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Attualità

È primavera, ma una cappa ci annebbia: cronaca di giornate surreali

Federico Barbieri

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Persefone trascorreva l’inverno nel regno dei morti, accanto al compagno Ade. Risaliva sulla terra e portava con sé

luce, colori, calore, risvegliando i viventi. Fu chiamata dea della primavera. Quanto stiamo vivendo oggi, origina in noi una cappa, una sorta di smog intellettivo, che obnubila razionalità e consapevolezza. Vengono inoculate nei nostri occhi e nelle nostre menti, immagini, dati, numeri. Profezie, analisi, valutazioni. Parlano gli esperti: virologi, infettivologi, esperti di marketing e di pianificazione industriale. Ma il dato che colpisce e viene ripetuto perché crei dipendenza, è quello sui decessi: uno tsunami. Una tempesta, un terremoto che sta scuotendo da quasi due mesi il mondo, originando dubbi, certezze, fiumi di parole, link, post e commenti sui social. Mille e mille “verità’’: ognuno di noi si è improvvisato esperto. Stanno emergendo moltissime storie individuali, sfaldando la tenuta delle Comunità. Le piccole Comunità dei paesini, che potrebbero offrire baluardo all’estensione del contagio del Covid-19, sono sopraffatte dal vuoto lungo le vie in cui la vita pare scomparsa, e dal silenzio, lacerato solo da altoparlanti, dai quali voci conosciute, invitano e diffidano a stare in casa. A volte, per la sanificazione delle strade, spesso, per convincere gli idioti sedicenti esperti virologi, che non temono il contagio! Intanto medici ed ex educatori o universitari, tornano da gite o rientrano nel rifugio naturale (la famiglia, l’ambiente in cui si è vissuti); come tanti “appestati”, perché così siamo indotti a “vederli’’, e per questo evitano di autosegnalarsi alle forze dell’ordine o alle autorità comunali. La maggioranza silenziosa, invece, si è adattata alle modifiche esistenziali: distanza, lavaggio accurato delle mani, mascherine e disinfettante, o per il fai date, visto che certa merce è ormai rara. Non a caso in televisione, il Nord lamenta la mancanza di mascherine e intanto, un’azienda bresciana, che attraverso l’ufficio legale comunica che “ci sono mascherine a sufficienza per coprire il fabbisogno’’, vende centinaia di migliaia di mascherine all’estero! L’Irpinia Nei paesi irpini limitrofi al mio, la fotografia è clonata: vuote le strade, file ridotte dinanzi ai minimarket, Sali e tabacchi, farmacia. La primavera sta esplodendo, con i suoi colori, i profumi, e l’aria pulita. Le pale eoliche dei parchi, danno il senso del movimento. Riaccendiamo il televisore, perché è quasi ora del comunicato della Protezione Civile, per video ascoltare il Governatore della Regione Campania e la campagna pseudo elettorale che molti stanno portando avanti. Si inseguono le notizie sulla sperimentazione del farmaco Tocilizumab, unica probabile arma per ridurre le morti. Ma i media rientrano in gioco con i titoloni choc/accattivanti: “a Settimo Torinese la polizia municipale ha scoperto oltre trenta persone che si trovavano in un magazzino merci a pregare: Cattolici”. Si è indotti a chiedersi: “e gli Islamici?”. Più dei media, on line o cartacei, il passaparola informa e deforma la razionalità di chi osserva le norme imposte. L’Italia è diventata rossa in assenza del voto. Ma c’è un rosso più rosso: Arano Irpino e il presidio ospedaliero “Frangipane’’. Fonte di contagio, oppure porto, in cui si è depositato il contagio che ha costretto all’isolamento una cittadina di circa 22.000 abitanti? S’impennano le domande, i dubbi sulla o sulle verità: dimissioni da Direttore Sanitario del Dr. Gennaro Bellizzi, che resta primario di Cardiologia. Perché si è dimesso? Perché il personale ha affrontato e affronta l’emergenza, perché tale è, con scarsi strumenti di mascherine FFP2, FFP3, guanti, disinfettanti per ambulanze? In queste espressioni di tragica realtà, l’Italia è Comunità. Le fughe agevolate dal nord: volute dal nord In realtà occorre oltrepassare le Alpi: Francia e Germania hanno “spinto’’. Altre Nazioni trattengono: la Turchia non fa partire il carico di centinaia di migliaia di mascherine verso l’Italia, nonostante un contratto. C’è un rischio che serpeggia: mollare l’attenzione, per rivalsa, per rabbia. Si diventa spie, probabilmente per salvarsi, denunciando il vicino, il conoscente. Senza sapere per quale risultato finale. Ho riletto il Decamerone, con piacevolezza scolastica, lo confesso, i Promessi Sposi con il dovuto rispetto ovviamente, e i resoconti dell’infezione da colera del 1910, della ‘’spagnola’’, della peste suina. Quella di oggi, è una guerra che smantella del tutto le Comunità, le Regioni, le Nazioni, l’Europa. È una splendida occasione per raccogliere denaro. L’economia si “adegua” all’emergenza: i prezzi alle stelle di ciò che manca, è operazione ragionata. Il calmiere non esiste più!

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Emergenza Covid19 – Altri 15 casi in provincia di Avellino

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Noi Campani, giunta De Luca di alto profilo

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