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Non è razzismo, ma precauzione chiedere a chi proviene dal nord, di fare il tampone

Giuseppina Buscaino

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ll virus si è diffuso rapidamente in Lombardia perché non state prese le misure necessarie per contenerlo. Addirittura i malati di Covid-19 sono stati trasportati nelle RSA. Un’idea demenziale, visto che gli anziani hanno un sistema immunitario debole. E così è cominciata la diffusione in larga scala e la condanna a morte di tanti di loro. I tamponi in Lombardia non si facevano, le persone erano abbandonate a se stesse: molti sono morti in casa senza ricevere le cure necessarie. In Veneto invece, hanno usato misure più adatte a contenere la diffusione del virus. La raccomandazione dell’OMS era di fare il test a qualsiasi persona che poteva aver contratto l’infezione da coronavirus, ma in Veneto hanno scelto un’altra strategia. La Regione Veneto a Vo ha deciso di fare i tamponi a tutti. A Vo c’erano i primi due casi: hanno fatto i tamponi a 3.000 persone, praticamente a tutti gli abitanti, hanno trovato 66 positivi, li hanno isolati 14 giorni, e alla fine c’erano ancora 6 positivi. Così hanno chiuso la partita. Questo ha dichiarato Zaia in una conferenza stampa.                      Se individuate, le persone contagiate possono essere isolate: così si spezza la catena del contagio. Il virus può riprodursi solo nel corpo dell’ospite, visto che è sprovvisto di DNA e per replicarsi ha bisogno del nostro DNA. Il massimo che il virus può vivere fuori dal corpo umano, sono tre giorni, indebolendosi subito e diventando sempre meno infettivo. Quindi è chiaro che per combatterlo, è necessario distanziare le persone e isolare quelle infette. L’unico modo per avere la sicurezza che il paziente è affetto da Covid -19 è eseguire i tamponi. Nel tampone si cerca l’RNA virale, ché è presente nella fase iniziale e acuta della malattia, con metodiche di biologia molecolare. Si cerca e si identifica con precisione il genoma virale nei secreti respiratori (le sostanze espulse attraverso la respirazione) del paziente sintomatico. Ci sono anche i test sierologici per la ricerca di anticorpi generati dall’organismo in risposta a un’infezione, che attestano se il paziente è venuto in contatto col virus. Però la prevalenza di soggetti con anticorpi anti-coronavirus è elevata e c’è il rischio che questi test sierologici rilevino anticorpi generati nel passato contro altri virus della stessa famiglia, causando i cosiddetti falsi positivi. Il coronavirus responsabile dell’infezione Covid-19 appartiene infatti alla famiglia dei beta-coronavirus umani, che è comunque geneticamente correlata agli alfa-coronavirus umani, che tutti gli anni sostengono diffusamente sindromi respiratorie (il più delle volte lievi) nella popolazione. Il prof. Fabrizio Pregliasco, ci spiega che lo strumento più attendibile ed efficace per una corretta diagnosi di Covid-19, è rappresentato dal tampone faringeo: un test veloce ed esaustivo.

In Lombardia l’inquinamento ha inciso molto nella diffusione del virus. Ci sono evidenze scientifiche che attestano che il particolato diffonde il virus. E proprio per questo bisognava prendere misure più radicali. È stato fatto nel sud e ha funzionato. Oggi in Campania abbiamo 4 positivi su 2.494 tamponi. Ma prima che arrivassero dal nord avevamo zero positivi. Non è stato disposto di eseguire i tamponi sulle persone che dal nord vengono al sud. Noi qui eravamo riusciti molto bene nel contenimento del virus anche grazie al nostro clima e all’aria più pulita. Non si tratta di razzismo se chiediamo che chi viene da noi si sottoponga al test. Noi abbiamo subito ben altro! Eppure siamo sempre accoglienti. Ma mentre il razzismo al nord si sostanzia di preconcetti legati a ignoranza, come l’idea che noi meridionali puzziamo, oppure dell’idea che sia meglio che il Vesuvio e l’Etna ci uccidano tutti, qui c’è una preoccupazione razionale, considerando il numero di morti e le conseguenze pesanti che la contrazione del virus implica. Al sud tutti ci siamo addolorati per l’enorme tragedia che ha colpito il nord, anche a causa di politici inetti che si erano scelti e vorremmo che il Covid-19 si avviasse a una fine, che se continuano i contagi, non può esserci. Ora si fa largo anche l’idea del Presidente della Campania De Luca, di imporre il vaccino antinfluenzale ai sessantacinquenni, che oltre che dittatoriale, e da campagna elettorale, trovo priva di ogni evidenza scientifica e di non facile realizzazione, perché l’art. 32 della Costituzione garantisce la libertà di cura contro ogni imposizione. Da novembre 2019, l’associaziome Auret raccoglie notizie di persone ricoverate, con polmoniti, pochi giorni dopo i vaccini. Secondo l’Associazione esistono studi scientifici pubblicati (https://www.loc.gov/law/foreign-news/article/china-vaccine-law-passed/?fbclid=IwAR35hj4W8ev1pKHCtw138-w84y15TW2kX5P-8houXmAFaayUnZ_YPpYsmPU e altri) che sostengono come il vaccino per l’influenza e il Coronavirus Sars, possano indurre malattie polmonari. L’avv. Roberto Mastalia, presidente nazionale dell’associazione, ha anche dichiarato che stanno svolgendo un’interessantissima indagine. Da 200 verifiche condotte in collaborazione con medici degli ospedali e del 118, ricavando i dati di pazienti ricoverati in Terapia Intensiva e successivamente deceduti, l’80% aveva ricevuto i vaccini antinfluenzali. Gli intubati giovani avevano usato VaxiGrip Tetra, (utilizzato anche per i bambini). Tutti i ceppi contenuti degli antinfluenzali di quest’anno, vennero indicati dall’OMS a inizio 2019, e contengono 2 ceppi di coronavirus (definito inattivato). I vaccini sotto osservazione sono: Fluad 2019-2020, Influvac S Tetra, Influvac S, Vaxigrip Tetra. Quindi i vaccini antinfluenzali contengono due ceppi di coronavirus. Non abbiamo bisogno di vaccini antinfluenzali, ma soltanto di tamponi per individuare e sconfiggere il virus.

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Continuano a salire i contagiati da Covid-19 in provincia di Avellino. Oggi sono risultati positivi al coronoavirus i tamponi effettuati su 16 persone, questi i comuni interessati

1 residente a Baiano, già sottoposto a test sierologico;

4 a Cervinara, di cui un rientro dall’estero e un contatto;

1 a Chiusano San Domenico, rientro dall’estero;

3 a Conza della Campania, di cui due contatti di positivo;

1 a Frigento; 1 a Grottaminarda, contatto di caso;

1 Mirabella Eclano, contatto di caso;

3 a San Martino Valle Caudina, di cui due contatti di caso;

1 a Trevico.

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