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Vivere senza carne si può e ne beneficerebbe il pianeta

Giuseppina Buscaino

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L’ordine zoologico dei Primati comparve sulla Terra 65 milioni di anni fa. Gli studi paleontologici e quelli molecolari ( l’analisi dei geni e delle proteine contenute nei tessuti), confermano che l’uomo e le grandi scimmie africane quali gorilla e scimpanzè sono derivati da un processo evolutivo comune. Gli studi sulle molecole sottolineano infatti l’estrema affinità del dna umano con quello delle grandi scimmie africane. In realtà l’uomo non deriva dalla scimmia perché, più correttamente, l’uomo è una scimmia. L’uomo, quindi essendo una scimmia si cibava di frutta. “E per derivazione ancestrale, è una scimmia d’ombra: visse per milioni di anni sugli alberi, nell’ombra delle fronde; sceso a terra, poi, vagò per altri milioni di anni nella savana ( La savana è un ambiente climatico tipico della fascia torrida ed è caratterizzata da temperature elevate e scarse precipitazioni ).

Ma durante la preistoria dell’uomo si verificarono eventi meteorologici e geologici che alterarono profondamente l’ambiente. In particolare vennero alterati i biomi vegetali ( Un bioma è un’ampia porzione di biosfera, individuata e classificata in base al tipo di vegetazione dominante) dai quali l’uomo traeva il proprio nutrimento. Ci furono periodi di aumenti eccezionali di piovosità (pluviali). La glaciazione chiamata Worm comportò l’avanzata dei ghiacciai su gran parte delle regioni euroasiatiche, con conseguente distruzione delle foreste e con effetti che si protrassero sino a 10.000 anni fa circa. Alle fasi pluviali pluviali fecero seguito delle fasi di siccità.
L’insieme di tali eventi provocarono notevolissime riduzioni delle foreste che si trasformarono prevalentemente in savane.
L’uomo fu così costretto ad assumere le caratteristiche di un animale da savana, per sopravvivere, fu costretto a cibarsi di quello che in tale ambiente trovava. Vi trovò le graminacee. Con artifizi l’uomo riuscì, con l’aiuto del fuoco, ad utilizzare queste cariossidi. Ma l’essere umano diventato ormai un animale da savana fece ricorso alla carne degli erbivori abitatori della savana, che mangiò con l’aiuto del fuoco. Senza l’artifizio della cottura e (per i cereali) della molitura, l’uomo non avrebbe potuto diventare nè un mangiatore di carne, né cerealivoro, giacché le sue caratteristiche anatomiche naturali (dentatura, ecc.) da sole, non lo avrebbero consentito. L’impatto con le innaturali deviazioni alimentari (cereali e proteine animali, peraltro cotti ) ebbe, per l’uomo, conseguenze catastrofiche in termini di salute e di durata della vita. Reay Tannahill ( una storica britannica che scrisse il libro “ Storia del cibo”) nel suo libro ci dice che addirittura durante il periodo dei Neanderthaliani meno della metà della popolazione sopravviveva oltre i 20 anni e 9 su 10 degli adulti restanti morivano prima dei 40 anni”. Fu soprattutto l’avvento del cibo carneo, con il suo contenuto eccessivo di proteine e con la conseguente tossiemia a produrre tali disastrosi effetti sul corpo, ma anche sulla mente degli uomini; non bisogna infatti dimenticare che la carne crea aggressività. Questo immane prelievo, a scopo alimentare, di proteine dal mondo animale influisce profondamente sul comportamento umano. In linea generale, in condizioni di vita naturale, gli animali carnivori sono feroci e aggressivi, mentre quelli non carnivori sono pacifici e socievoli. Seneca faceva notare che tra i mangiatori di gran quantità di carne si annoverano i tiranni, gli organizzatori di eccidi, di faide e di guerre fratricide. Aldo Capitini diceva che gli uomini smetteranno di uccidersi fra di loro, quando smetteranno di uccidere gli animali. Alcuni hanno bisogno della carne, dal momento che questa società capitalistica si basa suÌla competitività, sulla libera e sfrenata concorrenza e sull’arrivismo, ed esige dall’individuo una grinta aggressiva che permetta di farsi strada. Molti sono dipendenti dall’uso di carne, perché la carne contiene ipoxantina che ha una struttura simile a quella della caffeina del caffè e a quella della teobromina del cacao, con cui hanno in comune molti effetti tra i quali: Stimola il sistema nervoso centrale e produce una sensazione di vitalità e di energia che in molti casi è solo apparente.
