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Stop del turismo inglese in Campania fino al 23 agosto: Giovannantonio Puopolo chiede alle istituzioni un intervento immediato

redazione

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Lancia un appello al Governo italiano e alla Regione Campania a trovare soluzioni concrete per il bene del turismo l’imprenditore Giovannantorio Puopolo dopo lo stop ai voli per Napoli degli inglesi a causa delle numerose incertezze. Un intervento rapido con progetti solidi di rilancio per cui sono necessari fondi dedicati e non contribuiti a pioggia. Il grido d’allarme arriva dopo l’ennesima tegola che si abbatte sulla Campania: la Tui, colosso planetario del viaggio e riferimento del movimento turistico inglese, ha annunciato che i suoi collegamenti aerei con l’aeroporto di Capodichino non riprenderanno prima del 24 agosto e, dopo tale data, non saranno più di due alla settimana.
Alla luce di tale decisione, quindi, la tanto attesa ripresa turistica è a serio rischio così come le aspettative del turismo legato con il mercato turistico inglese per cui si stima una perdita di 850 mila presenze.
«Il flusso anglosassone andrà verso altre mete quali la Spagna e la Grecia, e la riapertura a fine agosto serve a poco. Tutto il turismo costiero soffrirà alla pari di quello delle zone interne dove gli inglesi fanno turismo enogastronomico» afferma Puopolo, che aggiunge: «L’Italia ancora non dà un segnale di sicurezza perché ci sono problemi in Lombardia e a Mondragone, e il governo ha stanziato appena 2 miliardi per il turismo a fronte della Francia che, pur non essendo un Paese ad alta vocazione turistica, ne ha investiti 18. Chiedo allora che si intervenga con rigore, progettualità e lungimiranza perché il turismo è un volano molto forte della nostra economia».

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Verso le Regionali – Maria Elena De Gruttola inaugura il Comitato Elettorale

redazione

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Venerdì 7 agosto 2020 alle ore 19 ad Ariano Irpino verrà inaugurato il comitato elettorale della candidata al (altro…)

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I vincitori dell’ottava edizione dell’Ariano International Film Festival

redazione

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LA MAGIA DEL CINEMA E LA FORZA DELLA CULTURA … I MOTORI PER LA RIPARTENZA” (altro…)

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I Meridionali: delinquenti abituali

Antonio Bianco

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È incredibile, il giornalista professionista Daniele Martinelli ha espresso idee datate e prive di senso logico.

Questi i fatti.

I reati commessi dai carabinieri di Piacenza ed il sequestro della caserma hanno fatto scatenare il nostro prode eroe che in un commento su facebook scriveva: Va però ribadito che la predisposizione a delinquere e a fare del male è solitamente propria di chi nasce, cresce e si forma al Sud”. Parole inqualificabili e razziste che ripropongono le teorie di Cesare Lombroso, mandate al macero dalla storia, prive di contenuto scientifico, indegne di un giornalista, frutto dell’ignoranza. Meraviglia il silenzio dei media e di tutti i Partiti, incluso il M5S, che ha avuto ampi consensi elettorali ed ha eletto una moltitudine di Parlamentari meridionali, incluso Di Maio, reputati da Daniele Martinelli, “delinquenti abituali” essendo nati e cresciuti al Sud.

Silenzio eloquente che mostra, ancor di più, il pregiudizio atavico nei confronti dei Meridionali additati come la “razza maledetta”, Parole e pensieri già ampiamente espresse in altre occasioni da Feltri “[…] Perché mai dovremmo andare in Campania? A fare i parcheggiatori abusivi? I meridionali in molti casi sono inferiori […]”; e da Zaia “[…] mezza Italia è fatta di cialtroni e fannulloni […]”.

Gli apprendisti stregoni soffiano sul fuoco e dimenticano che le parole sono pietre che possono evocare il nemico con conseguenze inimmaginabili sull’amalgama della comunità italiana, caratterizzata da stridenti disparità socio-economiche che rendendo l’Italia una Nazione disunita e disuguale.

Disparità mai sanata, mai messa in discussione dalla miope classe politica Nazionale ed aggravata da quella locale, assoggettata supinamente agli interessi del Nord che, sin ad oggi, ha sacrificato i diritti di cittadinanza di 21 milioni di persone residenti nel Sud. Fatti messi in luce dallo Svimez che stigmatizza una realtà da esodo biblico. Negli ultimi 15 anni, infatti, circa 2 milioni di persone, la metà giovani ricompresi fra 15 e 34 anni, hanno abbandonato il Meridione e 800 mila non vi hanno più fatto ritorno.

Tutto ciò è inaccettabile, sia l’imminente campagna elettorale per le regionali e le comunali il palcoscenico per riaccendere i riflettori sullo scippo di risorse umane e finanziarie praticato nei confronti del Meridione. Chi tace è connivente ed accetta le pretese secessioniste delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Non basta dichiarare di voler il bene della comunità in cui si vive, occorrono fatti non parole: “[…] A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca […]” (Don Lorenzo Milani).

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