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La danza popolare, ovvero il corpo come strumento di comunicazione con il mondo

Giuseppina Buscaino

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«Danzate, danzate, altrimenti siete perduti»: lo diceva Pina Bausch. Questa breve citazione, esprime molto bene un

bisogno primordiale, insito da sempre negli uomini, quello di esprimersi attraverso il movimento del proprio corpo sulla base di un tempo, un ritmo interno o esterno, musicale, e di muoversi in relazione a uno spazio: abitarlo. La danza è un’esperienza sociale e di partecipazione rituale collettiva, come evento artistico e realtà spettacolare. Ed è una realtà regolata da aspetti sociali e culturali ben definiti, è una manifestazione nel contempo del corpo singolo e di quello collettivo, riconosciuto come degno di attenzione e di interesse. La danza vanta delle origini millenarie che risalgono alla preistoria e rappresenta la prima espressione artistica dell’essere umano, in quanto non necessita di strumenti, serve solo il corpo per poter ballare. Il corpo si fa musica e movimento e diventa un linguaggio codificato e simbolico. Il corpo si trasforma in un mezzo di comunicazione tra gli esseri umani e il mondo. Oltre ad essere una vera e propria arte, la danza è divenuta di volta in volta, la portavoce di valori morali e religiosi, di istanze rituali. Nell’antichità, la danza permeava importanti riti devozionali e in alcuni casi, era considerata una vera e propria forma di preghiera, proprio come il canto. Negli anni è stata riconosciuta alla danza una stretta relazione con l’intero sistema culturale di un gruppo sociale e con l’individuo. La danza non può essere pienamente compresa, se non all’interno della cultura, poiché non esiste come oggetto di per sé, ma solo “grazie a”, ed in “funzione di”, esseri umani che partecipano alla cultura di una società. Nelle danze popolari, è l’identità di un gruppo che parla attraverso i corpi dei danzatori e trasmette un messaggio attraverso una gestualità, dei movimenti codificati che cambiano a seconda delle aree geografiche: si unisce il passato al presente, si parla con il gruppo senza usare le parole. Sarebbe interessante capire il messaggio delle nostre danze popolari e riscoprire il loro significato simbolico originario. Ciò che sappiamo, è che sono nate con diverse funzioni, che la loro semantica cambia secondo l’area geografica e che coinvolgono il pubblico nel messaggio che trasmettono anche quando questo è escluso dalla danza stessa. La funzione espletata dalle danze popolari è rituale (per allontanare gli spiriti maligni), pratica (per preparare la terra battuta, battere il grano, scacciare i serpenti), ricreativa e sociale (per festeggiare i diversi momenti della vita, sedurre un partner), espressiva ed identificativa (per rinforzare i rapporti e affermare l’identità comunitaria). Ha anche funzione apotropaica, per allontanare gli influssi magici maligni. Al sud abbiamo la Tarantella, che secondo una leggenda, nacque come danza dionisiaca: un’altra che avesse accompagnato il canto delle sirene per ammaliare Odisseo. Si formalizza però, solo nel XIII secolo, traendo gli elementi propri dalla danza di ‘Tarentum‘, l’odierna Taranto, nel Salento e diventando danza d’amore passionale. Qui in Campania, abbiamo le tammurriate. La tarantella si balla con molteplici varianti locali, anche in Calabria, in Sicilia e naturalmente, in Puglia, dov’è conosciuta come Pizzica tarantata (Ballo di San Vito o Pizzicarella). Questa danza sembra derivare storicamente da un antico rituale simbolico salentino, che risale all’inizio del Settecento atto a curare,proprio attraverso la danza, prevalentemente femminileil tarantismo:una sindrome estatica e isterica diffusa nel Mediterraneo, che si credeva dovuta al morso di un ragno (chiamato anche tarantola) o alle punture velenose di scorpioni e altri insetti che si credeva provocassero depressione e melanconia, agitazione e persino convulsioni isteriche. Attraverso il sudore dovuto al ballo molto vivace e ritmico, il veleno sarebbe stato smaltito dal corpo. Naturalmente, si praticava anche in contesti religiosi e privati, come espressione celebrativa o intenzioni di corteggiamento. Danzata con vesti ampie e piedi scalzi, la storia del tarantismo è molto complessa e affascinante. La danza popolare è un modo bellissimo di rimanere nel “qui ed ora”, e di far tacere la mente. È una vera e propria meditazione! Un inno alla vita!

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Attualità

Emergenza Covid19 – Continuano a salire i contagi in Irpinia, oggi 16 i nuovi casi, ecco dove.

redazione

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Continuano a salire i contagiati da Covid-19 in provincia di Avellino. Oggi sono risultati positivi al coronoavirus i tamponi effettuati su 16 persone, questi i comuni interessati

1 residente a Baiano, già sottoposto a test sierologico;

4 a Cervinara, di cui un rientro dall’estero e un contatto;

1 a Chiusano San Domenico, rientro dall’estero;

3 a Conza della Campania, di cui due contatti di positivo;

1 a Frigento; 1 a Grottaminarda, contatto di caso;

1 Mirabella Eclano, contatto di caso;

3 a San Martino Valle Caudina, di cui due contatti di caso;

1 a Trevico.

