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Politica

Lettera aperta di Michele Caso al Sindaco:”Non è necessario assumere un dirigente”.

redazione

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Il consigliere di opposizione Michele Caso, scrive una lettera aperta al sindaco, sulla prevista assunzione di una figura dirigenziale presso l’ufficio tecnico de comune. Ecco quanto diffuso da Caso:

Da diverso tempo sto sostenendo,  sia pubblicamente che nelle riunioni di Consiglio Comunale, che non è necessario assumere un dirigente.

Innanzitutto  il Comune è già dotato di questa figura, che  ha avuto anche gli apprezzamenti della sua amministrazione al punto di rinnovagli l’incarico.  Ora non si comprende per quale motivo bisogna prendere una persona esterna, quando già c’è all’interno.

 Inoltre come lei ben sa, le casse comunali sono in condizioni disastrose e non per  una casualità,  ma per scelte sbagliate come quella che  si appresta ad effettuare.

Perché  dobbiamo  gravare  il comune di un costo  aggiuntivo,  soprattutto quando non c’è ne bisogno?

Nell’invitarla a soprassedere a questa sua specifica esigenza,  le chiedo invece di attivarsi affinchè   il Comune di Ariano Irpino  colga l’occasione offerta dall’iniziativa “GARANZIA GIOVANI”.

Si tratta di  presentare, alla Regione Campania,  dei progetti  finalizzati al potenziamento della macchina amministrativa attraverso tirocini che impegnano giovani  compresi tra i 15 e i 29 anni.  Il costo  dei progetti viene coperto con risorse europee e quindi non ricadono sul comune.

Per dare un segnale forte ai tanti disoccupati,   si attivi celermente, solo così  potrà offrire loro una prospettiva  d’impiego,  visto che  non tutti possono   farsi eleggere consigliere comunale per avere, in cambio, un posto di lavoro, come è avvenuto in questi giorni”.

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Attualità

Giunta regionale approva fondi Por-Fesr, programmati 15 milioni a sostegno del settore turistico

redazione

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Il rilancio dell’economia campana passa anche attraverso il turismo.

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Attualità

Il senatore Saverio De Bonis: irresponsabile il progetto di autonomia regionale differenziata proposto dalla Ministra Gelmini

Antonio Bianco

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Liberi tutti senza freni e paure, siamo vaccinati e immunizzati. Questa fake news è raramente smentita dai media, il vaccino non protegge dal contagio ma riduce le probabilità che la malattia sia contratta in forma grave e con complicanze letali. Nelle strade e piazze dell’intero Paese gli assembramenti sono un dato di fatto come il mancato uso della mascherina; mentre i decessi, sia pur al di sotto delle 100 unità, permangono comunque elevati. In questo contesto così variegato e senza una regia comune da parte dello Stato centrale, ogni Regione si muove in ordine sparso senza che nella Conferenza Stato-Regioni sia stato trovato il bandolo dell’intrigata matassa. I capetti delle 20 Regioni leggono la realtà secondo una personale chiave di lettura e dettano regole diverse sia per le vaccinazioni che per le aperture dei locali pubblici. Una babele sorda ai richiami del generale Figliuolo e del Ministro della Salute Speranza che invocano unità di azioni e senso di responsabilità nell’adozione dei provvedimenti atti a contenere il diffondersi del virus. Ginepraio senza eguali, frutto della riforma del 2001 del titolo V della Costituzione con la quale si è interrotto il solco dell’Unità e della coesione Nazionale, oggi, più che mai, messa in pericolo dalla riproposizione della legge sull’autonomia regionale differenziata, già avanzata dall’ex ministro Boccia, ed oggi rivisitata dall’attuale ministra per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini ed inserita nel collegato alla legge di  bilancio Progetto con il quale le Regioni con il PIL elevato quali, ad esempio, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna rivendicano maggiore autonomia nelle materie previste dagli articoli 116 e 117 della Costituzione, con l’assegnazione, non solo, delle maggiori risorse fiscali, oggi incamerate dallo Stato centrale,ma anche del personale indispensabile alla gestione dei servizi. Le conseguenze sarebbero letali per le Regioni a minore fiscalità, tutte concentrate nel Meridione, alle quali verrebbero trasferite minori risorse finanziarie che comprometterebbero oltre modo i diritti di cittadinanza di questo territorio, già oggi compressi da evidenti disuguaglianze che separano le due macro aree. Gli atti della ministra Gelmini sono in perfetta sintonia con la Lega, e definiti con efficace espressione “la secessione dei ricchi”,che toglierebbe alla Questione Meridionale il valore di tema Nazionale degradandolo a fatto di esclusiva pertinenza della classe politica Meridionale. Fatto segnalato dal senatore Saverio De Bonis, che denuncia l’irresponsabilità di tale progetto in un momento storico che imporrebbe una visione unitaria nella gestione della Pandemia per garantire la crescita omogenea del Paese al fine di ridurre le disuguaglianze fra il Nord ricco ed il Sud povero. (altro…)

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Attualità

Luparella,Patto Civico:”Sulla Stazione Hirpinia vorremmo capire”

redazione

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Marcello Luparella, consigliere di minoranza, interviene sulla questione “Stazione Hirpinia”. Di seguito la nota integrale: (altro…)

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