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Attualità

Partono da Savignano Irpino “I Cammini della Via Francigena del Sud”

redazione

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Il 9 agosto primo appuntamento per il progetto promosso dai comuni delle valli del Miscano e del Cervaro.

Torna, per l’edizione 2020, il progetto “I Cammini della Via Francigena del Sud” che quest’anno vede partecipare insieme i comuni di Casalbore, capofila dell’iniziativa, Greci e Savignano Irpino. Sarà proprio quest’ultimo comune, inserto nel circuito de “I Borghi più belli d’Italia” dare il via agli appuntamenti in programma con la prima tappa che si terrà domenica 9 agosto. Si comincia la mattina, aprire dalle ore 10,00, con un’escursione guidata di trekking urbano alla scoperta delle meraviglie custodite dall’antico borgo in provincia di Avellino. Il punto di raduno e accoglienza dei partecipanti sarà allestito presso la Fontana Angelica, simbolo del centro storico. La passeggiata si concluderà al Castello Guevara, che domina dall’alto della cosiddetta “Tombola” la Valle del Cervaro, dove sarà possibile partecipare ad uno speciale laboratorio dedicato alla lavorazione a mano della pasta. La giornata si concluderà, alle ore 21,30, in Piazza Umberto I con lo spettacolo teatrale di rievocazione storica a cura della compagnia SulReale “Il giovane Padre Pio”. Infine, vi sarà la possibilità di pranzare presso strutture convenzionate. Il medesimo format si ripeterà ni successivi appuntamenti a Greci e Casalbore, con variazioni per quanto concerne i laboratori e gli spettacoli che saranno dedicati, ovviamente, alle peculiarità locali. Tre appuntamenti, dunque, per scoprire le bellezze delle valli del Miscano e del Cervaro, ove insistono i comuni protagonisti dell’iniziativa che, ancora una volta, hanno scelto di mettere in rete singoli eventi, creando un calendario unico di momenti caratterizzati da programmi di attività volte ad arricchire le tradizionali passeggiate lungo i percorsi sempre più frequentanti dai tanti appassionati camminatori. Un’occasione da non perdere per riscoprire, in totale sicurezza, il contatto con la natura e la storia nel cuore della verde Irpinia. L’intervento è co-finanziato dal POC Campania 2014-2020. “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e la cultura. Programma regionale di eventi e iniziative promozionali”.

Per info e prenotazioni

e-mail: info@icamminidellaviafrancigena.it

Mob:3770481106

Attualità

Verso le Regionali – Maria Elena De Gruttola inaugura il Comitato Elettorale

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Venerdì 7 agosto 2020 alle ore 19 ad Ariano Irpino verrà inaugurato il comitato elettorale della candidata al (altro…)

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I vincitori dell’ottava edizione dell’Ariano International Film Festival

redazione

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LA MAGIA DEL CINEMA E LA FORZA DELLA CULTURA … I MOTORI PER LA RIPARTENZA” (altro…)

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I Meridionali: delinquenti abituali

Antonio Bianco

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È incredibile, il giornalista professionista Daniele Martinelli ha espresso idee datate e prive di senso logico.

Questi i fatti.

I reati commessi dai carabinieri di Piacenza ed il sequestro della caserma hanno fatto scatenare il nostro prode eroe che in un commento su facebook scriveva: Va però ribadito che la predisposizione a delinquere e a fare del male è solitamente propria di chi nasce, cresce e si forma al Sud”. Parole inqualificabili e razziste che ripropongono le teorie di Cesare Lombroso, mandate al macero dalla storia, prive di contenuto scientifico, indegne di un giornalista, frutto dell’ignoranza. Meraviglia il silenzio dei media e di tutti i Partiti, incluso il M5S, che ha avuto ampi consensi elettorali ed ha eletto una moltitudine di Parlamentari meridionali, incluso Di Maio, reputati da Daniele Martinelli, “delinquenti abituali” essendo nati e cresciuti al Sud.

Silenzio eloquente che mostra, ancor di più, il pregiudizio atavico nei confronti dei Meridionali additati come la “razza maledetta”, Parole e pensieri già ampiamente espresse in altre occasioni da Feltri “[…] Perché mai dovremmo andare in Campania? A fare i parcheggiatori abusivi? I meridionali in molti casi sono inferiori […]”; e da Zaia “[…] mezza Italia è fatta di cialtroni e fannulloni […]”.

Gli apprendisti stregoni soffiano sul fuoco e dimenticano che le parole sono pietre che possono evocare il nemico con conseguenze inimmaginabili sull’amalgama della comunità italiana, caratterizzata da stridenti disparità socio-economiche che rendendo l’Italia una Nazione disunita e disuguale.

Disparità mai sanata, mai messa in discussione dalla miope classe politica Nazionale ed aggravata da quella locale, assoggettata supinamente agli interessi del Nord che, sin ad oggi, ha sacrificato i diritti di cittadinanza di 21 milioni di persone residenti nel Sud. Fatti messi in luce dallo Svimez che stigmatizza una realtà da esodo biblico. Negli ultimi 15 anni, infatti, circa 2 milioni di persone, la metà giovani ricompresi fra 15 e 34 anni, hanno abbandonato il Meridione e 800 mila non vi hanno più fatto ritorno.

Tutto ciò è inaccettabile, sia l’imminente campagna elettorale per le regionali e le comunali il palcoscenico per riaccendere i riflettori sullo scippo di risorse umane e finanziarie praticato nei confronti del Meridione. Chi tace è connivente ed accetta le pretese secessioniste delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Non basta dichiarare di voler il bene della comunità in cui si vive, occorrono fatti non parole: “[…] A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca […]” (Don Lorenzo Milani).

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