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Attualità

L’Ospedale di Ariano Irpino svuotato di ogni potenzialità e funzionalità.

Michelangelo Della Paolera

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Dal comitato Operatori Ospedalieri e Territoriale, riceviamo e pubblichiamo:    Questa lettera vuole esprimere profondo sconcerto e indignazione per l’inspiegabile “assenza” della direzione strategica dell’Asl nel dar risposta ai grandi problemi che angosciano tutto il territorio e l’Ospedale di Ariano Irpino. A nulla sono valse le numerose richieste, con le quali si sottolineavano, in tempi non sospetti, le gravi carenze di personale, la carenza di strumentazioni, di beni e servizi essenziali per poter assicurare l’idonea erogazione dell’assistenza sanitaria ai cittadini.Un ospedale in cui pazienti,medici, infermieri, tecnici, o. s. s. sono impauriti, sia per la contagiosità ed aggressività di un virus, sia per l’inadeguatezza e lo scarso numero di quei dispositivi di protezione individuale (mascherine, visiere, tute) che garantirebbero,  un minimo di sicurezza durante le procedure assistenziali.

Siamo abbandonati a noi stessi  dall’Asl che affronta in maniera del tutto inadeguata questo tragico momento, mettendo  a rischio pazienti (ricoverati e quelli chiusi in casa), cittadini ed operatori sanitari non eseguendo test diagnostici Covid-19.

Le carenze cominciano a livello territoriale dove, come denunciato dal presidente dell’ordine dei medici e dai sindacati degli infermieri, mancano presidi e medici di base( perquarantena o malattia) e la dove ci sono, non vengono messi in grado di operare in sicurezza . Lo stesso vale per la medicina territoriale e il 118.Non esiste un servizio di epidemiologia efficace e non esistono linee guida  adeguate. Non esistono ambulatori specialistici organizzati nè a livello distrettuale e nè a livello Ospedaliero. E’ stato semplice bloccare e tagliare le attività, ma i pazienti a chi si rivolgono?

L’Ospedale Sant’Ottone Frangipane è ormai svuotato di ogni potenzialità e funzionalità. Sono chiusi i reparti di Medicina, Lungodegenza, Neurologia ed Ostetricia e Ginecologia. Esiste solamente un percorso per pazienti affetti Covid-19 (32 p.l. + 7 di terapia intensiva) già saturi. Le altre Uoc sono sottotono perché il personale viene utilizzato in parte ed a rotazione per il percorso Covid-19 che in realtà, anziché occupare un’ala dell’Ospedale è mal distribuito in maniera  da mettere a rischio di infezione   tutti gli ambienti (dal Pronto soccorso alla sala operatoria) e tutto il personale.

In questo drammatico scenario, vediamo solo a distanza e  sui media il nostro Direttore Generale fare dichiarazioni di sostegno e vicinanza verso i propri dipendenti. Allo stesso modo non abbiamo mai visto(pur se Specialista in Igiene ed Epidemiologia con esperienza all’ISS)  il nostro Direttore Sanitario Aziendale. La direzione Sanitaria Ospedaliera cerca di raccogliere i cocci e va  avanti con ordini di servizio prendendosi responsabilità a volte non giustificate.

Noi ci sforziamo  di vivere  la quotidianità a fianco degli ammalati nelle ambulanze, nella tenda pre-triage, nel pronto soccorso, nelle terapie intensive, nei vari reparti , sopperendo con responsabilità alle inaccettabili carenze.Non vediamo nulla di buono in prospettiva, non sappiamo se i nostri sacrifici servono ai pazienti, alla nostra struttura, o se sono solamente finalizzati a sopperire a carenze di altri territori. Abbiamo la fondata paura che questo ospedale diventi solamente un lazzaretto Covid-19e, di giorno in giorno, come già annunciato dal DG,  metterà a disposizione per questa patologia posti letto senza avere mezzi adeguati e personale. Non vediamo applicare protocolli e percorsi adeguati per evitare il propagarsi dell’infezione in ospedale, cosi come non vediamo  una programmazione a breve-medio termine sul mantenimento di attività di tutti gli altri reparti. Di contro dopo la chiusura di otto giorni  del Pronto soccorso, ogni giorno di più la sfiducia dei cittadini va aumentando.

Chiediamo una reale e tangibile assunzione di responsabilità e di adoperarsi immediatamente affinchè vengano reperiti, nonostante l’attuale difficoltà di approvvigionamento, i dispositivi indispensabili ai lavoratori per poter operare in condizioni di sicurezza, i farmaci, le attrezzature, l’assunzione di specialisti, medici, infermieri ed altro personale indispensabile per dare una adeguata assistenza ai nostri pazienti. Lo screening di operatori, pazienti ospedalizzati e domiciliati, loro familiari e cittadini rimane il fondamento di una efficace prevenzione. Una dirigenza esperta e presente sul campo sarebbe una garanzia per tutti.

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