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Cultura Eventi e Spettacolo

Irpinia StreEat Mood, ad Avellino all stars di chef per una due giorni per veri gourmet

redazione

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Il risveglio del gusto è ad Avellino il 19 ed il 20 settembre 2015. Irpinia StreEat Mood è il primo evento realizzato dalla associazione Irpinia Mood dedicato alla promozione delle tipicità irpine viste sotto una nuova luce, l’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Comune di Avellino.  La cucina a cielo aperto più grande di sempre, un chilometro di bontà su Corso Vittorio Emanuele ad Avellino, una brigata di 20 chef per reinterpretare prodotti tipici per realizzare 20 piatti di street food. Ricette originali per una vera e propria festa del gusto. Ma Irpinia StreEat Mood non è solo ottimo cibo da strada, nel corso dell’evento due punti ristoro gestiti da Cena di Tonino Pisaniello e dalla associazione Mesali proporranno menu fuori concorso e tre punti beverage con i migliori vini e le birre artigianali irpini. Nella due giorni ci sarà spazio anche per degustazioni e workshop dedicati ad adulti e bambini, talk sui temi dell’agroalimentare, sport e musica per tutta la giornata. Lo staff è già al lavoro per allestire stand e punti ospitalità realizzati con la collaborazione della ditta Rubicondo, uno dei tanti partner di questo evento che è stato capace di realizzare una grande rete tra imprenditori, amministratori ed associazioni, per raccontare una Irpinia che non ti aspetti.

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Attualità

Alessio Boni in un corto su Carlo Gesualdo

redazione

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Prende vita il cortometraggio “Il Perdono”, prodotto da Irpinia Film Commission, diretto da Roberto Flammia e dedicato al genio musicale del principe Carlo Gesualdo.
Lo fa avvalendosi della partecipazione, da protagonista, di Alessio Boni, uno dei più validi e importanti attori del piccolo e grande schermo italiano. (altro…)

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Attualità

Una nuova opportunità per i giovani con il progetto Erasmus+

redazione

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10 borse di mobilità per intraprendere un’esperienza lavorativa di 2 mesi a Malta in ambito turistico e culturale (altro…)

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Attualità

La Carfagna gioca con i numeri trecento sindaci Meridionali scenderanno in piazza il 25aprile a Napoli per rivendicare il 68% del Recovery Fund

Antonio Bianco

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Il governo Draghi senza sosta snocciola le percentuali del Recovery Fund da assegnare al Sud. La memoria è corta, dimenticano che l’Europa ha attribuito al Meridione, quale area sottosviluppata, almeno il 68% dei 209 miliardi destinati all’Italia. In questa amnesia generalizzata è caduta per sino la ministra per il Sud e la coesione sociale Mara Carfagna, di origine salernitana, la quale durante l’intervento nel question time al senato, con tono trionfante annunciava che il Meridione avrà in dote non il 34% ma il 40% dei fondi del Recovery Fund. La Carfagna snocciola solo numeri senza che vi siano nuovi progetti da mettere in campo per il Sud e, si ripete, dimentica che l’UE ha assegnato al Meridione il 68% del Recovery Fund. Fra le infrastrutture da finanziare, con il 40% dei fondi del Recovery Fund, include opere già in parte iniziate e pure finanziate come la tratta ferroviaria ad alta capacità tra Napoli e Bari. Mentre l’alta velocità da Salerno a Reggio Calabria e sino a Palermo è solo un sogno, in egual misura è la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, il quale consentirebbe il completamento del corridoio dell’alta velocità da Palermo sino a Berlino. Indubbi sarebbero i vantaggi che si arrecherebbero all’occupazione ed all’aumento del PIL dell’area meridionale che vedrebbe intensificare il traffico dei containers dei porti di Augusta e di Gioia Tauro provenienti dall’Asia, facendo concorrenza al porto di Tangeri in Marocco, oggi un hub in continua espansione nella movimentazione dei containers. Inoltre il significativo aumento del traffico passeggeri migliorerebbe la mobilità, ridurrebbe l’inquinamento prodotto dalle automobili ed i tempi di percorrenza sino a 3 ore tra Reggio Calabria e Roma. Non possiamo stare zitti, il Meridione è parte integrante del Paese, se il governo e la Carfagna continuano a dare i numeri al lotto si rischia la balcanizzazione del Paese.

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