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Emergenza Covid-19 Lombardia: il re è nudo. Si modifichi il Titolo V della Costituzione

Antonio Bianco

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Sono all’ordine del giorno i contrasti tra il Presidente della Regione Lombardia Fontana ed il Governo sul mancato invio di tamponi per eseguire il test rapido sui pazienti, nonché di mascherine e presidi per allestire le Terapie Intensive. Eppure la sanità lombarda, come tutte quelle del Nord, ha ricevuto dal Fondo Sanitario Nazionale (FSN)risorse superiori a quelle del Sud, quest’ultimo già penalizzato dai tagli avviati dal 2009. Nel periodo che va dal 2012 al 2017 la Liguria, l’Emilia Romagna, la Lombardia, il Veneto ed il Piemonte hanno ricevuto 994 miliardi di euro in più rispetto alle Regioni del Sud. L’Emilia Romagna ha ricevuto in 13 anni 3 miliardi in più rispetto alla Puglia pur avendo un numero equivalente di abitanti. Questa iniqua ripartizione del Fondo Sanitario Nazionale (FSN) ha determinato la migrazione sanitaria descritta dallo Svimez e dall’Eurispes. A causa della mancanza di una regia unica, dovuta alla riforma Costituzionale del 2001 che ha affidato la gestione della Sanità alle singole Regioni, ognuno ha operato con modalità diverse a partire dai tamponi, invocati dall’OMS, quale modalità per individuare i positivi da Coronavirus ed isolarli. Tale indicazione è stata recepita dal Veneto mentre la Lombardia non ha adottato con tempestività questa azione, necessaria a censire i positivi e contenere il numero di contagiati e dei morti.

I Sindaci di Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Mantova, Milano e Varese hanno denunciato la drammatica situazione dei Comuni, costretti a tagliare i servizi per insufficienza di risorse ed hanno sollecitato la Regione Lombardia ed il Governo a chiarire le linee da seguire. A loro avviso, proseguono, è indispensabile la trasparenza sui dispositivi impiegati, sull’uso delle mascherine, sulla necessità di interventi efficaci nell’utilizzo dei tamponi e sulla situazione drammatica nelle case di riposo. In queste ultime, dopo un provvedimento della Giunta Regionale della Lombardia(Deliberazione n. XI / 2906 seduta del 8/3/2020), sono stati ricoverati pazienti Covid-19, contribuendo alla propagazione del contagio in luoghi dedicati a persone anziane e fragili. Eppure la Sanità Lombarda, nel 2018, ha incamerato circa 800 milioni di euro ricevuti per prestazioni sanitarie erogate ai cittadini provenienti dalle Regioni del Sud che, dal 2000, hanno visto chiudere 43 Ospedali e persi 70 mila posti letto.

La tanto decantata capacità manageriale di Fontana & Co. mostra le rughe. Anni di sperpero del denaro pubblico sottratto alle Regioni del Sud applicando il criterio della spesa storica ha consentito, in passato, a Formigoni, condannato per corruzione, a Maroni e poi, oggi, a Fontana di dirottare ingenti risorse finanziarie sulla Sanità Privata Accreditata sottraendole a quella Pubblica con lo scopo, mal celato, di ottenere consensi elettorali. Risorse che sarebbero state preziose per aumentare i posti letto di Terapia Intensiva e in Rianimazione, oggi così preziosi in tempo di emergenza Covid-19. Il furto con destrezza operato dal Partito del Nord, Lega inclusa, ha generato l’Italia dei due pesi e delle due misure con l’iniqua e sperequata ripartizione delle risorse. Un Paese frantumato in 20 piccole Patrie in competizione tra loro che ha messo in cantina la solidarietà nei confronti delle Regioni meno ricche. Negli ultimi giorni molte voci autorevoli si sono levate per chiedere la modifica del Titolo V della Costituzione, alcune in contraddizione con precedenti dichiarazioni come quella del Ministro Boccia, orientato a dar attuazione al regionalismo differenziato senza che fossero approvati i Livelli Essenziali di Prestazione (LEP). Ora il Ministro fa inversione di marcia e, intervistato da Maria Latella su Sky TG24 a proposito delle polemiche sulle mascherine e sui ventilatori, ha ricordato che l’organizzazione della Sanità spetta alle Regioni e, in mancanza dello Stato, la Lombardia non era preparata a fronteggiare l’emergenza.

Dello stesso avviso è il Vice Presidente del PD Orlando il quale reputa indispensabile trasferire la Sanità, come altre materie, allo Stato, idea condivisa da Crimi, leader del M5S. La maggioranza di governo mette in discussione la riforma del Titolo V e ne chiede la modifica, fatto contestato dalla Lega di Salvini in quanto addebita al Governo il mancato sostegno alle Regioni.

