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Emergenza Covid – Quanti sono i contagiati?

Federico Barbieri

Pubblicato

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Da ieri, ‘’formalmente’’, i Medici di Medicina Generale e Pediatri sono incaricati dell’esecuzione in modo rapido e in piena sicurezza dei test antigenici di accertamento del Covid. Il Comitato di Settore Regioni Sanità ha sottoscritto, con i rappresentanti sindacali di categoria, l’accordo nazionale finalizzato a rafforzare le attività territoriali di diagnostica di primo livello e di prevenzione della trasmissione di Sars-Cov-2.

Era ora!

Il virus ha messo a nudo tutti, cittadini, istituzioni, professioni, politica, scienza, comunicazione.

Ha mostrato la sedentarietà della gestione del potere mentre ‘’il capitale’’ (il potere economico) cambiava pelle.

Tutti sanno che mancano posti letto e personale nelle strutture sanitarie (non solo in Campania ma specie in Campania), grazie al virus. Colpa del virus?

Colpa dei cittadini che spargono contagi mentre i responsabili nella sanità ‘’lavorano indefessamente’’ a salvaguardare la salute collettiva.

Questa teoria fa scendere in campo influencer che premono sulla ricettività mediale del cittadino, convincendolo della sua colpa; schiera fior fiore di luminare esperti/competenti a sollecitare pugno duro contro la popolazione, colpevole..

Nessuno degli esperti, dei comunicatori, si azzarda a dire verità fondamentali.

A cominciare dal numero, corrispondente al vero, dei contagiati.

Da qualche settimana le informazioni dalle Unità regionali di Crisi riportano la separazione, nel numero ‘’registrato’’ dei casi, tra sintomatici e asintomatici.

Da qualche parte si affaccia la conferma che nel novero dei decessi sono inseriti ANCHE i ‘’decessi per altre cause’’.

ARIANONEWS24 intervistò il Dr. Mario Bacco, Medico Legale il quale, dichiarò di aver elaborato, con un team di ricercatori, tra febbraio e marzo 2020, uno studio sul virus. Mediante test sierologici somministrati, su base volontaria, a circa 7.000 persone sane. Dallo studio risultava che mediamente il 20-25% della popolazione italiana risultava entrata in contatto con il virus. E questo sin dal 2019 (‘’polmoniti anomale’’, così vennero diagnosticate). E’ definito eretico.

Abbiamo appreso che la Cina ha ferito l’intero pianeta Terra nascondendo i dati sul virus e sulle sue caratteristiche. Comportando, tale omissione, l’esplosione del contagio, la morìa di migliaia di persone, per qualche recondito fine. Abbiamo, tutti, odiato i cinesi, mentitori genetici per flebo di informazione somministrateci giornalmente.

Oggi si sa che la Cina ha rilasciato le evidenze cliniche ai primi di gennaio, quindi lo ha fatto l’istituto Pasteur in Francia, lo Spallanzani in Italia. Dunque la Comunità scientifica mondiale, e italiana, era informata. Il Prof. Ernesto Burgio, membro del Comitato Scientifico dell’Istituo Europeo per la ricerca sul Cancro, ha dichiarato, il 21 marzo 2020, che da almeno 5 anni si sapeva (cioè lo sapevano gli esperti che studiano il virus) che il virus avrebbe potuto mutare; in effetti ha mostrato diverse mutazioni nella ‘’spike’’, la famosa proboscide con la quale si aggancia il virus.

La conoscenza scientifica non è stata utilizzata per affrontare la filogenetica del virus, quello italiano a esempio, che circolava allegramente prima della pandemia.

E’ stato sottovalutato. Il rischio della propagazione del contagio è stato sottovalutato dagli esperti che hanno ‘’guidato’’ la politica nelle decisioni, nelle scelte operative. Chi non ricorda le eccellenze scientifiche affermare ‘’il virus è poco più forte dell’influenza stagionale’’, ‘’non esiste’’?

Il ritardo nell’approntare quanto necessario e opportuno alla difesa dal virus è colpevole nel Sud, in Campania, per il tempo intercorso dalla tragedia Lombarda alla propagazione del virus nel Meridione.

Colpa non dei cittadini che sono stati segregati in casa per le indicazioni ‘’scientifiche’’.

Nel mese di maggio scorso sono state condotte tre indagini, da parte dell’Università Statale di Milano, sui sintomi correlati a Covid-19. Da queste indagini risultò che almeno il 25% della popolazione italiana, all’incirca 15 milioni di persone, aveva riportato sintomi di tipo Covid-19 fra il 7 marzo e il 4 maggio e di questi, circa 8 milioni di persone ‘’potrebbero’’ aver avuto la malattia.

Nel mese di marzo, uno studio realizzato dell’Imperial College di Londra (coordinatori Neil Ferguson e Samir Bhatt), aveva rilevato che le persone entrate in contatto con il virus sarebbero già state circa 6 milioni in tutto il mondo, e che si sarebbero potute evitare 120mila vittime in 11 Stati, tra cui Italia, Regno Unito, Francia, Germania e Spagna. E Italia.

Concludeva, lo studio, che le persone già infettate allora (marzo!) dal virus sarebbe stata tra il 2 e il 12% della popolazione: 2,7% nel Regno Unito, solo 0,41% in Germania, 3% in Francia e addirittura 9,8% in Italia, primo Paese europeo a essere colpito duramente.

Un recente lavoro, svolto presso il campus di Roma dell’Università Cattolica, ha stimato che oltre 5 milioni di italiani, il 10% della popolazione, sono entrati in contatto con il SARS-CoV-2. Sarebbero, molti di più, comunque, rispetto alle stime ufficiali.

Numeri calcolati sulla analisi dei tamponi effettuati, cioè testando solo i sintomatici o chi è entrato in contatto con un positivo e non facendo tamponi di screening sulla popolazione. La letalità del virus, si calcola ‘generalmente’ facendo il rapporto tra il numero di decessi e il numero di persone contagiate.

Intanto si invoca l’applicazione del lockdown, la soluzione!

Il lavoro svolto dall’Università Cattolica mostra che la letalità del virus potrebbe essere di molto inferiore a quella stimata ufficialmente. La Protezione civile, dichiara che la letalità sarebbe del 9,5%; secondo l’indagine sierologica dell’ISTAT sarebbe del 2,4%; secondo le stime dell’Università Cattolica si abbasserebbe allo 0,6%, ovvero 6 persone su mille.

La letalità della pandemia spagnola del 1918 fu del 4%, mentre quella dell’influenza stagionale si aggira annualmente intorno allo 0,1%. La letalità del Coronavirus, dunque, sarebbe sei volte superiore a quella di una comune influenza stagionale. Non da sottovalutare ma nemmeno deve essere vista come l’Apocalisse!

Il numero degli asintomatici è importante, perché mostra la quota di popolazione che può contribuire alla diffusione del virus. E quindi quanta e quale attenzione ciascun cittadino deve applicare alle misure basilari di sicurezza. Per tutelare se stesso e gli altri. Ma restano i dubbi sulla metodica di analisi dei tamponi (i famosi ‘’cicli’’).

Dunque igienizzare le mani, uso corretto della mascherina, opportuno distanziamento. Di queste tre ‘’armi’’, due sono alla portata di tutti (bar, ristoratori, cinema, palestre, teatri, ecc.). Il distanziamento sui mezzi pubblici è demandato alla gestione dei trasporti.

Il cittadino ha timore di utilizzare i mezzi pubblici. Colpevole?

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