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Emergenza Covid-19 Con incassi zero l’impresa può pagare zero: il governo ci aiuti subito!

Michelangelo Della Paolera

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Sostituire debito con debito?

Riteniamo inefficaci i provvedimenti adottati dal governo fino ad oggi, – sostengono in un comunicato congiunto, gli esponenti della Società Consortile Cooperativa “IRPINIACOM” e della Confcommercio – Imprese per l’Italia – di Ariano Irpino, dichiarata zona rossa il 15 marzo dal governatore regionale De Luca, e maggior focolaio da Coronavirus della Campania. Quei provvedimenti, non producono nessun effetto positivo sulla gravissima situazione in cui versano centinaia di migliaia di piccole imprese, del commercio e in altri settori. Il governo pare ignorare il funzionamento di un’attività di commercio al dettaglio, piccola, media o grande che sia.
L’esercente o artigiano che sia, fa fronte agli impegni finanziari giornalieri, settimanali e mensili, con una specifica, unica e sola risorsa: l’incasso giornaliero! Ed è esclusivamente grazie agli incassi giornalieri, settimanali e mensili, che si possono pagare le fatture della luce, del gas e del telefono, nonché il canone di affitto, le paghe dei dipendenti e il versamento dei relativi contributi, il pagamento di imposte e tasse, l’IVA, le rate del mutuo, le rate del leasing, i compensi al consulente e al commercialista, e le fatture (ri.ba., rid., tratte, pagherò, assegni bancari, rimesse dirette) dei fornitori dei prodotti, oggetto della propria attività.

Questo elementare, antico meccanismo, sembra sfuggire ai più: al governo in primis attraverso i ministri competenti in materie economiche, come alle associazioni di categoria nazionali, del commercio, dell’artigianato, delle piccole imprese in genere. Ascoltiamo gli interventi più disparati, per ore ed ore, su tutti i canali televisivi, così come sui social, di esponenti del governo, delle associazioni di categoria, dei sindacati di Confindustria, ma nessuno osa affrontare la questione liquidità zero delle imprese, che le pone, anzi le ha poste fin dall’inizio di marzo, nella impossibilità, per ora temporanea, di pagare luce, gas, telefono, affitti, mutui leasing, contributi, tasse, ecc., per non parlare delle scadenze dei fornitori, che costituiscono l’esborso finanziario più rilevante di tutti. Con un incasso pari a zero, l’impresa è in grado di pagare zero. Il governo ci suggerisce e incentiva a indebitarci con le banche, a sostituire cioè un debito, con un altro debito, peraltro, a nostro avviso, ancora più “severo”! Sappiamo bene cos’è un indebitamento bancario. Né è degno di esame, il fatto che una parte della “garanzia” la fornisce lo Stato: conosciamo le modalità con le quali operano gli istituti bancari e come una garanzia “residua” di un 20%, possa trasformarsi in un altro 80%! In ogni modo, sostituire un debito con un altro debito, lascia l’azienda in uno stato di insolvenza: spostarlo o dilazionarlo non cambia la sostanza. Le attività commerciali, gli artigiani, le piccole imprese di tutti i settori della distribuzione di beni e servizi, hanno bisogno ora, per non chiudere, per non fallire, che la Comunità, lo Stato si accolli i danni derivanti da questa improvvisa emergenza. La tutela che viene accordata alle persone fisiche, ai dipendenti, a tutte le parti sociali, deve essere estesa alle piccole imprese. È inutile e niente affatto lungimirante, sovvenzionare i dipendenti, mentre si fanno fallire i propri datori di lavoro. È solo un momentaneo palliativo: e dopo? Occorre con immediatezza ed effetto retroattivo al 10 marzo, un intervento normativo che interrompa e sani le conseguenze dell’istituto del protesto di effetti cambiari e assegni bancari che, a migliaia, andranno protestati, per la sopraggiunta impossibilità di evitarlo da parte del firmatario, a seguito della propria attività “chiusa per legge” e “chiuso in casa” lui stesso, dai provvedimenti restrittivi del governo. Un “protesto” senza un intervento apposito del governo, determinerà con effetto immediato, una situazione di default dell’impresa per il meccanismo che, come sappiamo, metterà in moto. Occorre aiuto e subito, da parte del Governo Conte!”.

Società Consortile Cooperativa “IRPINIACOM” – Ariano Irpino (AV)
Confcommercio – Imprese per l’Italia – Ariano Irpino (AV)

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