È tempo di decidere se l’Italia si deve avviare verso la definitiva separazione oppure è possibile rimettere insieme i pezzi di un puzzle legislativo disorganico, approvato da un Parlamento incompetente che ha creato il Paese dei due pesi e delle due misure. La crisi sanitaria e quella economica potenziano la rabbia ed il rancore dei meridionali, privati dei diritti e blanditi con stucchevoli appelli all’Unità.

Il re è nudo, si modifichi il titolo V della Costituzione.

Se non ora, quando?

#iorestoacasa

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Antonio Bianco sul voto alle regionali “De Luca : ti piace vincere facile”

Antonio Bianco

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Una valanga di voti consente a De Luca di governare per altri 5 anni la Campania, quasi il 70% degli elettori ha gradito il suo operato mentre la partecipazione al voto è stata del 55% degli aventi diritto. La sua fama di giullare unita alle 15 liste collegate hanno reso la partita senza storia e, parafrasando una nota pubblicità, potremmo dire:De Luca ti piace vincere facile. Forse sorgeranno deiproblemi nella ripartizione degli incarichi, sicuramente troverà la giusta soluzione individuando la poltrona nel sottobosco degli enti regionali. È innegabile che il Covid 19 ha offerto a De Luca un assist alla Pirlo ed ha messo la sordina a chi, prima del lockdown, non voleva riconfermarlo come candidato alla presidenza della Regione. Molti hannostorto il naso sul fiume di denaro elargito ai cittadini Campani, in altri tempi sarebbe stato considerato un voto di scambio. Invece è stata una risposta tempestiva ai bisognireali innescati dalla Pandemia che ha azzerato il reddito dei lavoratori e delle imprese a causa del prolungato lockdown. I problemi non possono essere affrontati con pannicelli caldi. In Campania il 40% della popolazione è a rischio povertà, mentre più del 20% delle famiglie vivono di lavoro precario, sottopagato senza alcuna tutela. Nei cinque anni di governo di De Luca i diritti di cittadinanza non sono affatto migliorati. Siamo il territorio più povero dell’intera Europacon il reddito pro-capite che è la metà di quello del Nord. La disoccupazione, in particolar modo quella femminile, è a livelli inaccettabili e provoca la fuga dei giovani laureati,arruolati nella corte delle Regioni del Nord o dei Paesi esteri. I trasporti pubblici locali sono merce rara ed il cittadino si affida prevalentemente ai mezzi privati, ne risente la qualità dell’aria e la salute delle persone nonché il già disastrato bilancio del Sistema Sanitario Regionale. Oltre a ciò vanno sottolineate le vane promesse di risanamento ambientale tante volte sbandierate da De luca e mai mantenute. Il sito di stoccaggio di Taverna del Re contiene venti milioni di ecoballe, tra i Comuni di Giuliano e Villa Literno, una bomba ecologica mai bonificata esposta agli atti vandalici delle persone che potrebbero appiccare il fuoco alle balle e devastare, ancor di più, la terra dei fuochi.Senza dimenticare la cronica emigrazione sanitaria verso le Regioni del Nord per mancanza di strutture e posti letto. Non basta la comunicazione snella intrisa di battute ad effetto, la Campania è una zona sottosviluppata dell’UE. Conseguenza diretta delle insufficienti risorse finanziarie ripartite dallo Stato Centrale con il criterio della spesa storica e della politica, dei due pesi e due misure, praticata dai Governi da almeno un ventennio che avvantaggia le Regioni del Nord e penalizza i nostri territori, incluso il Sud.

Occorre rimettere in capo allo Stato Centrale alcune materie come, ad esempio, l’Istruzione, la Sanità ed i Trasporti e riformare il titolo V della Costituzione al fine di assicurare a tutti identici diritti. La presenza delle 20 piccole Patrie incarnate dalle Regioni ha mostrato tutti i suoi nefasti aspetti durante la Pandemia. Mai come ora è indispensabile l’Unità e la coesione Nazionale senza delle quali lo slogan “mai più ultimi”, di deluchiana memoria, sarà un vaticinio che non darà dignità ai Campani considerati stranieri in Patria (altro…)

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Emergenza Covid – I dati aggiornati

redazione

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Coronavirus in Irpinia. Positivi al COVID19 i tamponi naso-faringei effettuati su 9 persone: (altro…)

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La Regione Campania emana l’ Ordinanza n. 75 con successivo chiarimento ed integrazione

redazione

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Con Ordinanza della Regione Campania n. 75 del 29 settembre 2020 e successivo chiarimento n. 34 del 29 settembre 2020, vengono emanate ulteriori disposizioni in materia di prevenzione del rischio di contagio da COVID-19, rivolte all’esercizio delle attività connesse a cinema, teatri e spettacoli dal vivo, ristorazione e bar, wedding e cerimonie. (altro…)

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