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Zichichi chiude il Meeting Le Due Culture.

redazione

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Cala il sipario sull’edizione 2015 del meeting ‘Le Due Culture’, il tradizionale appuntamento targato Biogem, nato per far dialogare sapere scientifico e cultura umanistica, con il contributo di autorevoli intellettuali e scienziati. Ad aprire il dibattito, Emma Giammattei dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli con una relazione dal titolo ‘Il bello, l’interessante, lo spettacoloso. Peripezie dell’estetica, da De Sanctis a Croce.

Nella giornata conclusiva del meeting, l’atteso intervento del grande scienziato Antonino Zichichi, professore emerito di fisica superiore nell’università di Bologna. Per circa due ore Zichichi ha incantato la platea con una relazione sulla bellezza del creato, tra scienza e fede. “La bellezza del creato è la prova che non siamo figli del caos; se fossimo nati dal caos come pretende la cultura atea senza saperlo dimostrare, non potrebbero esistere le leggi fondamentali della natura”. Antonino Zichichi è autore di oltre 1100 lavori scientifici, tra cui 7 scoperte, 5 invenzioni ( nessuna brevettata), 3 idee originali che hanno aperto nuove strade nella fisica subnucleare delle alte energie, e 4 misure di alta precisione di quantità fisiche fondamentali.

Al termine dell’intervento di Zichichi, la consegna del premio letterario Maria Antonia Gervasio alla migliore opera di divulgazione scientifica edita nel biennio 2014/2015. A vincere quest’anno il prestigioso riconoscimento, Vladimiro Bottone con Vicaria.

Svelato il tema dell’edizione 2016 del meeting: “Tutti gli animali, io pure, si esprimono” ( Karl Popper)

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Attualità

Alessio Boni in un corto su Carlo Gesualdo

redazione

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Prende vita il cortometraggio “Il Perdono”, prodotto da Irpinia Film Commission, diretto da Roberto Flammia e dedicato al genio musicale del principe Carlo Gesualdo.
Lo fa avvalendosi della partecipazione, da protagonista, di Alessio Boni, uno dei più validi e importanti attori del piccolo e grande schermo italiano. (altro…)

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Attualità

Una nuova opportunità per i giovani con il progetto Erasmus+

redazione

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10 borse di mobilità per intraprendere un’esperienza lavorativa di 2 mesi a Malta in ambito turistico e culturale (altro…)

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Attualità

La Carfagna gioca con i numeri trecento sindaci Meridionali scenderanno in piazza il 25aprile a Napoli per rivendicare il 68% del Recovery Fund

Antonio Bianco

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Il governo Draghi senza sosta snocciola le percentuali del Recovery Fund da assegnare al Sud. La memoria è corta, dimenticano che l’Europa ha attribuito al Meridione, quale area sottosviluppata, almeno il 68% dei 209 miliardi destinati all’Italia. In questa amnesia generalizzata è caduta per sino la ministra per il Sud e la coesione sociale Mara Carfagna, di origine salernitana, la quale durante l’intervento nel question time al senato, con tono trionfante annunciava che il Meridione avrà in dote non il 34% ma il 40% dei fondi del Recovery Fund. La Carfagna snocciola solo numeri senza che vi siano nuovi progetti da mettere in campo per il Sud e, si ripete, dimentica che l’UE ha assegnato al Meridione il 68% del Recovery Fund. Fra le infrastrutture da finanziare, con il 40% dei fondi del Recovery Fund, include opere già in parte iniziate e pure finanziate come la tratta ferroviaria ad alta capacità tra Napoli e Bari. Mentre l’alta velocità da Salerno a Reggio Calabria e sino a Palermo è solo un sogno, in egual misura è la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, il quale consentirebbe il completamento del corridoio dell’alta velocità da Palermo sino a Berlino. Indubbi sarebbero i vantaggi che si arrecherebbero all’occupazione ed all’aumento del PIL dell’area meridionale che vedrebbe intensificare il traffico dei containers dei porti di Augusta e di Gioia Tauro provenienti dall’Asia, facendo concorrenza al porto di Tangeri in Marocco, oggi un hub in continua espansione nella movimentazione dei containers. Inoltre il significativo aumento del traffico passeggeri migliorerebbe la mobilità, ridurrebbe l’inquinamento prodotto dalle automobili ed i tempi di percorrenza sino a 3 ore tra Reggio Calabria e Roma. Non possiamo stare zitti, il Meridione è parte integrante del Paese, se il governo e la Carfagna continuano a dare i numeri al lotto si rischia la balcanizzazione del Paese.

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