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Attualità

Situazione Frangipane,Luparella:”dichiarazioni della Morgante tutt’altro che rassicuranti”

redazione

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Il Consiglio Comunale del 1° dicembre è stato certamente un fatto positivo, per la sostanziale unità raggiunta su un argomento essenziale, quale l’emergenza sanitaria, e per la qualità del documento di analisi e di proposta approvato. Detto questo, non si comprende molto  quali siano le rassicurazioni della Dirigenza ASL che rendono così soddisfatto il nostro Sindaco.
Lo scopo del Consiglio di ieri non era certo quello di ottenere rassicurazioni immediate, ma di segnalare problemi, preoccupazioni e criticità, e suggerire soluzioni per tamponare al meglio l’emergenza senza sacrificare troppo l’ordinario funzionamento dell’Ospedale Frangipane.
Potremo sentirci veramente rassicurati solo quando quei problemi, quelle preoccupazioni, quelle criticità saranno state risolte.
Purtroppo dal documento approvato, e da quanto riferito dal Direttore Generale, è emerso un quadro tutt’altro che rassicurante: impossibilità di riaprire nell’immediato Medicina Ordinaria e Terapia Intensiva, analoga impossibilità di separare in modo netto i percorsi Covid e no-Covid, e ciò a causa della gravissima carenza di personale segnalata dal Direttore Generale..
Certo, ci è stato confermato che alla fine dell’emergenza il nostro Ospedale tornerà alla normalità, recupererà i reparti che momentaneamente ha perso, ne vedrà aprire altri: su tutto questo, però, non c’erano grossi dubbi, eravamo stati già da tempo rassicurati, e sarebbe stato grave il contrario.
Nessuna risposta abbiamo ottenuto sul perché il nostro Ospedale abbia ricevuto, a seguito dell’emergenza Covid, un fardello così pesante, nonostante le direttive regionali non lo prevedessero affatto.
Permangono insomma, allo stato, tutte le perplessità che avevano reso necessaria la convocazione del Consiglio, che ieri ha conferito al Sindaco, all’unanimità, un mandato ben preciso: attivarsi in ogni sede politica ed istituzionale, facendo finalmente valere quella “filiera” che ha costituito il cavallo di battaglia della sua campagna elettorale.

Attualità

Confesercenti: con Michele Pannese, nuovo responsabile del settore Turismo

redazione

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Michele Pannese, imprenditore del comparto della ristorazione e della ricezione, è il nuovo responsabile provinciale del settore Turismo della Confesercenti di Avellino. (altro…)

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Attualità

Per far correre Milano occorre rallentare Napoli I Proff. Boeri e Perotti rilanciano per l’università la teoria di Tabellini, già rettore della Bocconi

Antonio Bianco

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La discussione sull’allocazione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) alle università è animata dai valenti bocconiani Tito Boeri e Roberto Perotti. Sono convinti sostenitori della tesi che tali risorse finanziarie debbano essere, in misura cospicua, assegnate alle migliori università del Nord che incarnano l’eccellenza del mondo accademico italiano, riconoscimento tributato a livello internazionale per la qualificata ricerca attuata in questi atenei e l’elevato standard dei servizi offerti agli studenti. Immediata è stata la risposta di Sandro Staiano, Direttore dal Dipartimento di Giurisprudenza della Federico II di Napoli che ha inviato un documento-appello a Draghi al quale hanno aderito eminenti Costituzionalisti e docenti universitari di tutta Italia.

Tutti i professori e ricercatori che vogliano aderire, possono inviare un messaggio in tal senso, con nome, cognome, Ateneo di appartenenza, a
giuliano.laccetti@unina.it OPPURE a sandro.staiano@unina.it .

I dubbi di incostituzionalità della proposta dei due bocconiani sono molteplici e ben fondati, in quanto il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) vuole ridurre le evidenti disuguaglianze fra le due macro aree del Paese,causa ed effetto dei pochi denari erogati dallo Stato centrale alle università meridionali, penalizzate dall’adozione del criterio della spesa storica che ha mozzato le gambe alla ricerca e ridotto i servizi agli studenti. Inique disuguaglianze alle quali proprio il PNRR vorrebbe porre rimedio perricreare la coesione tra le due macro aree del Paese. Forse i valenti Professori della Bocconi dimenticano il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione,nonché l’articolo 34 che riconosce a tutti gli studenti di poter raggiungere i più alti gradi dell’istruzione. Diritti riconosciuti a tutti i cittadini, esercitabili in egual misura e ad ogni latitudine del territorio nazionale, dotando tutte gli atenei di fondi statali sufficienti, inclusi quelli straordinari del PNRR,necessari a ridurre nell’ambito accademico le distanze tra il Nord ed il Sud. Se la tesi dei due bocconiani fosse fatta propria dal Governo Draghi si condannerebbero le università del Meridione ad una vita grama, con la possibilità di svolgere solo l’attività didattica e la probabile prematura chiusura. Se questo Governo è di Unità nazionale non può fondare le sue scelte su tesi discriminatorie o di fantomatica primazia delle università del Nord rispetto a quelle meridionali. Solo a parità di fondi erogati a tutte le università italiane, incluse quelle meridionali, vi può essere una gara vera e leale. La tesi del duo bocconiano Boeri-Perotti deve essere gettata alle ortiche.

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Attualità

Emergenza Covid in Irpinia-99 persone positive in provincia, 7 casi a Grottaminarda

redazione

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L’Azienda Sanitaria Locale comunica su 1.490 tamponi effettuati sono risultate positive al COVID 99 persone: (altro…)

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