotato e pagato e di non approvazione del banner, sarà rimborsata la quota versata. L’acquisto dei messaggi politici elettorali (banner) può prevedere la pubblicazione dei comunicati stampa relativi alle iniziative promosse dal candidato.
La pubblicazione di spazi promozionali, redazionali, interviste o altro non vincola in alcun modo la linea editoriale del giornale on line che dunque, in ogni caso, rimarca la propria autonomia in vista della prossima tornata elettorale. La stessa testata si riserva, come sempre, la massima libertà decisionale nella pubblicazione di commenti politici.
Il giornale on line non riceve fondi pubblici né ha mai percepito finanziamenti agevolati o a fondo perduto. Nessun ente pubblico ha mai concesso contributi. Solo la pubblicità è a pagamento e aiuta a sostenerci.
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Attualità
ArianoArena e Family Run, il 2 settembre conferenza stampa di presentazione

Si riconferma un evento importante per la città di Ariano Irpino.
Il tradizionale appuntamento, a cura della ASD Marathonclub con il patrocinio del Comune di Ariano Irpino e del circolo dipendenti BPER, si svolgerà nella mattinata di domenica 07 settembre alle ore 9:30. Si tratta di una gara podistica agonistica Regionale Fidal, di 10 km. Anche quest’anno la gara competitiva verrà affiancata da una Family Run, passeggiata sportiva non competitiva, aperta a tutti con partenza dalla Villa Comunale alle ore 10.15 in collaborazione con l’Associazione Valentina un Angelo per la Vita.
L’appuntamento verrà presentato ufficialmente il giorno 02 settembre alle ore 18:00 presso la sala Ilaria Alpi (Palazzo degli uffici), con una conferenza stampa a cui prenderanno parte, tra gli altri: Il presidente della ASD Marathonclub Antonio Iuozzo, il Sindaco di Ariano Irpino Enrico Franza, il top runner Raffaele Giovannelli , esponenti della Fidal Regionale/Nazionale, alcuni dei principali sponsor e avrà come moderatore Gennaro Varrella, atleta, tecnico, speaker di manifestazioni sportive, nonché voce narrante insieme a Martina Amodio della ArianoArena2025.
La cittadinanza è invitata a partecipare
Attualità
Buscaino, coordinamento acqua pubblica:”Le multinazionali si sono sostituite alla nostra democrazia”