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Elezioni Ariano – Ariano Che Produce fuori dal Patto Civico

redazione

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Dalla lista civica “Ariano Che Produce”, riceviamo e pubblichiamo: (altro…)

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Premio GUIDO DORSO” – Targa del Presidente della Repubblica Mattarella al Centro di ricerca Biogem di Ariano Irpino

redazione

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L’iniziativa – patrocinata dal Senato, dal Cnr e dall’Università di Napoli “Federico II” – è giunta
alla 41° edizione. A Palazzo Giustiniani i riconoscimenti ai nuovi “Ambasciatori del Mezzogiorno”
PREMI: AL SENATO LA CONSEGNA DEL “GUIDO DORSO”

Saranno consegnati lunedì 12 ottobre, alle ore 16, presso la sala Zuccari di palazzo Giustiniani, i
premi “Guido Dorso”, promossi dall’omonima associazione presieduta da Nicola Squitieri.
L’iniziativa – patrocinata dal Senato della Repubblica, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e
dall’Università degli studi di Napoli “Federico II” – segnala dal 1970 contestualmente giovani
studiosi del nostro Mezzogiorno e personalità del mondo istituzionale, economico, scientifico e
culturale che “hanno contribuito con la loro attività a sostenere le esigenze di sviluppo e di
progresso del Sud”. I riconoscimenti intendono dare sempre più visibilità all’altra faccia del Sud.
Quella efficiente, che fa profitti, che promuove iniziative vincenti. che vuole indicare quei percorsi
operosi nel mondo dell’imprenditoria, della ricerca, dell’innovazione, non un Sud delle
lamentazioni ma protagonista del suo sviluppo. Destinatari quest’anno per le varie sezioni della 41°
edizione sono: Filippo Patroni Griffi, presidente del Consiglio di Stato (istituzioni); Gaetano
Manfredi, ministro dell’Università e della Ricerca (università); Roberto Defez, direttore laboratorio
di biotecnologie microbiche dell’istituto di bioscienze e biorisorse del Cnr di Napoli (ricerca): Paolo
Scudieri, presidente Adler Pelzer Group (imprenditoria); Federico Pirro, Università di Bari
(economia); Giovanni Grasso, consigliere per la stampa e la comunicazione del Presidente della
Repubblica (giornalismo). La sezione ordinaria è stata assegnata alla dott.ssa Eva Panetti
(Università Parthenope) per il progetto di ricerca “Imprenditorialità e innovazione in Campania”.
La targa di rappresentanza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, destinata ad
una istituzione che opera per il progresso economico, sociale e culturale del Mezzogiorno, è
stata quest’anno conferita al Centro di ricerca Biogem di Ariano Irpino, presieduto da
Ortensio Zecchino.
Nel manifestare la propria soddisfazione per l’ambito riconoscimento del Capo dello Stato, il prof.
Zecchino ha tra l’altro dichiarato che: “E’ motivo di grande orgoglio per la Comunità scientifica di
Biogem ricevere, nell’ambito del Premio Dorso, la Targa del Presidente della Repubblica,
ricordando l’onore che il Presidente Mattarella ci ha fatto visitando il nostro Istituto nel settembre
del 2018. Un riconoscente pensiero va alla Associazione Guido Dorso e al suo Presidente per
l’azione di stimolazione culturale che da anni meritoriamente svolge per la crescita del
Mezzogiorno.”
La commissione giudicatrice è composta da: Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud e la
coesione territoriale; Andrea Amatucci, presidente del comitato scientifico dell’associazione Dorso;
Massimo Inguscio, presidente del Cnr; Arturo De Vivo, rettore dell’università di Napoli “Federico
II”, Nicola Squitieri, presidente dell’associazione Dorso, e Francesco Saverio Coppola, segretario
della commissione.
Nell’albo d’onore dei vincitori del “Guido Dorso” figurano alcuni tra i più autorevoli esponenti del
mondo delle istituzioni, della ricerca, dell’economia e della cultura: da Giovanni Leone a Giorgio
Napolitano; da Renato Dulbecco a Franco Modigliani; da Antonio Marzano a Pietro Grasso; da
Pasquale Saraceno a Francesco Paolo Casavola; da Antonio D’Amato a Dominick Salvatore. Il
premio Dorso consiste in un’artistica opera in bronzo creata, in esclusiva, dallo scultore Giuseppe
Pirozzi. L’evento – che si svolgerà in sicurezza e nel rispetto delle norme anti covid – sarà trasmesso in diretta sul sito web del Senato e dell’Associazione Dorso. (altro…)

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