L’International Agency for Research on Cancer dell’Organizzazione Mondiale della Sanità punta l’indice su un nutriente, la carne rossa e i prodotti della sua trasformazione: insaccati, hamburger, carni lavorate come wurstel, pancetta e e così via sino alla carne in scatola e ai sughi pronti a base di carne. Secondo le ricerche ci stiamo alimentando in modo da innescare il cancro. Nonostante i tumori possano avere cause varie e complesse in cui geni e ambiente esercitano il proprio influsso, è ormai accertato che anche quello che mangiamo possa – alla lunga – farci ammalare o proteggerci. Infatti invece i cibi antiossidanti prevengono il cancro e fanno aumentare la resistenza alle infezioni che possono essere causate da virus o batteri. Gli antiossidanti più potenti sono contenuti nel mondo vegetale e sono:
il Glutatione: prodotto dal nostro organismo, si trova anche in alcuni vegetali tra cui l’asparago, l’avocado, gli spinaci, le pesche e le mele.
la Vitamina C: le principali fonti sono coriandolo ed erba cipollina, uva, peperoni, peperoncino, ribes nero, timo fresco, prezzemolo, rucola, crucifere (cavolo, cime di rapa, verza, broccoli), kiwi e agrumi;
la Vitamina E: ne sono ricchi gli oli vegetali (arachidi, mais, girasole, olio extravergine di oliva), avocado, nocciole, arachidi, cereali integrali, semi di girasole, mandorle, curry, origano, avocado, kiwi;
la Vitamina D: ne sono ricchi il tuorlo d’uovo, formaggi e burro. I funghi rappresentano l’unica fonte vegetale.
il B-Carotene (precursore della Vitamina A): si trova nel peperoncino, carote, albicocche secche, zucca, prezzemolo, pomodori maturi, broccolo e cavolo verde”.
Poi ci sono le vitamine e i minerali che sono utili a mantenere il sistema immunitario efficiente: Vitamina B6 che si trova in cereali e farine integrali, avocado, spinaci, broccoli, frutta secca;
Vitamina B12 in uova, latte e formaggi, frutti di mare e pesci grassi;
Selenio e Zinco, metalli importanti per la loro attività antiossidante, si trovano nel grano e avena, legumi;
Ferro (uova, lenticchie, acciughe, sarda.) e Rame (contenuto nei funghi, lenticchie, mandorle) per la loro partecipazione all’immunità cellulare e alla produzione di anticorpi (cioè proteine prodotte dal sistema immunitario in grado di riconoscere e neutralizzare gli agenti estranei e pericolosi);
La carne non è cibo per l’uomo, ma il suo consumo è così diffuso da essere considerato invece un fatto naturale. Ma il consumo di carne comporta l’esistenza degli allevamenti intensivi ( indispensabili per rifornire 7,8 miliardi di persone), luoghi terribili in cui poveri esseri senzienti docili perché erbivori e inermi vengono torturati, assumono farmaci promotori della crescita perché il capitalismo vuole che vengano uccisi giovani e devono essere grandi e grassi, senza considerare il grave inquinamento che l’esistenza forzata di tanti esseri provoca. In una puntata di Presa diretta, diversi scienziati intervistati che non erano vegetariani, hanno detto che il consumo di carne non è più sostenibile. Vorrei che tanti riflettessero su questa questione. I cibi più importanti per la nostra sopravvivenza sono cibi vegetali, della carne si può benissimo fare a meno, considerando anche che il primate uomo non è carnivoro, ma si è dovuto adattare per sopravvivere, ma adesso abbiamo un’ampia scelta di cibo e per fortuna non ci sono le glaciazioni e nemmeno le piogge violente. Ma se continueremo a inquinare in questo modo chissà!! L’uomo crede di essere il più evoluto, ma è solo lui che sta distruggendo questo pianeta. L’uomo non è “più evoluto” di un insetto o di una patata, o persino di un batterio: tutti gli organismi oggi viventi sono la manifestazione di un processo evolutivo cominciato circa 4 miliardi di anni fa, e siamo tutti profondamente imparentati. Giustamente Mario Tozzi dice che cibarsi di animali è cannibalismo perché loro sono i nostri fratelli.

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