Le multinazionali stanno distruggendo il mondo con la loro sete di potere e danaro. Vogliono controllare le risorse naturali come l’acqua che consente la vita a tutti noi esseri umani, animali e piante. Sono le padrone delle nostre vite. L’acqua è uno di quei servizi che lo Stato rende alla collettività, garantendone l’universalità, la continuità e l’economicità, per il soddisfacimento dei bisogni dei cittadini. Ma il suo carattere pubblico, è stato ormai messo in dubbio più volte, a prescindere dall’esito del referendum. Le multinazionali si sono prese il diritto di scegliere chi deve vivere e chi deve morire. In Israele Mekorot , la compagnia idrica israeliana a partire dal 1967, è riuscita a sottrarre, cioè a rubare, il 90% della loro acqua ai Palestinesi. Mekorot controlla completamente l’accesso all’acqua nei territori occupati. A Gaza, dopo l’ottobre 2023, ha fatto funzionare le condutture al 22% della capacità, lasciando Gaza City senza acqua per il 95% del tempo. Il furto dell’acqua rientra nella più ampia strategia israeliana di sottrarre territorio e risorse alla popolazione palestinese per impedirne la permanenza rendendo impossibile lo sviluppo dell’economia ed una qualità della vita minimamente accettabile. Mekorot opera in varie decine di pozzi in Cisgiordania, principalmente nella regione della Valle del Giordano, che riforniscono la maggior parte degli insediamenti israeliani. Queste organizzazioni si sentono al di sopra del diritto internazionale, ormai non ci sono più diritti, vige la legge del più forte.
Acea ha fatto degli accordi con Mekorot nel dicembre 2013. La collaborazione consiste «nello scambio di esperienze e competenze nel settore del trattamento delle acque reflue, nella ricerca di soluzioni comuni per una gestione innovativa e sempre più efficiente delle reti di distribuzione di acqua potabile, oltre allo studio di soluzioni per la protezione e la sicurezza dei sistemi di approvvigionamento idrico». Alla firma dell’accordo eranopresenti anche Benjamin Netanyahu e Enrico Letta, all’epoca Presidente del Consiglio italiano. Gli accordi fra ACEA e Mekorotcontinuano tuttavia ad esistere, nonostante una pressione sempre maggiore da parte della società civile. La società civile si ribella per l’immoralità di questo accordo che sostiene gli autori di un genocidio. Ma per tanti, i soldi valgono più delle vite e della dignità delle persone.
Anche qui in Campania ci sono i fans di ACEA. In questi giorni di agosto in Campania il clima politico è caldo per gli aumenti delle tariffe adesso posticipati e per le privatizzazioni che hanno come protagonista ACEA, l’immorale ACEA. Nonostante sia chiaro che i cittadini non hanno alcun vantaggio dalle privatizzazioni alcuni politici senza scrupoli legati ad ACEA stanno spingendo verso le privatizzazioni. E vorrebbero anche fare credere ai cittadini che è conveniente. Noi qui in Irpina in bolletta paghiamo per il lavoro di ACS di farci arrivare l’acqua a casa, con la privatizzazione e a questo costo dobbiamo aggiungere il profitto ( il pizzo) per le multinazionali che sicuramente raddoppieranno le bollette. Questi signori che non rispettano la democrazia e cioè la volontà di 26 milioni di cittadini che loro credono che siano stupidi mentre loro sono quelli intelligenti che stanno dalla parte di chi ha il potere, mi devono spiegare in cosa consiste la nostra convenienza. Se ACS non ha funzionato bene non è perché è pubblica ma perché non è stata amministrata bene. Ci sono società private che hanno fatto di peggio di ACS vedi GESESA, vedi GORI che i cittadini di 74 comuni della Campania odiano perché si sentono derubati. La bugia che gli amici di ACEA raccontano è che il privato pagherà i debiti di ACS e per loro il privato è provvidenziale. Io informo questi signori che l’immorale ACEA non è un’organizzazione caritatevole. Quindi i debiti di ACS prima devono essere saldati dal pubblico e dai cittadini attraverso le bollette e poi vengonocedute quote ai signori che ci devono guadagnare sulla nostra pelle. A volte le multinazionali fanno accordi con società con debiti ma valutano il potenziale di mercato che in ACS non c’è. In questo caso nessuna multinazionale farebbe accordi con una società piena di debiti.
Ieri l’Ente Idrico Campano quasi all’unamità ha deliberato la privatizzazione della gestione dell’acqua nella provincia di Caserta, in violazione dell’articolo 16 dello Statuto dell’EIC non hanno fatto partecipare il pubblico all’assemblea e cosa gravissima in violazione dell’articolo 21 della Costituzione non hanno fatto partecipare i giornalisti. In Israele li eliminano fisicamente, qui non li fanno entrare. Si vede che hanno qualcosa da nascondere.
I cittadini quando andranno a votare devono valutare con attenzione ed evitare di votare per gente che fa gli interessi delle criminali multinazionali complici di Israele. Votate sempre per l’acqua pubblica e per l’interesse collettivo, l’interesse dei popoli e non quello dei criminali.
Giuseppina Buscaino Referente del Coordinamento campano Acqua Pubblica
Attualità
I Patriarchi di Gerusalemme Pizzaballa e Teofilo III non lasciano Gaza

Al popolo israeliano interessa solo salvare gli ostaggi mentre ignora la barbara uccisione dei soccorritori ed il massacro dei palestinesi evacuati da Gaza. Nessuna giustificazione per gli israelianiche tacciono di fronte alla barbarie, sono complici del governo e scrivono la storia di Israele con il sangue versato dai palestinesi.
In una nota congiunta il patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, e quello dei greco ortodossi Teofilo III dichiarano che: “Non c’è motivo di giustificare lo sfollamento di massa deliberato e forzato di civili” proseguono “Il clero e le suore hanno deciso di rimanere e continuare a prendersi cura di tutti coloro che saranno nei complessi”.
Parole pesanti che non inducono Netanjahu a recedere dai suoi propositi, tant’è che ha intimato lo sgombro del complesso greco-ortodosso di San Porfirio e il complesso della Sacra Famiglia dove le suore dedicano la loro vita alla cura dei bisognosi,degli indifesi e degli ammalati privi di assistenza e di un rifugio sicuro.
La fame come arma è un crime di guerra, un operatore delle organizzazioni umanitarie racconta che: “i bambini dicono ai genitori che vogliono andare in paradiso, perché almeno lì c’è il cibo”. La storia si ripete: allora erano gli ebrei nei lager nazisti, oggi i palestinesi a Gaza. Nessuna differenza, identica inumanità.
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