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Covid 19? Più corretto Covid20

Federico Barbieri

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Il bollettino dell’Unità Regionale di Crisi riporta 412 positivi.

Un numero che farebbe tremare chiunque.

C’è motivata paura o immotivata serenità? Oppure viceversa?

Molti bambini, molte persone, hanno sintomi pre-influenzali. Abituale condizione di questi periodi.

Nella particolare stagione che viviamo, la Covid che mai è scomparsa, si parla di vaccinazione antinfluenzale.

Non accettiamo il cambio delle abitudini del passato. Ma occorre ponderatezza e consapevolezza.

Le vaccinazioni contro il morbillo, la rosolia, la varicella, la poliomielite (chi ricorda l’anno 1964 che segnò l’inizio della ‘’guerra’’ alla polio?), sono state accettate come salvificche. Plaudendo alla Scienza.

Oggigiorno si potrebbe effettuare le vaccinazioni anche in altri luoghi che non siano gli ambulatori. Per le opportune norme anti-Covid.

Le alternative, in parte già sperimentate in occasione di screening a intere Comunità, possono essere i palazzetti per lo sport, spazi aperti e attrezzati.

Vero, altresì, che si pone un problema non da poco: la disponibilità delle dosi. Il timore latente è che non siano disponibili in quantità sufficiente.

La Protezione Civile, abilitata quale centrale d’acquisto, avrebbe dovuto provvedere. Il condizionale è d’obbligo, potrebbe avere già determinato quanto occorre.

Le vaccinazioni contro l’influenza e la polmonite da pneumococco prevengono, la storia lo attesta, malattie respiratorie. Può, la vaccinazione contro queste due patologie, proteggere il sistema immunitario, potrebbe evitare l’ingolfamento dei Pronto Soccorso.

Fondamentale, a prescindere, il comportamento tenuto durante i mesi peggiori trascorsi. Distanziamento, igienizzazione delle mani, mascherina. Evitando di osteggiare le norme scritte per spirito di contrapposizione.

Sul piano personale invito a scaricare l’App Immuni. Non esiste il rischio di essere spiati. Lo siamo già, mettiamo in piazza (leggasi social) persino i poster appiccicati nel bagno…

L’incidenza dei contagi, in Italia, risulta 34,2 casi per 100mila abitanti nel periodo 14-27 settembre, contro 31,4/100mila abitanti nel periodo 7-20 settembre.

Finora, almeno a quanto è dato sapere, i servizi territoriali sono riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus e la tracciatura dei contatti permette di non far estendere il contagio.

I casi di positività al Coronavirus in Campania sono 14.337, i decessi sono stati 465, nessun decesso è registrato in data odierna.

Si ribadisce che la stragrande maggioranza dei contagiati è asintomatica, non presenta alcun sintomo. Almeno, alcun sintomo rilevante.

La conferma: non si parla di chiusura, di lockdown.

Probabile la proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio 2021. Cosa comporterà?

Chi lavora al Nord (tantissimi, purtroppo, che lasciano molta economia al Nord..devono pur vivere!) avrà difficoltà a tornare in Campania, a esempio. Forse un timore infondato? Niente assembramenti, niente stadi, niente discoteche. Vedremo e leggeremo domani, dopo la riunione del Consiglio dei Ministri.

Rivedremo, forse, per strada Carabinieri, Esercito a ricordarci le attenzioni.

I guariti di oggi risultano essere 54 che portano il numero totale a 6.472.

Il numero dei contagi medi giornalieri in Campania era pari a 67 casi nei primi 60 giorni della pandemia (dal 24 febbraio al 23 aprile), mentre negli ultimi 60 giorni (dal 27 luglio al 24 settembre) è salito a 102.

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