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Politica

Il PD di Avellino espelle Ninfadoro, Rossetti e Procopio.

redazione

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La commissione di garanzia del PD ha deciso di espellere dal partito i tre dissidenti Antonio Ninfadoro, Catia Rossetti e Fabrizio Procopio perchè hanno scelto di sostenere nelle prossime amministrative di Ariano il candidato sindaco Giovanni La Vita che rappresenta le due liste civiche, Centro Sinistra per il Cambiamento ed Ariano Bene Comune. Il segretario del circolo di Ariano, Domenico Carchia, dovrà notificare ai tre dissidenti il provvedimento della commissione di garanzia del partito per non aver aderito alla coalizione del PD con il PSI con Guido Riccio candidato sindaco, applicando l’art.2 comma 9 dello statuto del Partito Democratico. La rottura è avvenuta qualche mese fa quando la segreteria provinciale non ha accolto la richiesta degli esponenti del partito arianese di effettuare le primarie, da qui la scelta degli esponenti del partito di sostenere la candidatura di La Vita, incassando anche l’appoggio della Parlamentare avellinese Valentina Paris mettendo in evidenza la debolezza del segretario De Blasio il quale ha dovuto subire anche l’affronto di altri due esponenti del PD, Festa e Petitto  che hanno dato il loro appoggio ad un altro candidato sindaco del tricolle Antonio Santosuosso, anche lui candidato sindaco rappresentante di altre due liste civiche, Ariano Cambia e ProCivitate.

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Attualità

Giunta regionale approva fondi Por-Fesr, programmati 15 milioni a sostegno del settore turistico

redazione

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Il rilancio dell’economia campana passa anche attraverso il turismo.

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Attualità

Il senatore Saverio De Bonis: irresponsabile il progetto di autonomia regionale differenziata proposto dalla Ministra Gelmini

Antonio Bianco

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Liberi tutti senza freni e paure, siamo vaccinati e immunizzati. Questa fake news è raramente smentita dai media, il vaccino non protegge dal contagio ma riduce le probabilità che la malattia sia contratta in forma grave e con complicanze letali. Nelle strade e piazze dell’intero Paese gli assembramenti sono un dato di fatto come il mancato uso della mascherina; mentre i decessi, sia pur al di sotto delle 100 unità, permangono comunque elevati. In questo contesto così variegato e senza una regia comune da parte dello Stato centrale, ogni Regione si muove in ordine sparso senza che nella Conferenza Stato-Regioni sia stato trovato il bandolo dell’intrigata matassa. I capetti delle 20 Regioni leggono la realtà secondo una personale chiave di lettura e dettano regole diverse sia per le vaccinazioni che per le aperture dei locali pubblici. Una babele sorda ai richiami del generale Figliuolo e del Ministro della Salute Speranza che invocano unità di azioni e senso di responsabilità nell’adozione dei provvedimenti atti a contenere il diffondersi del virus. Ginepraio senza eguali, frutto della riforma del 2001 del titolo V della Costituzione con la quale si è interrotto il solco dell’Unità e della coesione Nazionale, oggi, più che mai, messa in pericolo dalla riproposizione della legge sull’autonomia regionale differenziata, già avanzata dall’ex ministro Boccia, ed oggi rivisitata dall’attuale ministra per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini ed inserita nel collegato alla legge di  bilancio Progetto con il quale le Regioni con il PIL elevato quali, ad esempio, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna rivendicano maggiore autonomia nelle materie previste dagli articoli 116 e 117 della Costituzione, con l’assegnazione, non solo, delle maggiori risorse fiscali, oggi incamerate dallo Stato centrale,ma anche del personale indispensabile alla gestione dei servizi. Le conseguenze sarebbero letali per le Regioni a minore fiscalità, tutte concentrate nel Meridione, alle quali verrebbero trasferite minori risorse finanziarie che comprometterebbero oltre modo i diritti di cittadinanza di questo territorio, già oggi compressi da evidenti disuguaglianze che separano le due macro aree. Gli atti della ministra Gelmini sono in perfetta sintonia con la Lega, e definiti con efficace espressione “la secessione dei ricchi”,che toglierebbe alla Questione Meridionale il valore di tema Nazionale degradandolo a fatto di esclusiva pertinenza della classe politica Meridionale. Fatto segnalato dal senatore Saverio De Bonis, che denuncia l’irresponsabilità di tale progetto in un momento storico che imporrebbe una visione unitaria nella gestione della Pandemia per garantire la crescita omogenea del Paese al fine di ridurre le disuguaglianze fra il Nord ricco ed il Sud povero. (altro…)

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Attualità

Luparella,Patto Civico:”Sulla Stazione Hirpinia vorremmo capire”

redazione

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Marcello Luparella, consigliere di minoranza, interviene sulla questione “Stazione Hirpinia”. Di seguito la nota integrale: (altro…)

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