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Attualità

Italia divisa e diseguale: Sud terra straniera

Antonio Bianco

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L’arianonews24 ha organizzato il confronto sul tema “Italia divisa e diseguale: Sud terra straniera”. Hanno animato la

conversazione Massimo Villone, Prof. Emerito di diritto Costituzionale dell’Università Federico II° di Napoli e Pietro Massimo Busetta, Prof. di Economia dell’Università di Palermo. I gentili ospiti hanno espresso il loro pensiero con parole incisive sulla situazione politica, in particolar modo sulle ormai marcate e forse irreversibili differenze socio-economiche esistenti tra il Centro-Nord ed il Mezzogiorno. Entrambi hanno concordato sul fatto che la classe politica italiana, di tutti gli schieramenti, ha scientemente fatto uso del criterio della spesa storica per sottrarre al Sud circa 62 miliardi annui, negli ultimi 20 anni, al fine di fornire servizi efficienti alle Regioni del Nord tali da renderle maggiormente competitive nel contesto europeo e fungendo da traino nei confronti del Sud. Quest’ultimo aspetto è infondato, considerato il lento declino e lo spopolamento del Mezzogiorno che ha visto migrare negli ultimi 10 anni almeno 250 mila giovani e 2 milioni di persone negli ultimi 16 anni, tutti diretti all’estero o verso il Nord Italia. Dati sconfortanti che rendono chiaro il destino del territorio maggiormente sottosviluppato dell’U.E., svuotato delle energie e intelligenze capaci di far rinascere a nuova vita l’intero Paese. I due illustri ospiti hanno manifestato valutazioni divergenti sulla modalità con cui avviare la riunificazione socio-economica del Paese. Il Prof. Massimo Villone indirizza la sua attenzione sul tentativo di persuasione delle forze politiche presenti in Parlamento al fine di ritenere vitale l’unità non solo formale ma anche sostanziale del Paese. Però, a suo avviso, i Partiti, di maggioranza ed opposizione, sono orientati all’attuazione del federalismo estrattivo e non cooperativo, fatto che privilegia i localismi ed abbandona al loro destino i territori fragili del Meridione. Il Prof Pietro Massimo Busetta, invece, è meno fiducioso e ritiene che si sia giunti ad un punto di non ritorno considerando che non tutte le persone hanno lo stesso diritto di cittadinanza e durante la sua intervista dichiara “[…] chi nasce a Reggio Calabria non ha lo stesso diritto di cittadinanza di chi nasce a Trento addirittura […] chi nasce al Sud ha una speranza di vita di tre anni inferiore a chi nasce al Nord […]”. Risulta chiaro che le differenze sono macroscopiche e non potranno essere ridotte senza un’inversione di tendenza delle scelte politiche del Governo che escludono 21 milioni di persone residenti nel Mezzogiorno dal godimento dei diritti di cittadinanza. Né rassicurano le parole del Ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano, espressione del PD e quindi orientato, come questo Partito, ad avvantaggiare il Nord a discapito del Sud, privo di asili nido, di treni ad alta velocità, di servizi alla persona efficienti che consentano una vita dignitosa. Se il Mezzogiorno rimarrà la cenerentola della politica italiana allora è meglio chiedere la separazione ed ognuno vada per suo conto. Non possiamo accettare l’Italia a due velocità, questa scelta politica penalizza l’intera comunità italiana.

Attualità

Antonio Bianco sul voto alle regionali “De Luca : ti piace vincere facile”

Antonio Bianco

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Una valanga di voti consente a De Luca di governare per altri 5 anni la Campania, quasi il 70% degli elettori ha gradito il suo operato mentre la partecipazione al voto è stata del 55% degli aventi diritto. La sua fama di giullare unita alle 15 liste collegate hanno reso la partita senza storia e, parafrasando una nota pubblicità, potremmo dire:De Luca ti piace vincere facile. Forse sorgeranno deiproblemi nella ripartizione degli incarichi, sicuramente troverà la giusta soluzione individuando la poltrona nel sottobosco degli enti regionali. È innegabile che il Covid 19 ha offerto a De Luca un assist alla Pirlo ed ha messo la sordina a chi, prima del lockdown, non voleva riconfermarlo come candidato alla presidenza della Regione. Molti hannostorto il naso sul fiume di denaro elargito ai cittadini Campani, in altri tempi sarebbe stato considerato un voto di scambio. Invece è stata una risposta tempestiva ai bisognireali innescati dalla Pandemia che ha azzerato il reddito dei lavoratori e delle imprese a causa del prolungato lockdown. I problemi non possono essere affrontati con pannicelli caldi. In Campania il 40% della popolazione è a rischio povertà, mentre più del 20% delle famiglie vivono di lavoro precario, sottopagato senza alcuna tutela. Nei cinque anni di governo di De Luca i diritti di cittadinanza non sono affatto migliorati. Siamo il territorio più povero dell’intera Europacon il reddito pro-capite che è la metà di quello del Nord. La disoccupazione, in particolar modo quella femminile, è a livelli inaccettabili e provoca la fuga dei giovani laureati,arruolati nella corte delle Regioni del Nord o dei Paesi esteri. I trasporti pubblici locali sono merce rara ed il cittadino si affida prevalentemente ai mezzi privati, ne risente la qualità dell’aria e la salute delle persone nonché il già disastrato bilancio del Sistema Sanitario Regionale. Oltre a ciò vanno sottolineate le vane promesse di risanamento ambientale tante volte sbandierate da De luca e mai mantenute. Il sito di stoccaggio di Taverna del Re contiene venti milioni di ecoballe, tra i Comuni di Giuliano e Villa Literno, una bomba ecologica mai bonificata esposta agli atti vandalici delle persone che potrebbero appiccare il fuoco alle balle e devastare, ancor di più, la terra dei fuochi.Senza dimenticare la cronica emigrazione sanitaria verso le Regioni del Nord per mancanza di strutture e posti letto. Non basta la comunicazione snella intrisa di battute ad effetto, la Campania è una zona sottosviluppata dell’UE. Conseguenza diretta delle insufficienti risorse finanziarie ripartite dallo Stato Centrale con il criterio della spesa storica e della politica, dei due pesi e due misure, praticata dai Governi da almeno un ventennio che avvantaggia le Regioni del Nord e penalizza i nostri territori, incluso il Sud.

Occorre rimettere in capo allo Stato Centrale alcune materie come, ad esempio, l’Istruzione, la Sanità ed i Trasporti e riformare il titolo V della Costituzione al fine di assicurare a tutti identici diritti. La presenza delle 20 piccole Patrie incarnate dalle Regioni ha mostrato tutti i suoi nefasti aspetti durante la Pandemia. Mai come ora è indispensabile l’Unità e la coesione Nazionale senza delle quali lo slogan “mai più ultimi”, di deluchiana memoria, sarà un vaticinio che non darà dignità ai Campani considerati stranieri in Patria (altro…)

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Emergenza Covid – I dati aggiornati

redazione

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Coronavirus in Irpinia. Positivi al COVID19 i tamponi naso-faringei effettuati su 9 persone: (altro…)

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La Regione Campania emana l’ Ordinanza n. 75 con successivo chiarimento ed integrazione

redazione

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Con Ordinanza della Regione Campania n. 75 del 29 settembre 2020 e successivo chiarimento n. 34 del 29 settembre 2020, vengono emanate ulteriori disposizioni in materia di prevenzione del rischio di contagio da COVID-19, rivolte all’esercizio delle attività connesse a cinema, teatri e spettacoli dal vivo, ristorazione e bar, wedding e cerimonie. (altro…)

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